"Lega…ti al lavoro": alla scoperta delle professioni che gli italiani non vogliono più fare

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La Lega Nord Abruzzo alla scoperta dei lavori che gli italiani non vogliono più fare e che favoriscono l’inserimento occupazionale degli extracomunitari.

E’ stato questo il tema dell’incontro che si è svolto tra i rappresentanti della segreteria della Lega Nord di Teramo e il presidente della Provincia, Valter Catarra.

Erano presenti Giulio Geminiani, responsabile regionale sindacale della Lega Nord Abruzzo, ideatore del Progetto politico “Lega…ti al lavoro” in corso di attuazione nella Regione Lombardia; Claudio Burrini, commissario regionale della Lega Nord Abruzzo; Franco De Angelis, responsabile provinciale della Lega Nord Abruzzo; Ignazio Malara, coordinatore comunale della Lega Nord Abruzzo Segreteria Provinciale di Teramo.

Lotta alla precarizzazione, diritto di cittadinanza, assunzione di una quota parte di Italiani nelle aziende straniere in Italia, delocalizzazione e certificazione dei prodotti, tesserino di previdenza: questi i ‘fatti’ analizzati dalla Lega Nord alla luce dell’emergenza occupazionale degli Italiani senza lavoro.

Il presidente Catarra ha accolto le sollecitazioni e le proposte offerte dalla Lega Nord Abruzzo, realizzate attraverso il progetto “Lega…ti al lavoro”, non solo per individuare i lavori che gli Italiani non vogliono più fare, ma anche per dare una risposta credibile ai 50mila disoccupati e precari della provincia di Teramo.

Un esempio è stato offerto dallo stesso presidente della Provincia. Per un bando di dodici posti a badante in famiglia, un lavoro che assicura uno stipendio mensile onorevole (compresi i contributi e, per gli stranieri, il vitto e l’alloggio gratuiti) ben undici domande sono state presentate da non italiani e solo uno da una teramana.

«Dunque – fa notare la Lega nord - il problema è culturale, non solo politico e sociale. La scuola, l’università e l’impresa devono rapidamente e sinergicamente convolare a giuste “nozze” sul territorio per offrire una soluzione chiara e ineludibile».

La Lega Nord ha tuttavia ammesso che anche la politica deve fare la sua parte e assicurato che vigilerà affinché la flessibilità per l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e l’occupazione a tempo determinato, dopo un congruo numero di anni, garantiscano al lavoratore un futuro certo e sicuro per la salvaguardia della famiglia, nucleo fondamentale della nostra società.

Non sono mancati, ovviamente, riferimenti al mondo degli immigrati: «Occorre naturalmente combattere l’abusivismo e il commercio illegale degli extracomunitari - ha puntualizzato la Lega Nord - che oggi operano anche a domicilio. Una piaga economica, figlia delle dissennate politiche di sinistra, assolutamente da sradicare».

Il coordinatore comunale del Carroccio aprutino, Ignazio Malara, ha già fatto richiesta al Comune di Teramo di un’ordinanza sul controllo del commercio itinerante abusivo. «Ora ci troviamo ad affrontare un’emergenza senza precedenti dovuta a vere rivoluzioni in Africa e in Asia – aggiungono i leghisti - L’Italia è la più esposta ad esodi di dimensioni bibliche: cosa dobbiamo e possiamo fare? Il rischio di trovarci coinvolti ad una condizione di collasso del sistema nel nostro Paese non è infondato. Oggi una politica di fermezza, rigore e controllo nell’applicazione fedele della Bossi-Fini, diviene inevitabile. La gestione e il governo di questa emergenza planetaria, devono essere il punto fermo di tutte le Regioni, Province e Comuni d’Italia, in attesa di una nuova legge ad hoc».

La Lega Nord Abruzzo ribadisce il riconoscimento del concetto di diritto di cittadinanza e conclude: «Mentre i  clandestini verranno dichiarati “rifugiati politici” con leggi a loro tutela, gli Italiani si ritroveranno “stranieri” senza lavoro a casa loro. Per questo non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo accettare il “ricatto” internazionale in atto e minacciato circa l’incoraggiamento di sbarchi di clandestini presso le nostre coste da parte dei governi dittatoriali, messi in crisi dalle loro popolazioni. La solidarietà dovuta ai bisognosi a casa loro, non è in discussione, anzi incoraggiamo progetti di sviluppo di quelle aree della Terra, senza bombardarle. Ma il lavoro agli italiani, prima di tutto, è il nostro primo comandamento qui in provincia di Teramo».

d.d.c. 15/04/2011 8.12