LA CESSIONE

Comune vende impianto energetico a Julia Rete per 1,2 mln

Progresso Giuliese: «aumenti del gas in arrivo». La società: «non decidiamo noi le tariffe»

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Comune vende impianto energetico a Julia Rete per 1,2 mln
GIULIANOVA. Il Comune di Giulianova ha venduto il cogeneratore (impianto di produzione di energia elettrica e calore per riscaldamento) alla Julia Rete. L’operazione è costata 1.250.000 euro.

Ed è già scoppiata la polemica. Da un lato Progresso Giuliese si dice preoccupato per un presunto aumento della bolletta del gas in vista di questo passaggio. Dall’altro la società Julia Rete smorza i toni e chiarisce: «non spetta a noi stabilire i prezzi ma all’Autorità e l’Energia Elettrica ed il Gas».
L’impianto nato come cogeneratore (per la produzione di calore per riscaldamento ed energia elettrica) fu ottenuto grazie ad un finanziamento Cee del 1992; ma non entrò subito in funzione. Dopo un lungo inutilizzo (con conseguente invecchiamento dei motori, fermi per molti anni, e la perdita dei sostanziosi incentivi Cip6 che avrebbero permesso ancora oggi di incassare un extra di circa 300.000 €/anno), nel 2007 il Ministero chiese indietro i fondi erogati. L’Amministrazione Ruffini, con Mastromauro assessore, nel 2008 lo attivò evitando così di dover restituire la cifra.
Così dal 2008 al 2011, il cogeneratore alimentato dal metano della Julia Servizi ha garantito energia, acqua calda e acqua fredda per numerose utenze (Piccola Opera, Pagliaccetti, Liceo Scientifico, ITIS, convento Santo Volto e per l’ospedale). Nel dicembre del 2011 l’amministrazione Mastromauro ha deciso di cedere l’impianto alla Julia Servizi al prezzo di 1.250.000,00 euro.

Questo acquisto, secondo Progresso Giuliese «è inutile e dannoso e metterà in seria difficoltà la società, in quanto per i prossimi 5 anni dovrà sborsare 250.000,00 mila euro ogni anno al Comune di Giulianova per far fronte a deficit di bilancio. Oltre al fatto che questo impianto è da considerarsi obsoleto, vecchio e tecnologicamente poco affidabile. Come mai tutto ciò il socio unico ed il sindaco devono fare cassa? Chi ha ordinato questo acquisto antieconomico?», sono le domande del gruppo.
Simona Conte, amministratore unico di Julia Rete ha chiarito che nonostante sia stato costruito nel lontano 1996, «l’impianto è tale da rientrare, secondo l’attuale stringente normativa, nella categoria “cogenerazione ad alto rendimento”». Per quanto riguarda gli aumenti del prezzo del gas, ha ricordato, sono notoriamente disposti dall’autorità per il gas e per l’energia elettrica, non dalla Julia Servizi, la quale, si colloca da anni sui più bassi livelli di prezzo al pubblico consentiti dalle norme vigenti. «Dire che grazie alla manovra della Julia Servizi di acquistare il cogeneratore i cittadini giuliesi dovranno necessariamente prepararsi ad aumenti del gas metano», ha concluso, «è segno tangibile di ignoranza in materia poiché la Julia non potrebbe mai, a meno di violare norme di legge, aumentare arbitrariamente ed autonomamente le tariffe del gas metano».