Cerca di inquinare un’asta giudiziaria, dipendente di Equitalia sospeso dal lavoro e denunciato

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Avrebbe cercato di ‘approfittare’ del suo ruolo per accaparrarsi un grosso immobile commerciale finito all’asta giudiziaria.

Avrebbe dunque tempestato di telefonate il funzionario che doveva valutare il bene, facendogli pressioni continue affinché sottostimasse il suo valore e lo avvantaggiasse nell’acquisto. Ma il suo comportamento è stato prontamente denunciato. Così l’uomo, un dipendente di Equitalia di Teramo di cui gli inquirenti non forniscono il nome, è stato sospeso dal lavoro e denunciato. Abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti sono i reati a lui contestati.

La denuncia-querela è stata presentata, nei suoi confronti, sia da Equitalia Pragma Spa, azienda per cui lavorava, che dall’Istituto Vendite Giudiziarie per l’Abruzzo, dove invece è impiegato il funzionario che avrebbe ricevuto pressioni. Entrambi gli istituti sono rappresentati dall’avvocato Alessandro Troilo, del foro di Lanciano.

Le procedure di asta giudiziaria prevedono una sorta di concessione tra Equitalia, la società di riscossione che pignora i beni immobiliari, e l’Istituto Vendite giudiziarie per l’Abruzzo, che procede appunto con la vendita.

TUTTO COMINCIA DALL'ASTA

Una ‘storiaccia’ iniziata qualche mese fa quando il dipendente di Equitalia è venuto a conoscenza di una grossa asta immobiliare per un bene commerciale di grande valore a Teramo, una vendita che comprendeva anche alcuni mezzi dell’azienda. Il proprietario dell’immobile, debitore nei confronti di Equitalia, l’ha infatti dovuto cedere mettendolo all’asta.

A questo punto sarebbero iniziate le pressioni del dipendente di Equitalia nei confronti del suo collega di Ivg per ‘inquinare’ l’asta.

Le richieste del dipendente, in particolare, miravano a far sottostimare l’immobile. Partire, cioè, da un prezzo base d’asta molto più basso di quello che si sarebbe ottenuto secondo le normali procedure di stima, in modo da riuscire ad acquistare l’immobile ad una cifra estremamente vantaggiosa. Oltre a questa, il dipendente faceva continue pressioni al funzionario per fargli sapere con ampio anticipo quando, e dove, ci sarebbe stata l’asta.

Una serie infinita di telefonate, anche con toni abbastanza ‘perentori’, tanto che più volte il funzionario gli ha chiesto di smetterla. Ad alcune telefonate, messe in vivavoce, ha assistito anche un altro dipendente dell’Istituto Vendite Giudiziarie per l’Abruzzo, che ha quindi potuto testimoniare a favore del suo collega. Questi, infatti, esasperato dalle continue pressioni, si è rivolto ai suoi responsabili, che a loro volta hanno avvertito Equitalia. La società ha quindi predisposto una serie di accertamenti interni che hanno permesso di trovare riscontro alle accuse del funzionario.

A quel punto è immediatamente scattata la sospensione dall’incarico per il dipendente, e la contestuale querela presentata sia da Equitalia che da Ivg.

«Quanto accaduto – sottolinea l’avvocato Troilo – è la testimonianza della massima trasparenza di entrambe le società, Equitalia Pragma e Istituto Vendite Giudiziarie per l’Abruzzo, che a differenza di quello che talvolta si sospetta, non favoriscono e anzi denunciano qualunque tentativo di inquinare le aste giudiziarie. L’immediata denuncia del presunto responsabile di questa turbativa d’asta ne è una prova diretta».

Daniela Di cecco 22/03/2011 10.27