Polo tecnologico di Barisciano, l’opposizione:«omissione di informazioni e superficialità»

Alessandro Biancardi

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BARISCIANO. Adesso che i consiglieri di opposizione hanno potuto visionare i documenti relativi al Polo tecnologico di Barisciano crescono i sospetti e le critiche all’opera pubblica.IL SINDACO: «E’ LA MINORANZA CHE MI HA DATO MANDATO A PROCEDERE»

Secondo Walter Salvatore, capogruppo dell’opposizione, infatti, il Polo tecnologico di Barisciano «formalmente nasce sull’omissione d’informazioni e nel merito denota un elevato grado di superficialità».

 In particolare l’opposizione contesta che la scelta di ubicare il Polo tecnologico in Barisciano è stata accettata senza batter ciglio dall’ex sindaco Domenico Panone che ha scelto l’area da espropriare identificandola in un’area agricola di quattro ettari limitrofa alla vecchia discarica di rifiuti urbani di Barisciano.

«Si sceglie Barisciano dunque – fa notare Salvatore - solo perché esiste una piccola buca (l’ex discarica) e perché a fianco ad essa ci sono quattro ettari di terreno agricolo. Quattro ettari che, dalle sezioni di scavo evincibili da progetto, devono diventare anch’essi un’enorme buca che arriva a lambire la Statale 17».

Sarebbe invece stata completamente ignorata, dall’idea progettuale, la presenza “non invisibile” in sito di un capannone e di un’area già attrezzata e talmente vasta da contenere l’intero Polo tecnologico. Per Salvatore l’esproprio di tale area avrebbe reso operativo il Polo tecnologico in tempo reale, a costi significativamente inferiori ed eliminando in radice la necessità di deturpare ulteriormente una porzione di territorio già ampiamente compromessa.

«Ma quello che sorprende – aggiunge il capogruppo di minoranza - è che non si ha notizia di un solo motivo, valido che possa essere, che giustifichi l’individuazione di questo sito. La lettura delle carte e l’osservazione attenta del territorio suggeriscono invece come opportuno, già da marzo 2010, la necessità di individuare un sito con caratteristiche più idonee».

Difficile, secondo l’opposizione, ignorare alcune considerazioni: la relazione geologica evidenzia che la zona in questione è attraversata da una faglia e che la falda acquifera è talmente sensibile che inquinarla è “particolarmente” facile; la buca (ex discarica) sarà a mala pena sufficiente per contenere gli scarti della lavorazione delle macerie dei primi mesi di attività; a fianco alla piccola buca (ex discarica) c’è invece una cava, in gran parte esaurita, che copre un’area di ben 10 ettari, già scavata ed opportunamente attrezzata ma guarda caso ignorata e non ricompresa, per il momento, dal progettato Polo tecnologico; a fianco alla piccola buca (ex discarica) c’è già un capannone (di un’azienda agricola locale) di dimensioni doppie se non triple di quello da costruire ex novo; azienda agricola che certamente sarà costretta a chiudere ed a richiedere, per via giudiziale, un adeguato ristoro; per raggiungere il sito i camion stracarichi di macerie dovranno percorrere ben otto chilometri di S.S. 17 in ripida salita.

Non possono essere trascurati, dunque, i problemi logistici, soprattutto quello del trasporto e della viabilità. Salvatore fa infatti notare che già ora la Statale 17 è soggetta ad un traffico giornaliero di oltre 5.000 veicoli a cui l’aggiunta di un centinaio di camion, stracarichi ed a passo d’uomo, in entrata ed altrettanti in uscita, contribuirà inevitabilmente ad intasare la già critica ed unica arteria di collegamento con Pescara e L’Aquila. Tra l’altro, il traffico di mezzi pesanti, sottosforzo per la ripida salita, contribuirà ad un peggioramento della qualità dell’aria. Un inquinamento che tutti gli studi e gli indicatori danno già da anni in aumento, nel territorio, proprio a causa del traffico veicolare.

Concentrandosi su quelli che definisce ‘criteri oggettivi di convenienza e ragionevolezza’ l’opposizione elenca una serie di buoni motivi che avvalorano l’ipotesi che l’area sulla S.R. 261 risulta più idonea ad ospitare il Polo tecnologico in progetto: il traffico risulterà concentrato prevalentemente sulla S.R. 261 che vede, ad oggi, un transito giornaliero di scarsi 1.500 veicoli contro i 5.000 che transitano attualmente sulla S.S. 17; si potranno trasportare le macerie anche per il tramite della linea ferroviaria, una ferrovia che percorre tutta la Subequana toccando parecchi comuni del cratere; nel caso di trasporto su ruote i camion provenienti da L’Aquila potranno seguire un percorso pianeggiante e più breve con evidente risparmio di combustibile e minori emissioni nocive per l’ambiente; i camion provenienti da Navelli potranno seguire, a pieno carico, un percorso in discesa ed affrontare vuoti la salita del ritorno.

Tutto questo nonostante, sottolinea l’opposizione, deve restare comunque il ristoro per il danno ambientale da riconoscere al Comune di Barisciano anche se questo ristoro ad oggi non risulta quantificato in alcun modo.

 Infine l’opposizione tiene a precisare che si è pronunciata soltanto adesso perché ora, a documenti acquisiti, è in grado di entrare nel merito del progetto.

Il Consiglio comunale di Barisciano, infatti, lo scorso agosto aveva dato mandato al sindaco Francesco Di Paolo di firmare il “protocollo d’intesa tra il Commissario delegato per la ricostruzione, la Regione Abruzzo, il Comune di Barisciano ed il Comune de L’Aquila relativo al Polo Tecnologico pubblico  per lo stoccaggio provvisorio, trattamento e smaltimento delle macerie pubbliche in Barisciano ”.

In assenza di tali documenti, secondo l’opposizione, il Consiglio ha dunque votato una deliberazione emendata in modo tale da dare al sindaco il solo mandato per la firma del protocollo ma contestualmente il compito di acquisire, per conto del Consiglio, tutti gli elementi informativi necessari per poter esprimere, in un secondo momento ed in modo compiuto, le proprie determinazioni sulla questione.

«L’attuale sindaco – conclude Salvatore - sta quindi agendo in totale difformità con quanto stabilito in sede di Consiglio comunale».

d.d.c. 26/03/2011 12.57

 IL SINDACO: «E’ LA MINORANZA CHE MI HA DATO MANDATO A PROCEDERE»

Non si è fatta attendere la replica alla minoranza consiliare da parte del sindaco di Barisciano che ha precisato che «la stessa ha votato e dato mandato al sottoscritto di firmare il protocollo d'intesa relativo alla realizzazione del Polo tecnologico per il trattamento delle macerie pubbliche derivanti dai crolli e dalle demolizioni conseguenti al sisma del 6 aprile 2009».

Francesco Di Paolo spiega così la decisione di approvare tale indirizzo politico al quale, precisa, sarà riconosciuto un eco ristoro valutabile in qualche milione di euro che concorrerà a migliorare i servizi, a ridurre l'imposizione fiscale, con un immediato ritorno a vantaggio di ogni singolo cittadino.

«Aspetto – puntualizza Di Paolo - sempre decantato in Consiglio comunale dalla minoranza».

A distanza di mesi dalla ‘responsabile decisione dei consiglieri di minoranza’ si è invece registrato, fa notare il sindaco, «un inspiegabile e clamoroso dietrofront, in forza di alcune discutibili affermazioni tecniche e politiche, che pone in discussione la decisione a suo tempo assunta».

Il sindaco aggiunge anche che il progetto, che a dire dei consiglieri di minoranza è stato nascosto, è poco più di uno studio di fattibilità e logicamente non può contenere elementi progettuali caratteristici di un elaborato esecutivo che al momento non è stato redatto.

Con il decreto numero 49 il commissario Gianni Chiodi ha nominato il sindaco di Barisciano soggetto attuatore della realizzazione del polo tecnologico non prevedendo per lo stesso alcun compenso. Poiché il decreto è stato emanato il 14/3/2011, al momento non è stato redatto alcun progetto esecutivo contenente scelte definitive e di dettaglio e quindi soggetto a miglioramenti tecnici.

Il sindaco puntualizza inoltre che il sito di Barisciano, diversamente da quanto affermato dalla minoranza, è stato indicato in seno a tavoli tecnici presieduti da personale competente che avrebbero escluso la presenza di faglie o falde acquifere particolarmente sensibili che possano determinare un pericolo per il polo stesso.

Per quanto riguarda la viabilità, Francesco Di Paolo spiega che è al lavoro un tavolo tecnico che si è occupato e si occuperà di trovare le soluzioni più idonee per rendere l'accesso al polo adeguato alle dimensioni del traffico locale.

Per quanto riguarda la soluzione alternativa prospettata dalla minoranza, il primo cittadino fa notare che «sembra la ghiotta occasione per ulteriormente rimandare la soluzione del problema macerie per le seguenti semplici considerazioni: l'area indicata rientra nel piano paesaggistico del fiume Aterno, sicuramente la falda acquifera si trova immediatamente al di sotto del piano di campagna e quindi inidonea alla realizzazione di qualsiasi impianto tecnologico. Inoltre – aggiunge il sindaco - l'ipotesi di trasportare le macerie tramite ferrovia poi è veramente un'utopia tenendo conto che tale soluzione comporta non può che avvenire attraverso la realizzazione di uno svincolo ferroviario con tempi e costi facilmente immaginabili».

«Mi chiedo – aggiunge Di paolo - quando finalmente prevalga il senso di responsabilità e si collabori per risolvere i problemi di una comunità e di un territorio provato da un evento naturale che ha sconvolto la vita di tutti».

Infine il sindaco chiede che la politica prenda una posizione ufficiale sulla realizzazione del Polo tecnologico con particolare riferimento alla Pdl, a cui gli esponenti di minoranza fanno riferimento.

«Gli atti posti in essere dalla Regione e dalla Provincia, a guida centrodestra, fanno ritenere che la posizione a tal riguardo sia chiara e netta – conclude il sindaco di Barisciano - ma auspico un pronunciamento di tutti i partiti in merito all'argomento in modo affinché sia chiaro per tutti chi vuole assumere posizioni di responsabilità o chi vuol fare solo demagogia».

28/03/11 10.31