Alluvione, il presidente delle Regioni tratta gli aiuti con il Governo

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Sulle provvidenze per l’alluvione nel Teramano si deciderà tra oggi e domani nella Conferenza Stato-Regioni, convocata a Roma.

Ma ieri la riunione tra gli assessori regionali, alla quale per l’Abruzzo ha partecipato Gianfranco Giuliante, ha riconfermato le perplessità sul maxi emendamento del Governo che prevede di scaricare il costo degli interventi necessari a ripristinare i danni, sulle stesse Regioni colpite da avversità. E al termine dell’incontro di ieri, c’è stata la decisione unanime di delegare Vasco Errani, presidente dell’Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, a trattare con il Governo per evitare la beffa di far pagare i danni alle stesse vittime dei disastri.

Allora è passata la “linea Giuliante”?

«Non è un fatto personale, ma politico – spiega l’assessore raggiunto telefonicamente – io sono soddisfatto per questo esito, anche se interlocutorio. In realtà questa posizione di opporsi a quel maxi emendamento era già emersa nei giorni scorsi ed in riunioni precedenti. La situazione è obiettivamente difficile: da una parte l’Abruzzo teramano martoriato, dall’altra le note difficoltà di bilancio del Governo nazionale. Ma come assessore regionale debbo difendere il mio territorio. Adesso tocca al presidente Errani, ma noi non abbassiamo la guardia».

 Sarà sufficiente? Se lo augurano i sindaci alluvionati, alle prese con i problemi della quotidianità e, per quanto riguarda la costa, con l’arrivo della stagione turistica estiva, quando tra due o tre mesi i turisti non potranno trovare – ad esempio - depuratori in tilt o spiagge sporche di detriti. Il timore ora è che l’assessore possa essere lasciato solo a livello politico nazionale, quando e dove si dovrà decidere chi pagherà gli interventi necessari. Infatti lo spettro del pedaggio sull’asse attrezzato Chieti-Pescara agita i sonni di molti sindaci teramani: anche all’epoca tutti erano contrari a mettere le mani in tasca agli abruzzesi, ma poi al momento della votazione in Parlamento il Pdl votò a favore di questa nuova tassa, salvo poi attivarsi per scongiurare il pericolo del pagamento.

s. c.  23/03/2011 9.22