Ortaggi avvelenati in due aziende agricole di Campli, indagati i due titolari cinesi

Alessandro Biancardi

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CAMPLI. Ortaggi contaminati da fitofarmaci, in parte non ancora raccolti, ma in ampia misura già trasportati nei negozi di tutta la provincia di Teramo, oltre che delle Marche e dell’Emilia Romagna.* CONTROLLI NAS IN 441 CASE RIPOSO, POSTI I SIGILLI A QUATTRO

CAMPLI. Ortaggi contaminati da fitofarmaci, in parte non ancora raccolti, ma in ampia misura già trasportati nei negozi di tutta la provincia di Teramo, oltre che delle Marche e dell’Emilia Romagna.

* CONTROLLI NAS IN 441 CASE RIPOSO, POSTI I SIGILLI A QUATTRO

I controlli effettuati nella giornata di ieri dai Carabinieri hanno permesso di accertare l’uso di veleni nella produzione di due aziende agricole nella zona di Floriano di Campli, entrambe gestite da cinesi. La Procura di Teramo ha aperto un’inchiesta e iscritto i due titolari delle aziende agricole nel registro degli indagati, ma resta il problema della tracciabilità dei prodotti.

Quelli che sono stati trovati all’interno dell’azienda agricola, e rispetto ai quali è stata accertata la presenza dei fitofarmaci, sono stati immediatamente distrutti. I carabinieri hanno effettuato anche controlli a campione in alcune attività commerciali della costa, e anche in quel caso hanno provveduto alla distruzione degli ortaggi contaminati. Ma è impossibile controllare tutti i prodotti o individuare in tempi stretti tutte le attività che si rifornivano nelle due aziende agricole. Il rischio che gli ortaggi avvelenati dai fitofarmaci siano già sulle tavole dei consumatori o, peggio, siano già stati ingeriti, è purtroppo praticamente una certezza.

I carabinieri di Campli stavano monitorando le due aziende da un paio di messi, e ieri sono intervenuti per effettuare i controlli insieme ai colleghi del Nas di Pescara, alla Asl di Teramo ed al nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro di Teramo, che hanno anche accertato irregolarità nelle assunzioni.

Nelle due aziende agricole lavoravano rispettivamente tre e otto persone, tutte cinesi e in possesso di regolare permesso di soggiorno, ma non in regola rispetto alle assunzioni, tanto che l’Ispettorato del lavoro ha elevato multe per circa ottomila euro.

VERDURE DISTRUTTE, MA RESTA IL PROBLEMA DELLA TRACCIABILITA’

Sono stati sequestrati, e distrutti, circa 80 quintali di ortaggi e verdure coltivati e raccolti su un'area di circa 7 ettari.

Si tratta prevalentemente di cavoli cinesi, oltre che di numerosi altri ortaggi di uso comune. I militari del Nas hanno prelevato campioni di verdura da analizzare e hanno sequestrato i fitofarmaci presenti nelle aziende. Inoltre, hanno avviato controlli sull'intera filiera commerciale, anche se la tracciabilità totale degli alimenti è praticamente impossibile.

Oltre ai danni alla salute dei consumatori, i controlli dovranno accertare anche se i prodotti chimici utilizzati abbiano potuto inquinare il vicino fiume. Per questo sono stati effettuati anche prelievi dell’acqua per verificare l’eventuale presenza dei fitofarmaci, che rappresenterebbero un serio rischio per la salute umana e l’inquinamento ambientale per tutta l’area e a prescindere dal consumo diretto dei prodotti avvelenati.

AGRICOLTORI SPROVVISTI DI ‘PATENTINO’

L’uso dei fitofarmaci in agricoltura non è vietato, ma soggetto a rigide regole. In particolare per acquistare prodotti fitosanitari classificati come molto tossici, tossici e nocivi occorre possedere una apposita autorizzazione, nota comunemente come ‘patentino’. Ogni cittadino maggiorenne può ottenere il rilascio del patentino inoltrando domanda all’Ente preposto. Se non si possiede un titolo di studio specifico (laurea in Scienze agrarie o in Scienze della Produzione animale, diploma di Perito agrario o Agrotecnico), si dovrà necessariamente frequentare un corso di preparazione e sostenere un esame.

I carabinieri hanno accertato che i due titolari cinesi delle aziende agricole non parlano neanche l’italiano, e quindi non avrebbero neanche potuto conseguire il patentino. Da qui l’accertamento delle irregolarità e l’inchiesta della magistratura.

COSA SONO I FITOFARMACI

I prodotti fitosanitari (agrofarmaci o fitofarmaci) sono tutti quei prodotti, di sintesi o naturali, che vengono utilizzati per combattere le principali avversità delle piante (malattie infettive, fisiopatie, parassiti e fitofagi animali, piante infestanti). Nel termine di legge sono comprese, quindi, diverse categorie di prodotti: insetticidi, fungicidi o anticrittogamici; molluschicidi; rodenticidi; acaricidi.

I prodotti fitosanitari classificati come molto tossici, tossici e nocivi, se male adoperati, risultano assai pericolosi, tanto da causare danni gravissimi (fino alla morte) per l'uomo in caso di seria intossicazione.

Il problema dell’utilizzo degli fitofarmaci presenta due diversi aspetti, perché gli effetti che queste sostanze producono sulla salute umana riguardano sia i lavoratori agricoli e delle industrie chimiche, che hanno un contatto diretto con tali sostanze, sia i consumatori, in quanto possono, attraverso gli alimenti, assumere residui di tali sostanze.

L’intossicazione del lavoratore può avvenire per inalazione, ingestione o contatto dermico. Per quanto riguarda il consumatore, invece, questi può venirne in contatto tramite uso domestico di insetticidi, assunzione di alimenti con residui di fitofarmaci, presenza in ambienti contaminati. L’esposizione ai fitofarmaci, può avvenire, infine, attraverso l’ambiente (per dispersione diretta della sostanza, per mobilità della stessa, per ripartizione, per bioaccumulo, persistenza, trasformazione e degradazione), per inalazione, ingestione di alimenti contaminati o contatto dermico.

VELENI CHE POSSONO PORTARE ALLA MORTE

Gli effetti che l’utilizzo dei fitofarmaci produce sulla salute umana sono numerosi, variano in base al tipo e all’intensità del ‘contatto’ con i veleni, e possono portare fino alla morte, chiaramente in situazioni estreme.

Gli effetti principali possono essere suddivisi in quattro categorie.

Innanzitutto gli effetti cancerogeni. In particolare, a livello internazionale, sono classificati come potenziali cancerogeni: l’atrazina; il canfeclor; clordecone (insetticida che provoca effetti soprattutto sul

sistema endocrino) il mirex.

Il contatto con i fitofarmaci può determinare poi effetti immunologici, neurologici (danni a carico del sistema nervoso centrale) o effetti a livello dell’apparato riproduttivo (tra le conseguenze più comuni, se il contatto è diretto e prolungato, c’è la sterilità)

LA NORMATIVA IN ABRUZZO

La normativa di riferimento sui controlli dell’uso dei fitofarmaci in agricoltura è regolata da un accordo tra il Governo e le Regioni, che per l’Abruzzo è stato pubblicato sul Bura numero 45 del 9 luglio 2010. Sul bollettino ufficiale della Regione si approva il Piano regionale dei controlli sui fitofarmaci e sostanze attive per il periodo 2010-2013 e si incarica le Asl, l’Istituto Zooprofilattico di Teramo e l’Arta Abruzzo di realizzare i controlli e tutte le attività previste dal Piano.

 Daniela di Cecco  21/04/2011 10.04

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CONTROLLI NAS IN 441 CASE RIPOSO, POSTI I SIGILLI A QUATTRO

ROMA. Centinaia di controlli nelle case di riposo di tutta Italia (22 ubicate al Nord, 50 al Centro e 35 al Sud Italia)  sono stati effettuati dal Comando carabinieri per la tutela della salute (Nas), che ha ispezionato 441 attività, 107 delle quali sono risultate non in regola con le normative di settore. Non emergono, al momento, i nomi delle strutture, né le regioni coinvolte.

In particolare i militari, spiega una nota, hanno verificato le autorizzazioni ed il rispetto delle prescrizioni, la sussistenza dei requisiti igienico sanitari, le condizioni di degenza degli ospiti, la corretta conservazione di cibi e farmaci, nonché la regolarità delle figure professionali (medici e infermieri) operanti.

A 4 case di riposo i carabinieri hanno posto i sigilli in quanto abusive e prive di certificazione di abitabilità: cinquanta ospiti, di cui molti non autosufficienti, sono stati trasferiti presso altri complessi assistenziali.

Inoltre, sono stati rilevati anche casi di assenza o presenza non adeguata di personale medico, infermieristico ed ausiliario e sequestrate diverse confezioni di farmaci scaduti e/o di provenienza ospedaliera, nonché decine di chili di alimenti privi di rintracciabilità.

Nel complesso, sono state rilevate 188 violazioni e 125 tra titolari ed operatori sono stati segnalati alle Autorità giudiziarie, amministrative e sanitarie.

Tra questi, sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria 4 "falsi" infermieri per esercizio abusivo della professione sanitaria, poiché svolgevano attività infermieristica (anche mediante la somministrazione di terapie a soggetti non autosufficienti) in mancanza di titolo.

21/04/11 10.49