LA SCOPERTA

Corropoli, scoperto un accampamento di cacciatori di 8.000 anni fa

Continuano a riservare sorprese gli scavi nel sito archeologico di Ripoli

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2880

Corropoli, scoperto un accampamento di cacciatori di 8.000 anni fa
CORROPOLI. Cacciatori sicuramente, al massimo raccoglitori ma non ancora agricoltori. I corpi ritrovati potrebbero essere proprio di alcuni antenati degli agricoltori abruzzesi. Una scoperta giudicata inestimabile.

Le nuove ricerche, che seguono le indagini iniziate nel 2011 e avevano già permesso di verificare le potenzialità archeologiche del sito di Ripoli, sono riprese da qualche giorno grazie all’impegno della Soprintendenza per i Beni Archeologici  dell'Abruzzo, del Comune di Corropoli e di Italico Onlus.
Il famoso villaggio archeologico di Ripoli è uno dei più importanti siti preistorici italiani (databile tra il 4680 e il 4150 a.C. circa) e ha dato il nome alla “Cultura di Ripoli”, una cultura neolitica che – diffusa tra Abruzzo, Marche e Lazio - può essere considerata uno dei tratti più peculiari del patrimonio archeologico dell’Abruzzo, alla stregua della civiltà Italica.
Nel corso della precedente campagna di scavi erano state portate alla luce ceramiche riferibili alla fase antica della “Cultura di Ripoli” e raccolti campioni paleobotanici utili per la conoscenza dell’economia delle popolazioni neolitiche e il riconoscimento delle specie coltivate e della vegetazione naturale circostante il sito. I risultati delle prime analisi, condotte nel Laboratorio di Archeobiologia dei Musei Civici di Como, sono di grandissimo interesse per la storia dell’agricoltura in Abruzzo. Sono state inoltre rinvenuti alcuni frammenti di statuette in terracotta, resti umani e materiali faunistici che attestano la pratica dell’allevamento e della caccia. La scoperta più rilevante dello scavo 2011 è però rappresentata dal rinvenimento di un esteso accampamento di cacciatori-raccoglitori della fase antica del Mesolitico (circa 8.000 a.C.), conservato sotto il livello di occupazione neolitica. 

 

La campagna di scavi archeologici in atto è finalizzata a indagare tali bivacchi mesolitici le cui  paleosuperfici si presentano estremamente ben conservate; una sorta di istantanea  che “fissa” un momento della vita di un gruppo di cacciatori-raccoglitori di 10 mila anni fa.
Dagli scavi emergono strumenti in selce scheggiata, oltre che resti di animali selvatici cacciati e macellati, di scarichi di conchiglie che documentano il consumo di molluschi che costituivano parte della dieta di queste popolazioni.
«Oltre a costituire una occasione eccezionale di studio e di ricerca scientifica», dice la Soprintendenza, «questo livello mesolitico pone lo stimolante problema di elaborare nuove forme di musealizzazione all’aperto per il Parco Archeologico di Ripoli».
L’operazione di scavo, che si annuncia molto delicata, è condotta sotto la direzione scientifica del Dott. Andrea Pessina, Soprintendente per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, e si avvale di archeologi esperti, di studenti universitari dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti e Pescara, della collaborazione del Comune di Corropoli e dei volontari di Italico Onlus.