Cancelliera di Teramo rinviata a giudizio per il caso dell’ex direttore di Avvenire Dino Boffo

Alessandro Biancardi

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L’AQUILA. Anche un’abruzzese finisce nella bufera (mediatica e giudiziaria) che un anno e mezzo fa coinvolse l’ex direttore di Avvenire, Dino Boffo.

Questi fu costretto a dimettersi dopo che “Il Giornale” pubblicò una serie di notizie (poi, in parte, smentite) su un suo coinvolgimento in un processo per molestie sessuali.

Il Gup del tribunale de L'Aquila, Giuseppe Romano Gargarella, ha infatti disposto il rinvio a giudizio per una cancelliera del tribunale di Teramo, accusata di accesso abusivo a un sistema informatico.

Si tratta di Paola Salvatorelli, teramana, accusata di avere fatto abusivamente, il 28 agosto 2009, una ricerca nel casellario centrale giudiziario in relazione al nominativo di Dino Boffo.

La cancelliera, secondo quanto ricostruito dalla Procura, avrebbe di fatto ‘sbirciato’ l’archivio giudiziario alla ricerca di informazioni sull’ex direttore del quotidiano della Cei.

Dalle indagini risulterebbe che la data del fatto contyestato, il 28 agosto 2009, sarebbe esattamente il giorno in cui sul quotidiano della famiglia Berlusconi dell’allora direttore Feltri pubblicò la notizia della sentenza di patteggiamento di Bozza, citando un’informativa, poi rivelatasi in parte falsa.

La vicenda riguardava un processo per molestie sessuali; Il Giornale, citando atti del Tribunale di Terni riferiti a fatti del 2001, raccontava che Boffo era stato querelato da una signora di Terni «destinataria di telefonate sconce e offensive e di pedinamenti volti a intimidirla, onde lasciasse libero il marito con il quale il Boffo aveva una relazione. Rinviato a giudizio – scriveva ancora Feltri citando gli atti del tribunale - il Boffo chiedeva il patteggiamento e, in data 7 settembre del 2004, pagava un’ammenda di 516 euro, alternativa ai sei mesi di reclusione».

Un’accusa che aveva portato il direttore di Avvenire, il 4 settembre, a lasciare la guida del quotidiano. Il 4 dicembre, però, Feltri scrisse in prima pagina che le informazioni sull'ormai ex direttore di Avvenire erano inesatte. Ma la bufera mediatica era ormai scoppiata e, con essa, anche quella giudiziaria.

Bufera nella quale è finita anche la cancelliera teramana, che ora dovrà rispondere della sua condotta in tribunale.

Il processo si svolgerà davanti al giudice unico di Teramo l'8 giugno prossimo.

29/03/2011 9.43