Piazza della Chiesa Giulianova: «procedure irregolari e amministrazione sleale»

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. “Il Cittadino Governante”, associazione di cultura politica di Giulianova, torna a criticare l’operato dell’amministrazione rispetto a piazza della Chiesa.

Il gruppo era già intervenuto sulla vicenda, sia con una mozione presentata al consiglio comunale  che con un dossier dal titolo “Le piazze e il paesaggio non si mettono sul mercato”.

Ora torna sulla questione con delle considerazioni sui comportamenti della Giunta comunale rispetto al progetto di restyling dell’area.

L’associazione parla innanzitutto di «slealtà» nei confronti dei cittadini, facendo riferimento ai verbali della deliberazione del Consiglio comunale (numero 106 del 13.10.2006) in cui l’allora sindaco Claudio Ruffini affermerebbe: «Siamo tornati indietro sulla vendita di piazza Dalla Chiesa perché abbiamo avuto un confronto con i cittadini che ci hanno fatto riflettere, ci hanno convinto e noi torniamo indietro....abbiamo trovato una soluzione alternativa (fu poi venduta infatti l’area del Pioppeto), se le associazioni dei cittadini Italia Nostra e Il Cittadino Governante o ci aiutano a riflettere ben vengano, noi le ringraziamo».

«Come è possibile che dopo qualche anno – denuncia l’associazione - la stessa coalizione, gli stessi partiti, gli stessi amministratori possano venir meno alla parola data ai cittadini, prima in una conferenza stampa poi negli atti ufficiali della massima istituzione cittadina? Com’è possibile questo uso arrogante del potere?».

“Il cittadino governante” accusa l’amministrazione anche di «reiterazione di procedure irregolari».

«Abbiamo messo in evidenza, più volte – fanno notare gli esponenti dell’associazione - le forzature e le irregolarità in varie procedure urbanistiche: nell’area ex Migliori Longari, nell’ex Sadam, nel cantiere accanto al Kursaal (ora sequestrato dalla magistratura proprio per questo). Questa volta siamo stati anticipati persino dall’Ordine degli Architetti e dall’Ordine degli Ingegneri che, con due documenti di vibrata protesta, mettono in luce le gravi scorrettezze procedurali che la Giulianova Patrimonio e di conseguenza il Comune hanno commesso nel bando per l’affidamento dell’incarico professionale per un programma di intervento nell’area di piazza Dalla Chiesa e dintorni».

In terzo luogo, l’associazione contesta la “refrattarietà all’urbanistica di qualità”.

Il riferimento è ancora una volta a una delibera di Giunta, la numero 408 del 3 febbraio 2011, dove l’area di piazza Dalla Chiesa con le sue zone limitrofe sarebbe definita «di scarsa qualità urbana con una sistemazione urbanistica ed edilizia datata, di bassa qualità che contribuisce a rendere il luogo una sorta di vuoto urbano, seppure in zona di spiccate qualità ambientali».

«Quell’area – sostengono invece i rappresentanti dell’associazione - è frutto di una delle più felici intuizioni del Prg del ’72 che aveva individuato sotto la collina del centro storico un sistema di spazi pubblici (piazza, campo di atletica leggera, pista di pattinaggio, asilo nido, scuole, parcheggio) attorno a cui far sviluppare l’edilizia residenziale della parte ovest del Lido. Quello che si ha in mente adesso – fa notare l’associazione - è qualcosa che scempierà per sempre tutta quella stupenda area: come si fa, ad esempio, a non capire che per salvaguardare il paesaggio occorrono proprio gli studiati vuoti urbani finora garantiti? O la lezione del terribile impatto paesaggistico della colata di cemento accanto alle Fontanelle (voluta proprio da questi amministratori) non è bastata?»

Sulla base di queste tre considerazioni, “Il cittadino governante” chiede: «Tutto questo è condiviso dai partiti della coalizione al governo della città? I partiti che sostengono la maggioranza la pensano anche loro così? L’urbanistica partecipata fa parte del loro orizzonte? Noi siamo animati, come sempre, da spirito costruttivo e proponiamo, per questo, a tutti i partiti che sostengono la maggioranza un incontro per dibattere di tutte queste problematiche al fine di trovare una via d’uscita per il bene della città. Auspichiamo – conclude - che venga data, pubblicamente, una risposta (favorevole o di diniego che sia) alla nostra richiesta di incontro».

15/04/2011 07.03