L'INCHIESTA

Appalti Giulianova: inchiesta Castrum bis; tutti a processo

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Mazzette in appalti a Giulianova, parte il processo a Teramo

Comune Giulianova

TERAMO. Tutti a processo nell'inchiesta bis sugli appalti a Giulianova. Al termine dell'udienza preliminare relativa al fascicolo stralcio di Castrum, il gup Mauro Pacifico, ha rinviato a giudizio 7 persone con accuse che a vario titolo, e in base alle diverse posizioni, vanno dalla corruzione all'abuso d'ufficio fino alla falsità ideologica e alla concussione.

A finire a processo la dirigente del Comune di Giulianova Maria Angela Mastropietro (attualmente sospesa dal servizio), il marito ed imprenditore Stefano Di Filippo, gli imprenditori Andrea e Massimiliano Scarafoni (tutti e quattro già a processo nell'inchiesta principale sugli appalti, la cui seconda udienza è fissata per il 26 gennaio), la madre di questi ultimi due Ida Scarponi, il presidente del consorzio Lido delle Palme Ennio Di Saverio e il geometra Guerino Di Saverio. Al centro dell'inchiesta, ancora una volta la dirigente del Comune di Giulianova Maria Angela Mastropietro, alla quale i pm Luca Sciarretta e Andrea De Feis contestano, tra le altre cose, l'abuso d'ufficio per aver escluso una società "dall'elenco delle ditte invitate a partecipare alla procedura negoziata" indetta per la "fornitura e posa del manto in erba sintetica necessarie per il completamento della più generale ristrutturazione del campo sportivo 'Orsini', cosiddetto Castrum".


Ditta che la Mastropietro, secondo l'accusa, avrebbe escluso dalla procedura per "ritorsione" in quanto la stessa impresa si era aggiudicata un appalto di circa 700mila euro per la costruzione di un capannone industriale a Castellalto. Appalto che, sempre secondo l'accusa, la dirigente del Comune di Giulianova e il marito avrebbero cercato, in concorso con il geometra Di Saverio (che per queste episodio è accusato di tentata concussione) di far affidare alla ditta "Rima Sas" (quest'ultima, secondo la Procura, gestita di fatto da Maria Angela Mastropietro e Stefano Di Filippo) senza riuscire nell' intento per il rifiuto opposto dalla parte offesa.

Nel fascicolo che vedrà i 7 imputati comparire a maggio davanti al collegio anche la lottizzazione delle Palme, per la quale il presidente dell'omonimo consorzio Ennio Di Saverio deve rispondere di corruzione per aver offerto alla Mastropietro la promessa di un "appalto del valore di circa 3.000.000 che sarebbe stato stipulato dal consorzio 'Lido delle Palme' con la società Rima Sas"...avente ad oggetto la realizzazione delle pere di urbanizzazione previste nel predetto piano di lottizzazione".