Ritirate le bandiere Blu di Alba Adriatica e Martinsicuro: «sospensione cautelativa»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Sospensione cautelativa delle Bandiere Blu di Alba Adriatica «in attesa di valutare la documentazione» dopo gli epidosi della scorsa estate.*IL WWF PROPONE UNA DIVERSA GESTIONE DEI FIUMI

A Roma una rappresentativa delegazione istituzionale si è incontrata con il presidente italiano della Fee, Claudio Mazza, e con il responsabile tecnico dell’organismo europeo che assegna le Bandiere Blu, Carla Creo.

A loro è stata consegnata una corposa documentazione riguardante i dati sulla balneabilità del mare degli ultimi mesi, quelli sulla depurazione delle acque e sugli impianti, quelli relativi all’episodio di Ferragosto quando è stata rilevata una moria di pesci alla foce del Vibrata.

Il presidente della FEE ha tenuto a specificare che ad Alba Adriatica e a Martinsicuro le Bandiere Blu sono state «solo sospese in via cautelativa in attesa di esaminare la documentazione» e si è impegnato a fare un soprallugo in provincia di Teramo entro la metà di ottobre per incontrare tutti gli attori coinvolti: Provincia, Regione, Comuni, operatori turistici e associazioni ambientaliste.

L’assemblea sarà organizzata dalla Provincia, ieri mattina rappresentata dall’assessore al Turismo, Ezio Vannucci e dall’assessore, Francesco Marconi, nel suo ruolo di ente coordinatore.

Significativa la documentazione prodotta alla FEE - ad integrazione di quella già raccolta e inviata dai due Comuni nelle settimane scorsi -  soprattutto quella dell’Arta relativa alla balneabilità del mare e alla qualità delle acque, così come quella riguardante gli investimenti sugli impianti di depurazione annunciati dalla Ruzzo reti. Fra le altre cose l’assessore provinciale all’Ambiente, Marconi, ha avuto modo di presentare le azioni per migliorare la qualità ambientale già messi in campo dalla Provincia e dai Comuni con il Patto dei Sindaci.

«Un clima positivo e operativo che ha reso decisamente fruttuoso l’incontro e ci rende moderatamente ottimisti rispetto al futuro – ha commentato l’assessore Ezio Vannucci – praticamente siamo già al lavoro affinchè l’appuntamento di ottobre sia ricco di contenuti e concretamente utile al nostro obiettivo che è quello di dimostrare che un episodio non inficia anni di lavoro e di impegno sul fronte della sostenibilità ambientale e dell’accoglienza turistica e soprattutto non  lede la complessiva qualità del mare e del territorio».

Una «testimonianza e un supporto significativo» è stato fornito nel corso dell’incontro dall’assessore regionale al Turismo, Mauro Di Dalmazio, anche nella sua veste di Coordinatore nazionale degli Assessori Regionali al Turismo.

Della delegazione teramana facevano parte: i sindaci di Alba Adriatica e Martinsicuro, rispettivamente Franchino Giovannelli e Abramo Di salvatore accompagnati dal consigliere provinciale Massimo Vagnoni di Martinsicuro e dall’assessore comunale di Alba, Gabriele Viviani; i consiglieri regionali Emiliano DI Matteo e Giuseppe Di Luca.

17/09/2010 9.09

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IL WWF PROPONE UNA DIVERSA GESTIONE DEI FIUMI

ABRUZZO. Una proposta del Wwf per migliorare la qualità dei corsi d’acqua nel Teramano.

 L’associazione ha inviato una nota al Presidente della Regione Abruzzo, al Presidente della Provincia di Teramo, a tutti i Sindaci dei Comuni della Provincia di Teramo, al Commissario Straordinario ATO 5 Teramo, al Presidente della Ruzzo Reti S.p.A., al Presidente del Consorzio B.I.M. del Vomano Tordino, ai Presidenti delle Comunità Montane teramane ed al Presidente dell’Unione dei Comuni della Val Vibrata, avanzando una proposta per intervenire concretamente e rapidamente sui corsi d’acqua teramani migliorandone la qualità.

Esistono, e sono ormai adottati in tante realtà, sistemi “naturali” di depurazione, costituiti dai bacini di fitodepurazione e dalle fasce tampone boschive.

Il primo sistema, spiega il Wwf, è utile sia a valle degli impianti di depurazione che in prossimità delle foci, per depurare le acque e creare, nel contempo, zone umide che favoriscano il ricrearsi dell’ambiente naturale fluviale, oltre a costituire casse di espansione in caso di piena (a tale scopo possono essere utilizzate anche cave dismesse con evidente vantaggio in termini di recupero del territorio).

Il secondo sistema, complementare al primo, permette di rinaturalizzare le sponde dei corsi d’acqua, intercettando gli inquinanti che provengono dai terreni adiacenti i fiumi, i torrenti ed i fossi, e va previsto in particolare in prossimità di detrattori ambientali al fine di mitigare gli impatti antropici, per creare una biomassa ipogea per la fitoestrazione di sostanze inquinanti, formare una cortina antipolvere in prossimità delle infrastrutture, sottrarre anidride carbonica e al tempo stesso produrre ossigeno ed in generale migliorare la qualità dell’aria, dei suoli e delle acque.

A tutti gli Enti, il Wwf ha inviato una copia della pubblicazione “La depurazione naturale delle acque. I sistemi di fitodepurazione per il trattamento delle acque reflue”, curata da due esperti nazionali del settore, Giorgio Pineschi e Francesco Avolio, e realizzata dal Wwf di Teramo.

«È indispensabile invertire una tendenza che porta i nostri fiumi a essere sempre più inquinati e sempre meno naturali», dichiara Pino Furia, Presidente del WWF Teramo.

«Si continua a far costruire insediamenti (residenziali e produttivi) in prossimità dei corsi d’acqua», spiega l’associazione, «si taglia la vegetazione spondale riducendo i fiumi a dei canali e privandoli della loro capacità autodepurativa, aumentano scarichi abusivi e captazioni non autorizzate. È inutile lamentarsi del danno all’immagine turistica che si ha quando accadono episodi come quelli di questa estate alla foce del Vibrata se non si fa niente per evitare le cause».

 Da decenni il Vibrata presenta enormi problemi ambientali e ogni anno il Wwf rende noti i risultati negativi dei monitoraggi svolti dall’Arta.

 17/09/2010 11.28