Chiusura ospedale di Atri, «il fallimento della gestione di centrodestra»

Alessandro Biancardi

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ATRI. «Non è assolutamente vero che esiste un progetto di accorpamento dell'ospedale di Atri con quello di Giulianova».

L’ennesima rassicurazione del commissario per la Sanità Gianni Chiodi, che ha invece affermato che si sta lavorando per il rafforzamento del San Liberatore, in modo da farlo diventare punto di riferimento per il territorio, non sembra rassicurare cittadini ed esponenti politici, che in questi ultimi mesi si stanno battendo contro la paventata chiusura del nosocomio.

Robert Verrocchio, segretario provinciale del Pd di Teramo, per esempio, parla di «pezze a colori per coprire la realtà» e si chiede se si stia ancora mettendo in atto «il gioco delle tre carte».
«Oggi la destra le carte le sta scoprendo veramente – afferma Verrocchio - ed emerge giorno dopo giorno il vero disegno che questa classe politica al governo provinciale e regionale ha per il sistema sanitario in provincia. Dove sono finiti – aggiunge l’esponente del Pd - tutti gli autorevoli rappresentanti del centrodestra che hanno strappato voti alla collettività promettendo impegno a sostegno e a difesa del territorio?». Per Verrocchio, invece, si assiste a «una destra al governo col solo scopo di apparire e ingannare i cittadini e non per occuparsi dei problemi della provincia».
Sulla paventata chiusura dell’ospedale di Atri, e sul suo accorpamento con quello di Giulianova, è in atto da settimane un animato dibattito. 

A nulla sono valse, finora, le rassicurazioni del sindaco di Atri o le iniziative dei cittadini, che hanno inviato numerose mail per cercare di salvare l’ospedale. La chiusura dell’Utic, l’unità di Terapia intensiva coronarica, è ormai più di un’ipotesi lontana, e anche la situazione degli altri reparti non è troppo rosea. Eppure il San Liberatore non soffre certo di carenza di ’clienti’.

«Intanto – fa notare Verrocchio - sotto gli occhi di tutti le liste d'attesa in aumento a dismisura, la mobilità passiva in crescita, la qualità del servizio che precipita e la rete di emergenza e urgenza che resta sempre meno adeguata, anzi si propone addirittura la soppressione delle postazioni di pronto soccorso umiliando il territorio e perfino le migliaia di persone sensibilmente impegnate nel volontariato in provincia. Se aggiungiamo la chiusura dei reparti e l’annunciata chiusura dell'ospedale di Atri – incalza l’esponente del Pd - ecco che i risultati fallimentari della destra al governo sono ormai chiari a tutti».

Per Verrocchio «siamo assistendo al coma delle capacità di programmazione regionale e provinciale. Si stanno acutizzando vecchie e nuove criticità e la stessa offerta sanitaria si sta impoverendo. Si respira anche negli ambienti sanitari una tensione mai registrata in precedenza. La destra sta, di fatto, scardinando il sistema sanitario teramano».

Il gruppo lavoro Sanità Pd di Teramo annuncia infine che già nei prossimi giorni intensificherà il suo lavoro di denuncia e di proposte. Intanto è stato chiesto un Consiglio straordinario provinciale sul tema della sanità teramana «per rompere – conclude Verrocchio - anche il silenzio assordante del presidente Catarra».

 09/04/2011 9.46