Omicidio Fadani, 10 anni al reo confesso, assolti gli altri due. La procura chiedeva 30 anni

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Una condanna a dieci e due assoluzioni per un omicidio che fece discutere e scatenò feroci reazioni.

Oggi per l'omicidio di Emanuele Fadani avvenuto l'11 novembre 2009  all'esterno di un pub di Alba Adriatica, il gup di Teramo, Giovanni de Rensis, ha condannato a dieci anni di carcere Elvis Levakovic, il rom di 22 anni che aveva ammesso di aver sferrato il maglio mortale al volto del commerciante di 39 anni di Alba Adriatica, riconoscendo l'omicidio preterintenzionale mentre ha assolto gli altri due rom, Danilo LevaKovic e Sante Spinelli presenti la notte del pestaggio.

Il processo si è svolto con il rito abbreviato.

La famiglia del commerciante assassinato, alla lettura della sentenza ha protestato con veemenza. La procura di Teramo aveva chiesto trent'anni, il massimo della pena prevista con il rito abbreviato, per ognuno dei tre giovani rom accusati di omicidio volontario aggravato.

La difesa aveva invece chiesto la derubricazione in omicidio preterintenzionale, poi riconosciuto dal giudice.

Al processo l'accusa era sostenuta oltre che dal sostituto Roberta D'Avolio anche dal procuratore capo Gabriele Ferretti.

La famiglia Fadani si e' costituita parte civile al processo come anche l'amico di Emanuele presente la sera del delitto, il quale venne aggredito finendo in ospedale.

Un processo che vede inprevalenza la vittoria delle difese che evidentemente sono riuscite a mettere in dubbio l'impianto accusatorio.

L'omicidio scatenò una vera rivolta nella popolazione e la notizia finì per qualche giorno anche su tg e trasmissioni televisive nazionali.

Uno dei rom accusati però venne poi subito scarcerato, la procura fece ricorso al Riesame ma questo confermò la libertà.

14/04/2011 19.10