Ospedale Atri, una diffida al manager Varrassi per salvare il nosocomio

Alessandro Biancardi

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PINETO. Il sindaco Monticelli ha spedio al manager della Asl una lettera di diffida «dall’adottare atti successivi che potrebbero compromettere irrimediabilmente l’assistenza dell’intera area di riferimento».

Il primo cittadino pinetese porta avanti la sua battaglia a difesa dell’ospedale San Liberatore di Atri. E dopo aver annunciato il ricorso al Tar contro la chiusura dell’Utic, affidando gli atti all’avvocato Simone Dal Pozzo, questa volta ha inviato una diffida al manager Giustino Varrassi, informando inoltre della sua iniziativa anche il prefetto Eugenio Soldà.

«Com’è noto», scrive Monticelli, «uno degli effetti immediati delle delibere con le quali si è decisa la riorganizzazione della Asl di Teramo è la disattivazione, oltre ad altri reparti, dell’Utic dell’ospedale di Atri. Poiché la chiusura dell’Utic costituisce una lesione del diritto dei cittadini alla tutela della salute tanto più che si tratta di un servizio che incide sull’emergenza-urgenza e in considerazione del fatto che pende davanti al Tar de L’Aquila un ricorso promosso contro i provvedimenti direttoriali dei quali è stata anche richiesta la sospensione».

Al prefetto Eugenio Soldà si chiede di «voler vigilare affinché non vengano adottati provvedimenti che in breve tempo saranno oggetto di giudizio cautelare da parte del Tribunale Amministrativo Regionale». Insomma, il braccio di ferro tra il sindaco Monticelli e il direttore generale della Asl  Varrassi prosegue. Il primo cittadino pinetese ha assicurato che non abbasserà la guardia e che vigilerà sul futuro del San Liberatore di Atri.

 01/04/2011 15.42

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