Omicidio Fadani, rito abbreviato per i tre imputati

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il gup del tribunale di Teramo Giovanni de Rensis ha accolto ieri mattina la richiesta di giudizio con rito abbreviato nei confronti di cugini Elvis e Danilo Levakovic e Sante Spinelli. (Nella foto la vittima Emanuele Fadani)

TERAMO. Il gup del tribunale di Teramo Giovanni de Rensis ha accolto ieri mattina la richiesta di giudizio con rito abbreviato nei confronti di cugini Elvis e Danilo Levakovic e Sante Spinelli. (Nella foto la vittima Emanuele Fadani)

Con questa scelta i tre, accusati di omicidio volontario aggravato del commerciante di 38 anni Emanuele Fadani, avvenuto il 10 novembre del 2009 ad Alba Adriatica, potranno beneficiare della riduzione di un terzo della pena.

Gli imputati compariranno il 5 aprile ed il 19 aprile prossimi in tribunale e partirà il processo.

Il giudice per l'udienza preliminare ha anche deciso sull'ammissione delle parti civili: sono stati ammessi i familiari della vittima e l'amico che era con lui la notte della lite fatale, ma non il Comune di Alba Adriatica, la cui richiesta è stata respinta.

Familiari ed amici della vittima erano presenti in aula con indosso delle magliette con il volto di Emanuele.

I tre rom si trovano in carcere dopo che la Cassazione ne aveva ordinato di nuovo l'arresto, accogliendo il ricorso presentato dalla procura della Repubblica di Teramo contro la loro scarcerazione decisa dal gip.  Tutti e tre sono accusati di omicidio volontario aggravato (sebbene Elvis Levakovic avrebbe materialmente sferrato il pugno mortale l'accusa non fa differenze) ma dovranno rispondere anche di lesioni per il pugno dato a Graziano Guercioni, l’amico di Fadani presente all'aggressione.

L'associazione "Per non Dimenticare" di Alba Adriatica, la cui cofondatrice e' la madre di Fadani, Anita d'Orazio, confida nell'operato dei giudici.

Emanuele aveva 37 anni era titolare con il fratello di una società di distribuzione di videogiochi, sposato e padre di una bambina di tre anni. La notte del 10 novembre 2010 entrò nel pub 'Black Out' per incontrare Adriano, suo collaboratore.  Insieme sarebbero dovuti partire per Imola, dove dovevano da prelevare macchinari. Ma invece fuori dal locale è scoppiata la furia omicida.
Dopo la tragedia l'intera Alba Adriatica si è stretta intorno ai familiari del giovane e non sono mancati momenti di tensione con la comunità rom. 

19/03/2011 9.31