Cirsu scarica Sogesa e dice ai Comuni: «rivolgetevi ad un'altra ditta»

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Si è svolta come previsto ieri, 24 marzo, l’assemblea urgente del Cirsu, in seguito alle richieste del 17 marzo scorso, da parte del sindaco  di Giulianova, Mastromauro.

L’incontro, con lo scopo di porre fine alla problematica della gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti nei sei Comuni consorziati, si è rivelato però un flop.

Chi sperava di risolvere così l’emergenza è rimasto deluso.

Ma cosa è successo?  Il Cirsu ha invitato i comuni soci «a considerare sospeso per 6 mesi il contratto di servizio tra gli stessi e la società e ad affidare il servizio rifiuti ad un operatore esterno».  In poche parole, i vertici del consorzio hanno fatto sapere ai soci-Comuni che il Cirsu non era più in grado di garantire i servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti per colpa di Sogesa.

 Sei mesi, il tempo necessario  al Cirsu  per rimettere in sesto gli impianti di Grasciano e per trovare un altro socio privato escludendo di fatto Sogesa. Lo stesso tempo in cui i sindaci sarebbero stati liberi di rivolgersi a ditte esterne per garantire la pulizia dei loro comuni.

Inoltre, il Cirsu ha chiaramente detto che la società Sogesa non era più in grado di assolvere al compito assegnatogli, cosa che peraltro la stessa Sogesa smentisce.

Secondo la ditta infatti sarebbero molte le inesattezze della comunicazione ufficiale fatta dal consorzio al termine dell’assemblea.

«Gli unici problemi che abbiamo sono legati alla mancanza di liquidità da parte del Cirsu», dice Sogesa. Insomma se ci sono problemi -come già detto pochi giorni fa dalla stessa ditta- questi dipendono esclusivamente dal fatto che il consorzio non paga.

«La nostra azienda», dice il responsabile di Sogesa, «è in grado di svolgere perfettamente la propria attività legata alla raccolta, al trasporto ed allo smaltimento dei rifiuti ma è una macchina e come tutte ha bisogno di benzina».

Altro punto contestato dalla Sogesa è l’invito del Cirsu ai soci comuni a rivolgersi ad un operatore esterno.

«Invitiamo i sindaci  a provvedere all’espletamento dei servizi igienici urbani avvalendosi della nostra struttura», risponde  Sogesa, «al fine di mantenere gli attuali livelli occupazionali e continuare a rappresentare una risorsa economica per i territorio attraverso l’impiego di artigiani e piccole aziende prestatori di servizi».

 Che ne sarà, infatti, dei 130 operai dipendenti della società che ancora non vedono lo stipendio di febbraio?

Nella assemblea Cirsu parla di una proposta di Sogesa che quest’ultima però smentisce.

«Non abbiamo fatto alcuna proposta ma ci siamo limitati ad evidenziare che la strategia proposta da Cirsu ai comuni soci (che prevede l’ampliamento dei servizi di raccolta e trasporto dei rifiuti ed il suggerimento a rivolgersi direttamente agli smaltitori bypassando Sogesa), è molto dispendiosa in termini economici».

«In considerazione delle notizie, non sempre veritiere sul nostro conto», conclude Sogesa, «si preannuncia la convocazione di una conferenza stampa finalizzata a porre, in via definitiva, chiarezza sull’argomento».

26/03/2011 15.52