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Nomine zooprofilattico, Idv: «troppa fretta per accontentare clientele»

La denuncia del consigliere dell’Italia dei Valori

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Nomine zooprofilattico, Idv: «troppa fretta per accontentare clientele»
TERAMO. E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23 luglio scorso, n. 170, il decreto ministeriale che riduce i consigli di amministrazione degli istituti zooprofilattici a tre componenti e detta nuovi criteri di nomina degli stessi.

Il decreto entrerà in vigore a far data dal prossimo 7 agosto.
Ma la maggioranza di centrodestra fa una mossa inaspettata e ha posto all'ordine del giorno del Consiglio, che dovrà svolgersi martedì 31 luglio, la nomina di due dei cinque componenti del Cda dell'Istituto Zooprofilattico di Teramo (due spettano al Molise, uno al Ministero) sperando, in questo modo, di anticipare l'entrata in vigore del decreto del Ministro Balduzzi, che consentirebbe all’Abruzzo di nominare un solo componente.
«Tanta fretta non è per niente sospetta, anzi è oltremodo chiara», denuncia il consigliere regionale dell’Idv Cesare D’Alessandro. «Si vogliono anticipare gli effetti del decreto ministeriale, che entrerà in vigore soltanto tra una settimana e che prevede un minor numero di poltrone da occupare e, quindi, un consistente risparmio per le esauste casse pubbliche. Un così perfetto tempismo la dice lunga sul bla bla bla di Chiodi e supporters, che un giorno sì e l’altro pure blaterano invano sull’abbattimento dei costi della politica in Abruzzo».
L’Abruzzo, l’Istituto Zooprofilattico e gli operatori del settore, hanno aspettato vent’anni, tanto è durato il commissariamento dell'IZS di Teramo; ora, invece, non si possono aspettare sette giorni. «Si preferisce forzare la mano», insiste l’esponente dell’Italia dei Valori, «e prevenire gli effetti di un decreto che, una volta entrato in vigore, andrà a cozzare con quanto Chiodi e la sua maggioranza di destra vogliono fare, il prossimo martedì, in Consiglio regionale. E’ letteralmente una vergogna e sarà il caso che Chiodi spieghi prima agli abruzzesi, e poi al Governo, quali sono i motivi di tanta fretta e di tanto spreco».