Base a Milano ma colpi in riviera, arrestati 3 albanesi

Alessandro Biancardi

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RICCIONE. Stakanovisti del furto, anche 5 abitazioni violate in una notte.

Avevano la loro base a Milano ma per razziare ville e appartamenti preferivano la Riviera Adriatica, dall'Abruzzo alla Romagna.

Tre cittadini albanesi sono finiti in manette, al termine dell'ultima serata di furti - ben cinque per valore complessivo di 60.000 euro di merce nella notte tra il 30 e il 31 marzo - fermati dai Carabinieri di Riccione in collaborazione con gli uomini dell'Arma del capoluogo lombardo.

I tre - Edmir Bruka, 30 anni; Ardian Prenga, 34 anni e Leandro Simoni, 21 anni -, tutti senza fissa dimora e pregiudicati, sono stati arrestati perché ritenuti responsabili, in concorso, di furto aggravato e continuato e ricettazione a seguito a diversi colpi messi a segno tra l'Abruzzo, le Marche e la Romagna.

Proprio i furti compiuti in diversi comuni del riminese avevano spinto i Carabinieri di Riccione - coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica di Rimini, Marino Cerioni - a mettersi sulle tracce degli albanesi particolarmente attratti da oggetti preziosi, elettronica di consumo, denaro contante e auto, ma solo di grossa cilindrata.

Queste venivano utilizzate per gli spostamenti tra la base operativa di Milano e i luoghi scelti per mettere a segno i colpi.

Veri e propri stakanovisti - in una sola notte la banda aveva violato abitazioni nella provincia di Teramo, Pesaro e Urbino e Rimini, prima di fare ritorno in Lombardia - i tre 'predoni' sono stati bloccati al termine di una attività di osservazione, controllo e pedinamento (oltre al supporto di intercettazioni) che ha permesso di individuare l'auto rubata (una Alfa Romeo 166 rubata in provincia di Teramo a metà marzo) a bordo della quale si spostavano di notte per compiere le loro azioni.

Ai tre, ora reclusi nel carcere milanese di San Vittore, sono stati sequestrati l'Alfa Romeo 166, 6 computer portatili, 14 telefoni cellulari, 2 orologi, 3 macchine fotografiche digitali, 2 televisori al plasma, 2 consolle 'Playstation', monili in oro e quadri per un valore complessivo di oltre 4.000 euro e 2.000 euro di denaro contante.

In seguito agli accertamenti sulla loro identità è inoltre emerso come Leandro Simoni sia da considerare latitante perché colpito da un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale dei minori di Brescia: il giovane deve espiare 2 anni, 3 mesi e 26 giorni di reclusione per associazione per delinquere finalizzata ai furti in abitazione e ricettazione.

Da parte dei Carabinieri, sono ancora in corso indagini destinate all'identificazione di altri complici e all'individuazione di altra refurtiva e dei canali per la loro ricettazione.

06/04/2011 9.43