Civitella del Tronto, alla cittadinanza la medaglia di bronzo al Valore Civile

Alessandro Biancardi

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CIVITELLA DEL TRONTO. Martedì il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, consegnerà alla cittadinanza civitellese la Medaglia di Bronzo al Valore Civile.

Questa la motivazione adottata dal presidente Napolitano: «Durante il secondo Conflitto Mondiale la popolazione si prodigò con coraggio e generosa solidarietà nell’assistere ed aiutare i cittadini ebrei internati nel locale campo di concentramento. Chiaro esempio di spirito di sacrificio ed elette virtù civiche».

Alla cerimonia saranno presenti il presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, il prefetto della Provincia di Teramo Eugenio Soldà, il presidente della Provincia di Teramo Valter Catarra, il sindaco di Civitella del Tronto Gaetano Luca Ronchi, il presidente della Comunità Ebraica Romana Riccardo Pacifici, Benedetta Rubin, Sion Burbea, già internato nei campi di concentramento di Civitella del Tronto e Irma Daisy Reginiano, nata a Civitella nel campo di concentramento.

Civitella del Tronto, uno dei campi italiani con il maggior numero di internati ebrei, durante la seconda guerra mondiale, tra il 1940 ed il 1944, fu sede di tre campi di concentramento.

I campi erano ubicati uno ove ha sede l’attuale Casa di Riposo Filippo Alessandrini, l’altro presso il Convento di Santa Maria dei Lumi ed il terzo nel palazzo della famiglia Migliorati nel centro storico. Presso il Comune di Civitella è tuttora conservato il registro degli internati ebrei.

I primi arrivi degli ebrei a Civitella iniziarono nel Settembre 1940: erano viaggiatori di commercio, negozianti ed anche professionisti qualificati come musicisti, industriali, docenti, medici, giuristi ed altro ancora. In paese si cercò di venire subito incontro a questi sventurati in ogni modo ricevendo da loro prestazioni, lezioni di vario tipo, attività in cambio del desinare. Una seconda ondata di deportati ebrei, più compatta e numerosa, provenne dalla Libia il 17 Gennaio 1942: inizialmente erano in 107. Subito chiamati in paese ‘tripolini’, erano raggruppati in 28 nuclei familiari.

Giunti in pieno inverno, essi avevano perso ogni bene all’arrivo nel porto di Napoli. Nei loro confronti ci fu una gara di solidarietà da parte di ognuno. Essendo osservanti, il parroco civitellese don Ascanio Fioravanti, concertava con i rabbini le date delle festività ebraiche e, soprattutto, essi poterono svolgerne i riti nella piccola sinagoga ricavata in un ambiente dell’Ospedale “F. Alessandrini”, oggi omonima Opera Pia (campo ove nacquero durante la prigionia sette bimbi: una di loro, Irma Daisy Reginiano presenzierà alla Cerimonia).

   Sion Burbea (classe 1922), che sarà anche lui presente alla cerimonia, memoria vivente dell’odissea dei ‘tripolini’, nel corso delle varie testimonianze rese, ha ricordato il grande aiuto e la gara di solidarietà della popolazione civitellese in loro favore.

Uno di questi, Shalom Mino Habib, nel 1971, in occasione della prima rievocazione in paese dell’internamento, rispose a un giornalista: “Civitella è stata per noi un’isola di pace nel grande mare dei guai dell’Europa di quel tempo”.

         Nel giugno 2008 è tornato a Civitella, dopo oltre 60 anni, Horst Stein (venuto a mancare purtroppo nel 2010), internato pure lui nei campi civitellesi, che nel 1944 si salvò aiutato da una famiglia di Ripe, fuggendo col padre sui monti vicini.

Tutti gli ebrei internati a Civitella furono trasferiti presso altre sedi il 4.5.1944: alcuni di loro furono trasferiti a Bergen Belsen ed ebbero salva la vita, altri (ca. 27) furono deportati ad Auscwitz e, tranne uno, furono tutti uccisi.


31/03/11 11.49