Emergenza rifiuti Cirsu: situazione sempre più confusa

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Continua il braccio di ferro tra il consorzio Cirsu e la sua controllata Sogesa. Nell’ultima riunione il Cirsu ha invitato i comuni consorziati a rivolgersi ad altre ditte.

GIULIANOVA. Continua il braccio di ferro tra il consorzio Cirsu e la sua controllata Sogesa. Nell’ultima riunione il Cirsu ha invitato i comuni consorziati a rivolgersi ad altre ditte.

Così i Comuni di Giulianova, Bellante, Roseto, Notaresco, Morro d’Oro e Mosciano non avranno più garantito lo smaltimento dei rifiuti, servizio che prima svolgeva la società Sogesa, società mista controllata dal consorzio.

Ma nemmeno quelloc he è stato detto nell’ultima riunione è certo perché secondo alcuni quello del Cirsu non sarebbe una imposizione ma “un consiglio”. Questo spiegherebbe allora la ragione del fatto che Sogesa non ha interrotto il proprio servizio.

Per un problema di liquidità però da mesi si alternano le emergenze ambientali ed i rifiuti rimangono accantonati vicino ai cassonetti.

Sul perché della crisi di liquidità è difficile riuscire ad attribuire una precisa origine. Sogesa lamenta di non essere pagata da Cirsu e dunque per questo non può lavorare e dunque raccogliere rifiuti. Cirsu, dal canto suo, deve fare i conti con amministrazioni almeno poco attente del passato che hanno di fatto aumentato un deficit importante ed ora il nuovo cda sta cercando di rimettere le cose a posto non senza fatica.

D’altro canto risulta anche che alcuni dei Comuni consorziati non versino le rate obbligatorie di finanziamento al Consorzio così da creare una catena di problemi economici che si diffondono come un domino.

Sulla questione indagherebbero più procure ma finora la politica si è mostrata molto debole. Proprio per la complessità della vicenda e la strumentalizzazione politica è difficile districarsi e intravedere una parvenza di verità.

Nei giorni scorsi lo stesso sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro, aveva ammesso i continui disservizi causati dalla raccolta e smaltimento rifiuti, anche nei momenti di emergenza, definendo la società Cirsu «carrozzone da fermare», mettendo in risalto la grave problematica dei dipendenti che spesso e per diversi mesi non percepiscono lo stipendio.

Il C.d.a del Cirsu, come detto, si trova e si troverà nell’immediato futuro in particolare condizioni finanziarie, aggravata dal possesso di crediti non esigibili, dichiarando altresì, di non poter assolvere più nella sua opera di pulizia della città.

Però le cifre che il Cirsu deve ottenere dai comuni sono consistenti: 2.500.000 € dal Comune di Giulianova (anno 2009-2010/11), dal Comune Roseto oltre 2.100.000 € (anno 2009-2010/11) ed altri 2.000.000 di € da parte degli altri 4 comuni soci, per un totale di 6.600.00 € circa.

In una interrogazione urgentissima del gruppo del Pdl di Giulianova si chiede che: «l’amministrazione comunale di Giulianova paghi il dovuto al CIRSU, necessario a sua volta, a dare il giusto ristoro agli operaiella Sogesa; si convochi a brevissimo tempo un incontro tra i capigruppo di tutte le forze politiche dove si riferisca e si condividono decisioni da intraprendere dalla amministrazione comunale, visto la gravità della situazione a cui va incontro la città ed i cittadini; si convochi un Consiglio Comunale straordinario sul tema “stato dell’arte della società partecipata Cirsu-Sogesa”».

29/03/2011 11.37