Omicidio Rea, c'è un serial killer? Attesa per risultati autopsia

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La magistratura ha imposto il silenzio stampa sull’omicidio di Carmela (detta Melania) Rea, per cui potrebbero non arrivare più notizie sulle circostanze della morte, né sull’eventuale responsabile.*L’AUTOPSIA:«35 COLTELLATE, DELITTO PASSIONALE»

TERAMO. La magistratura ha imposto il silenzio stampa sull’omicidio di Carmela (detta Melania) Rea, per cui potrebbero non arrivare più notizie sulle circostanze della morte, né sull’eventuale responsabile.

*L’AUTOPSIA:«35 COLTELLATE, DELITTO PASSIONALE»

Le ipotesi, nel frattempo, continuano ad essere tante, in attesa che gli inquirenti facciano luce su questo giallo e che l’esame cadaverico dia ulteriori risposte su come, e soprattutto perché, è morta la 29enne il cui corpo è stato ritrovato ieri nel Teramano.

NEL POMERIGGIO L’AUTOPSIA

L’autopsia sarà eseguita oggi dalle 16 e si svolgerà presso l’obitorio dell’ospedale di Teramo. Lo ha disposto la magistratura che stamattina ha avuto un incontro di un'ora, a palazzo di giustizia, con gli investigatori. Alla riunione hanno partecipato il procuratore capo Gabriele Ferretti, il sostituto Greta Aloisi, il vice comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Sante De Pasquale, e il comandante del reparto operativo, Nazario Giuliani.

L’incarico di effettuare l’esame cadaverico è stato affidato agli anatomopatologi Tagliabracci e Canestrari di Ancona, che dovranno accertare le circostanze della morte e scorpire eventuali altri segni non emersi da una prima ispezione cadaverica esterna.

Intanto si è appreso che il corpo di Carmela non sarebbe sfigurato, ma avrebbe un taglio sul collo e un'incisione a forma vagamente somigliante ad una svastica, sulla coscia destra; sul corpo è stata trovata una siringa contenente del liquido che dovrà essere esaminato.

RINTRACCIATA LA TELEFONATA

Resta il mistero della telefonata anonima al 113 che ha informato della presenza del cadavere abbandonato tra i cespugli. Chi, e soprattutto perché, ha chiamato le forze dell’ordine? Perché è voluto rimanere anonimo? E’ stata solo paura di non essere coinvolto in una vicenda così grave, o si tratta invece di qualcuno implicato nell’omicidio, l’autore del delitto o forse un complice?

Tutte domande a cui dovranno dare una risposta le indagini. Intanto è stato accertato che la telefonata è stata fatta da un uomo ed è partita da una cabina telefonica pubblica nel centro di Teramo intorno alle 14.30-15 di ieri pomeriggio. Questo vuol dire che se chi ha fatto la telefonata avesse anche trovato il cadavere, avrebbe impiegato circa mezz'ora per percorrere i 18 chilometri in auto, prima di lanciare l’allarme.

L’uomo, secondo quanto riporta l’Ansa, ha parlato con voce tranquilla e pare avesse un’inflessione teramana, con voce da adulto. All’operatore che ha risposto al 113 avrebbe detto «c’è il corpo di una donna» e avrebbe indicato i dati per rintracciare il luogo del rinvenimento e come raggiungerlo. Quindi avrebbe immediatamente riattaccato.

La Polizia sta cercando di verificare se la cabina telefonica sia visibile da qualche telecamera di sorveglianza installata in zona, per cercare di risalire all’identità dell’autore della telefonata.

Per quale ragione una persona che vede un corpo in un bosco fa 18 chilometri prima di fare la segnalazione?

IL PUNTO SULLE INDAGINI

Gli investigatori stanno setacciando diversi casolari abbandonati tra Ascoli e Ripe di Civitella, in quanto vogliono verificare se il corpo sia stato nascosto dopo l'omicidio in un posto diverso da quello dove è stato trovato ieri.

Sono due, infatti, le ipotesi investigative: la prima è che Melania sia stata prelevata dal luogo in cui è scomparsa e portata nella zona boscosa di Ripe di Civitella del Tronto, dove è stata uccisa. Ma non si esclude che, invece, la donna sia stata uccisa in altro luogo, e il corpo poi abbandonato in quel bosco isolato e quindi difficilmente accessibile.

LE PISTE CHE SI SEGUONO

L’attività investigativa resta top secret, ma le ipotesi sul movente del delitto sono diverse, e ancora tutte aperte.

Si dovrà in particolare accertare se il delitto è stato commesso da un unico assassino, o da più mani, e poi si dovrà risalire al movente, visto che da una prima ricostruzione non sono emersi particolari rilevanti sulla vita della donna, che potrebbero far pensare a una ragione per cui qualcuno avrebbe potuto ammazzarla, tra l’altro in un modo così crudo.

Gli inquirenti stanno scandagliando in ogni minimo dettaglio la vita della 29enne, per trovare un qualunque appiglio che possa far emergere qualcosa. Chi e perché poteva avercela con Melania Rea? Ci sono ombre nel passato della donna che nessuno, nemmeno il marito, conosceva?

Ovviamente l’attenzione si concentra sui minuti immediatamente successivi all’allontanamento della donna dal marito e dalla figlia, nel pomeriggio del 18 aprile a Colle San Marco di Ascoli Piceno, dove si trovava per una scampagnata. La donna ha detto che andava via per qualche minuto per andare al bagno in un bar vicino, dove però non è mai arrivata.

Si è allontanata perché doveva incontrare qualcuno? Aveva un appuntamento con chi l’avrebbe uccisa da lì a poco? Oppure doveva davvero recarsi in bagno ed è stata fermata? E chi poteva avercela così tanto con lei da ammazzarla in quel modo?

Tutte domande a cui potrà essere data una risposta soltanto se si farà luce sulle circostanze della morte e se si troverà l’assassino. E in questo senso sono due le principali ipotesi al vaglio degli inquirenti.

GLI STRANI INTRECCI CON HITLER

Non può chiaramente passare inosservato il segno lasciato su una coscia della donna, che somiglia molto a una svastica e che porterebbe gli investigatori a seguire la pista neonazista.

Su questa ipotesi ha puntato i riflettori il gruppo EveryOne, che fa parte dell'organizzazione United, impegnata a livello internazionale contro il riaffiorare del nazifascismo nel mondo.

Secondo Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, co-presidenti dell’associazione, «il crimine sembra avere la matrice di un orrido culto della disumanità nazista e non è un caso che il corpo della povera Carmela sia stato trovato il 20 aprile, anniversario della nascita di Adolf Hitler. Da tempo il nostro gruppo – sottolineano i responsabili di EveryOne - denuncia la crescita esponenziale dei gruppi di nostalgici del periodo delle camicie brune e nere, che predicano antisemitismo, odio per i rom e i gay, violenza contro gli individui disagiati. Ma i neonazisti fanno del sadismo e della crudeltà un principio di comportamento, in antitesi con la 'pietas' che è alla base della civiltà dei diritti umani».

E se la svastica sia una mossa calcolata dall'assassino per sviare le indagini?

LE COINCIDENZE COL DELITTO GOFFO: LA MANO DI UN SERIAL KILLER?

Non si esclude la pista neonazista – anche se gli inquirenti sarebbero scettici sulla ricostruzione fatta da EveryOne – ma non si può neanche scartare l’ipotesi del serial killer.

Sono diverse, infatti, le coincidenze che fanno pensare a una mano comune tra il delitto di Melania Rea e quello di Rossella Goffo, il cui corpo è stato trovato lo scorso gennaio nel Teramano

Intanto le due donne sono scomparse e sono state ritrovate praticamente nella stessa zona. Molto simile anche le modalità usate per uccidere: sgozzata la Rea, strangolata la Goffo. In entrambi i casi, inoltre, le vittime sono state uccise con una tale veemenza e violenza, da far considerare poco probabile il delitto d’impeto, quasi casuale.

E poi c’è anche chi vede una certa somiglianza tra le due donne, e questo rafforzerebbe l’ipotesi di un’unica mano, un omicida seriale che, a questo punto, potrebbe anche tornare a colpire, o forse l’ha già fatto senza che gli inquirenti abbiano collegato gli episodi.

La pista del serial killer trova tra i suoi sostenitori un noto criminologo, Francesco Bruno.

L’esperto, secondo quanto riporta il Corriere.it, ha infatti ricostruito un identikit del possibile assassino: un uomo che agisce da solo, in fretta, non per sesso, ma solo per il gusto di uccidere. «Quello che ha ucciso Carmela Rea è un serial killer e potrebbe colpire ancora - ha detto Bruno - In entrambi i casi abbiamo due donne dalla vita apparentemente ineccepibile, con le stesse caratteristiche somatiche. Ma anche la modalità degli omicidi è simile».

Bruno ha anche individuato un’altra analogia. Entrambe le donne hanno avuto in qualche modo a che fare con l’ambiente delle forze dell’ordine. Rossella Goffo era un funzionario della prefettura e per il suo omicidio è sospettato un tecnico della questura. Carmela Melania Rea era moglie di un militare, e sono militari i frequentatori del poligono dell'area militare delle Casermette, in cui il corpo è stato ritrovato.

«Io – ha affermato il criminologo - cercherei in quell'ambiente per scoprire se tra i frequentatori di quel poligono c'è qualche soggetto 'a rischio', con un profilo psichiatrico instabile».

TESTIMONI E SEGNALAZIONI

Intanto il lavoro degli inquirenti è diretto anche a verificare eventuali segnalazioni e testimonianze.

Questa mattina sono stati ascoltati sommariamente i parenti della vittima, arrivati ieri sera dal Napoletano: il padre Gennaro, che aveva parlato al telefono con la figlia tre ore prima della scomparsa e che l'aveva trovata "serena e felice" per la scampagnata; il fratello Gennaro, che ha effettuato il riconoscimento e che a caldo aveva commentato: «E' inspiegabile, inspiegabile...», e la madre Vittoria.

Secondo alcune indiscrezioni dalle testimonianze raccolte sarebbe venuta fuori la presenza di un'auto con alcune persone, vista il pomeriggio del 18 aprile nel punto in cui si sarebbero perse le tracce di Carmela Rea.

Con il passare delle ore, però, le segnalazioni aumentano, con tutta probabilità a causa dell’eco che la vicenda sta avendo - per cui diventa sempre più difficile il lavoro degli inquirenti per stabilirne l'attendibilità.

Daniela Di Cecco  21/04/2011 16.10

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L’AUTOPSIA:«35 COLTELLATE, DELITTO PASSIONALE»

Sembra non lasciare dubbi l’esito sommario della autopsia effettuata questo pomeriggio.

Trentacinque coltellate su tutte il corpo, soprattutto sul tronco e sul collo.

Non c'é stata violenza sessuale. Una delle ferite è profonda, alla gola; altre sono arrivate in profondità a ledere organi interni. Lo si è appreso dall'anatomopatologo Adriano Tagliabracci a conclusione dell'autopsia. I colpi - ha spiegato - fanno propendere per un delitto d'impeto, passionale e non premeditato o legato alla criminalità organizzata.

Carmela 'Melania' Rea, scomparsa nel pomeriggio del 18 aprile, sarebbe stata uccisa nella notte tra il 18 e il 19: l'anatomopatologo circoscrive la morte al periodo di tempo tra le ore 24 del 18 aprile e le 3 del 19. In precedenza, prima dell'autopsia, alcune fonti investigative avevano riferito che la donna era stata uccisa martedì sera, quindi una ventina di ore dopo quelle individuate dall'esame autoptico. E' stato confermato che l'omicidio è avvenuto in un luogo diverso da quello in cui nel primo pomeriggio di ieri è stato ritrovato il cadavere.

I Ris compiranno gli esami tossicologici sia sul liquido contenuto nella siringa sia su eventuali tracce organiche trovate sul cadavere. Carmela non sarebbe stata legata - non sono stati trovati segni che possano provare il contrario - e questo induce a credere che possa essere stata narcotizzata e poi uccisa. Le indagini vengono condotte in collaborazione tra le Procure della Repubblica di Teramo e Ascoli Piceno, dato che ancora non é possibile stabilire la competenza territoriale: sinora è della magistratura abruzzese, ma se si appurasse che il delitto é stato commesso nell'Ascolano, allora la competenza sarebbe della Procura marchigiana.

E al momento non c'é nessun indagato e si procede con l'ipotesi di omicidio.

Questo pomeriggio lo ha confermato il sostituto procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno, Umberto Monti.

21/04/2011 20.55