Rifiuti. Aumentano tariffe e tasse nel Teramano. Giulianova rompe con il Cirsu

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Sono giorni caldi quelli per il Teramano sul fronte dei rifiuti. Infatti la gestione finora affidata al consorzio Cirsu è in forse dopo il pronunciamento di un parere dell’Autorità.

TERAMO. Sono giorni caldi quelli per il Teramano sul fronte dei rifiuti. Infatti la gestione finora affidata al consorzio Cirsu è in forse dopo il pronunciamento di un parere dell’Autorità.

Il Garante della concorrenza e del Mercato ha infatti stabilito che il contratto che legava il Comune di Giulianova al Cirsu è scaduto lo scorso 31 dicembre.

Intanto, proprio a causa delle difficoltà della gestione della raccolta rifiuti i Comuni sono stati costretti nuovamente a conferire la frazione di indifferenziata nella discarica di Cerratina di Lanciano.

La società Ecologica Sangro, che gestisce la struttura di Cerratina, ha infatti inviato a fine marzo ai consorzi per lo smaltimento delle sostanze di risulta una lettera con la quale fa sapere che a partire dallo scorso 4 aprile il costo a tonnellata dei rifiuti aumenterà di 50 euro.

Il sindaco di Pineto Luciano Monticelli è stato informato sul nuovo costo di smaltimento dai vertici del Consorzio dell’are Piomba-Fino di cui il Comune rivierasco fa parte.

«Nel documento che ci è stato consegnato», fa sapere il primo cittadino, «l’aumento sarebbe nella migliore ipotesi di 50 euro a tonnellata. Altrimenti si corre il rischio di un aumento maggiore. A queste condizioni diventa davvero difficile sostenere certi costi perché con questo aumento passiamo da 135 euro a tonnellata a 185 euro. Tutto questo frutto di una politica sbagliata sui rifiuti portata avanti da Provincia e da Regione».

Il Comune di Pineto sta prendendo in seria considerazione l’ipotesi di aumentare la Tarsu che attualmente si aggira intorno ad 1,65 euro a metro quadro.

Il settore finanziario del Comune, l’assessore al bilancio Guerino Martella e tutta la giunta stanno valutando di quanto potrà essere aumentata la Tassa sui rifiuti solidi urbani. Attualmente il Comune di Pineto è tra i più virtuosi per quanto riguarda la raccolta differenziata porta a porta con una percentuale che ha raggiunto il 60 per cento.

«Siamo costretti per un aumento», prosegue il sindaco Monticelli, «per colpa degli enti sovra comunali che in questi anni non hanno fatto nulla per affrontare seriamente il problema rifiuti in Abruzzo. Oggi peraltro apprendiamo che la nostra Regione si starebbe interessando per fare in modo che i nostri rifiuti possano andare in uno degli impianti del Molise. Ma quando eravamo noi a sollecitare una programmazione del genere, siamo stati derisi».

A Giulianova invece  (che fa parte del Cirsu come i Comuni di Bellante, Roseto, Notaresco, Morro d’Oro e Mosciano) per il 2011 la Tarsu è stata confermata la stessa del 2010 ma non si escludono aumenti tutto dipenderà da quello che succederà. Cioè chi, come e quando gestirà la raccolta dei rifiuti.

Oggi infatti la giunta Mastromauro ha varato una delibera che sancisce l'intervenuta decadenza dell'affidamento del servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Cirsu, come da parere dello scorso 30 marzo dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

«Con la stessa delibera – dichiara il sindaco Francesco Mastromauro – abbiamo invitato il Consiglio d'Amministrazione del CIRSU a comunicarci tempestivamente  le decisioni in merito, senza tuttavia interrompere il servizio, e a riparametrare il piano industriale e di risanamento della società alla luce del parere del Garante. Si tratta di adempimenti necessari per consentirci, eventualmente, di adottare l'ordinanza contingibile e urgente finalizzata a garantire la continuità del servizio di igiene urbana e la tutela dei livelli occupazionali. Contestualmente – prosegue il sindaco – abbiamo chiesto all'Autorità d'Ambito dell'Ato 1 di Teramo di procedere alla gara per individuare il gestore del ciclo integrato dei rifiuti dell'intera provincia e, quindi, anche del nostro territorio, fermo restando, come già rilevato dal Garante, che nel caso in cui l'AdA non sia in grado di farlo prontamente, di autorizzarci, in forma autonoma o associata, a porre in essere la procedura ad evidenza pubblica».

06/04/2011 9.29