Bancarotta fraudolenta, denunciati tre imprenditori. Sequestri per 300 mila euro

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Tre imprenditori edili della Provincia teramana (i cui nomi non sono stati resi noti) sono sati denunciati dalla Guardia di Finanza di Teramo.

I reati ipotizzati sono bancarotta fraudolenta patrimoniale, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e ricorso abusivo al credito. Contestualmente, sono stati sequestri 17 autoveicoli industriali del valore di circa 300.000 euro.

L’attività è scaturita da un ordinario controllo sulla riscossione della Guardia di Finanza in sinergia con la società di riscossione Equitalia.

L’intervento era sostanzialmente finalizzato ad individuare beni mobili e immobili, riconducibili all’impresa, da sottoporre a pignoramento in quanto la stessa, benchè assegnataria anche di lavori pubblici, non aveva mai corrisposto imposte accumulando, invece, ingenti debiti nei confronti dell’Erario.

L’accertamento patrimoniale ha messo in luce come l’imprenditore teramano, distraendo la quasi totalità del patrimonio aziendale ceduto simulatamente ad altre società ad esso riconducibili, impediva il regolare rintraccio di tali beni da sottoporre a pignoramento.

E' stato così disposto il sequestro di 17 automezzi. L'attenzione si è poi spostata su uno scenario più vasto di società, anch’esse operanti nel settore edile, riconducibili allo stesso imprenditore e aventi come amministratori suoi familiari.

Anche in questo caso gli inquirenti hanno rintracciato la rodata dinamica gestionale delle cessioni simulate dei beni da sottoporre a pignoramento.

Le investigazioni hanno portato alla luce che l’imprenditore, coadiuvato dai due complici, noncurante della normativa contabile, fiscale ed amministrativa, aveva distratto dalle casse sociali somme denaro per oltre 1 milione di Euro, attraverso intricate ed articolate annotazioni contabili tutte finalizzate a redigere falsi bilanci rendendosi così responsabili del reato di “Bancarotta Fraudolenta Patrimoniale”.

Le indagini, inoltre, hanno permesso di scoprire che l’indagato, attraverso la cessione di crediti ad alcuni Banche locali, costituiti da false fatturazioni emesse nei confronti di Enti pubblici ignari, si + reso responsabile anche del reato di “ricorso abusivo al credito” complessivamente realizzato per un importo pari a 320.000 mila euro.

31/03/2011 10.23