Sindaci della costa contro il ridimensionamento del 118 voluto dalla Asl

Alessandro Biancardi

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TORTORETO. Nel 2009, sulla costa vibratiana i servizi 118 grazie alle “Croci” (servizi base e postazione avanzata con unità medicalizzata a Tortoreto) hanno totalizzato 3769 interventi.

Ora, la riorganizzazione voluta dalla Asl di Teramo avrebbe previsto una riorganizzazione interna nella quale scompare totalmente la sede del 118 del Distretto di Tortoreto, scompare la Croce Bianca di Alba Adriatica, rimane in funzione la Cri di Alba con una postazione avanzata in inverno e una postazione medicalizzata solo in estate; la Croce Verde di Martinsicuro rimarrebbe in servizio 12 ore in inverno e 24 in estate.

La Croce Bianca di Sant’Egidio alla Vibrata  solo 12 ore di giorno, mentre resta invariata la postazione medicalizzata dell’ospedale di Sant’Omero.

«Considerato che la Val Vibrata nel corrente anno 2011 ha superato gli 80mila abitanti costituendo il territorio più popoloso tra i distretti sanitari – affermano i sindaci - che nella zona costiera nella stagione invernale sono presenti 50mila abitanti e che nella stagione estiva le presenze stimate sono circa 150 -200mila turisti, che da un punto di vista della viabilità è attraversata dalla Ss16 e dalla A24, causa purtroppo di numerosi incidenti automobilistici, riteniamo che la riorganizzazione pensata dalla direzione generale della Asl di Teramo  sia in contrasto con i principi di efficacia in un settore così importante per la salute dei nostri cittadini. Chiediamo al direttore generale Giustino Varrassi, un incontro urgente su questa tematica e sul problema del territorio in generale».

Intanto, il consiglio comunale di Tortoreto su proposta dei capigruppo di maggioranza Antonio Di Giovanni e di opposizione Rolando Papiri, ha approvato all’unanimità la delibera con cui impegna «il sindaco e la giunta comunale di Tortoreto, d’intesa con le Amministrazioni Comunali di Alba Adriatica  e Martinsicuro, all’adozione di tutte quelle iniziative  da intraprendere ai competenti livelli istituzionali atte  a scongiurare lo smantellamento di alcuni servizi di assistenza sanitaria erogati a livello locale: nello specifico i servizi di assistenza prestati attraverso il 118 e il servizio di assistenza sanitaria ai turisti durante la stagione estiva, nella considerazione che una simile eventualità depaupererebbe il nostro territorio di un livello assistenziale di base, tanto più necessario in quanto territorio ad alta densità abitativa e a riconosciuta vocazione turistica soggetto a flussi incrementali stagionali di assoluto rilievo».

Pollice verso del consiglio anche alla mancata istituzione della Guardia Medica Turistica  durante la stagione estiva a servizio di un territorio della provincia notoriamente a più alta vocazione turistica di tutta la Regione Abruzzo.

«Si taglino i costi sulla politica e non sull’emergenza sanitaria», afferma Papiri che riafferma la centralità del servizio essendo stato lui stesso salvato grazie all’intervento medicalizzato del servizio di emergenza.

Mentre Di Giovanni dice di «aver parlato con Varrassi che, nonostante la calorosa accoglienza, è rimasto fondamentalmente sulle sue posizioni senza fornirci risposte esaustive, aprendo forse al ripristino della medicina turistica per un periodo breve».

21/04/2011 13.38