Cirsu-Sogesa, Mastromauro scatenato:«falsità sul mio conto: cambiate carte in tavola»

Alessandro Biancardi

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         Cirsu-Sogesa, Mastromauro scatenato:«falsità sul mio conto: cambiate carte in tavola»
GIULIANOVA. Riufiuti: tema sempre caldo. Non si è fatta attendere la replica di Francesco Mastromauro, sindaco di Giulianova.*DECO:«NOTIZE FALSE, TENDENZIOSE E ATTACCHI CONTINUI A PRESCINDERE»

«Sulla questione Cirsu-Sogesa», sostiene il primo cittadino, «si cambiano le carte in tavola. C’è molta disinformazione, ci sono tante falsità sul mio conto. Volutamente si dimentica che sono stato io a voler salvare il Cirsu e a tutelare il settore pubblico nel ciclo dei rifiuti».

Una reazione probabilmente dovuta alla cronaca di qualche giorno fa di PrimaDaNoi.it (probabile ma non sicuro visto che Mastromaura non chiarisce) nella quale si dava conto tra le altre numerosissime informazioni della contemporanea riunione a Giulianova, convocata dallo stesso sindaco con alcuni funzionari della Regione e con alcuni consulenti esterni, senza la presenza del Cirsu e dell’assessore Mauro Di Dalmazio.

Il sindaco però non smentisce nulla di quello che è stato raccontato (anche se le accuse sono chiare e dirette) ma ne offre una lettura diversa.

«Tanta intenzionale e sfacciata disinformazione», spiega Mastromauro, «lascia pensare che ci siano uno o più suggeritori interessati a gettare fango per delegittimare chi, come il sottoscritto, si è battuto per salvare il Cirsu quando altri volevano liquidarlo, lottando quindi per garantire una prevalenza del soggetto pubblico sul privato e per tutelare i lavoratori – continua il sindaco Mastromauro, che non ha gradito la definizione di “singolare” riferito al suo attivismo - Inciuci trasversali? Favori per il privato mortificando il pubblico? Ma stiamo scherzando? Anche senza citare uno ad uno tutti i documenti, e sono una montagna, che rendono queste affermazioni carta straccia facendo trasparire, come è giusta definirla, una strategia di disinformazione forse scientificamente programmata e messa in atto – continua il sindaco - basterebbe ricordare la ricapitalizzazione del Cirsu, per evitarne la liquidazione, di cui mi ero fatto strenuo sostenitore. Una ricapitalizzazione voluta quindi da tutti i comuni del Consorzio. Quella operazione era peraltro condizionata alla voltura dell'AIA (l’autorizzazione ambientale) della discarica di Grasciano 2 in capo a Cirsu, come peraltro deliberato dall'Assemblea dei soci e come scritto a chiare lettere nella delibera di consiglio n. 108 del 9 dicembre 2010.  Tale mandato – prosegue il sindaco – unitamente a tempi certi per la costruzione della discarica, alla partenza del porta a porta in tutti gli altri comuni del Cirsu, alla concreta realizzazione del piano industriale ed alla ristrutturazione del polo tecnologico e, ancora, al mantenimento dei livelli occupazionali, tale mandato, dicevo, veniva conferito al nuovo Cda di Cirsu e, per esso, al presidente Ziruolo. Questi dunque gli obbiettivi indicati dai Comuni soci che il Cda del Cirsu doveva conseguire. Ma, a distanza di tre mesi, la situazione ha avuto gli esiti che sono sotto gli occhi di tutti, cioè continui disservizi, raccolta e smaltimento a singhiozzo persino durante l'emergenza alluvione. E ciò a fronte di un impegno economico da parte del Comune di Giulianova ammontante ad oltre 5 milioni e mezzo di euro annui»

Sulla riunione a Giulianova, che il sindaco definisce «carbonara», Mastromauro così puntualizza: «L’incontro si era reso necessario proprio per non interrompere il servizio di igiene urbana nei Comuni interessati. E sapete chi l'aveva sollecitata? Lo stesso presidente del Cirsu che l’11 marzo scorso aveva invitato i sindaci a contattare direttamente gli impianti ove conferire i rifiuti. Ecco perché era presente Gerardini, ecco perché ci siamo attivati per non fare la fine di Napoli: ci siamo sostituiti al Cirsu per evitare una grave situazione di emergenza ambientale, tenuto conto che l'indomani i cancelli della discarica di Casoni sarebbero rimasti chiusi. E l’incontro ha sortito l'effetto sperato, anche se solo per un lasso di tempo limitato. E dov’è allora il turpe intreccio che si paventa? La verità è che i Comuni stanno pagando direttamente le somme per il conferimento alla discarica di Casoni al posto di Cirsu. Ora – conclude il sindaco – dobbiamo avere grande attenzione nei confronti dei lavoratori della Sogesa che in assenza di risorse economiche, visto che il Cirsu non paga, rischiano di non avere lo stipendio. Quindi, le nostre preoccupazioni sono due: garantire la continuità della raccolta dell'immondizia nelle nostre città e tutelare i lavoratori. E mi auguro che a fronte di problemi così seri si evitino le spire velenose della demagogia, che in un tale contesto sarebbe quasi uno sciacallaggio».   

PDL:«TENTAVITO MALDESTRO»

«E’ maldestro il tentativo del Sindaco Mastromauro di coinvolgere nella questione Cirsu la Regione Abruzzo, convocando furbescamente una riunione alla quale è stato invitato il responsabile regionale del settore rifiuti Gerardini – commenta Gianluca Antelli, consigliere comunale Pdl di Giulianova - Si è saputo infatti che è intervenuto a titolo “personale e/o amicale”, come l’Assessore Di Dalmazio ha tenuto a precisare,  al fine di confondere operatori e cittadini. Ma non si può fuggire da responsabilità, che, mai come in questo caso hanno un nome ed un cognome. Lo stato di emergenza rifiuti, che assume contorni sempre più preoccupanti, regalandoci un’immagine della città ferita, ha radici profonde in una gestione fallimentare della cosa pubblica.

I cassonetti traboccanti di rifiuti e la reale preoccupazione delle famiglie dei lavoratori Sogesa, altro non sono che il monumento di anni di politiche clientelari, senza alcuna prospettiva e capacità gestionale della sinistra e di chi oggi ne rappresenta i vertici comunali e regionali, capace solo di dilapidare patrimoni laddove chiunque ricaverebbe profitti, per poi cercare di alleggerire il tutto nel tentativo di raccontare alla popolazione improbabili compartecipazioni di colpe.

Soltanto avendo ben chiaro questo, si potrà chiedere il soccorso alla Regione per tentare di dipanare la matassa».

 16/03/2011 16.15

DECO:«NOTIZE FALSE, TENDENZIOSE E ATTACCHI CONTINUI A PRESCINDERE»

  Attacchi e offese giungono anche dalla Deco spa, la ditta della famiglia Di Zio che contesta -più o meno con gli stessi toni di Mastromauro- questo articolo. Accuse dirette al giornalista, al giornale, ai contenuti con le consequenziali minacce di adire le solite vie legali per danni di immagine.

«Titolo e contenuto sono mistificatori e fuorvianti», spiega la nota della ditta, «aggravata da propensione alla maldicenza».

La maldicenza sarebbe la presunta guerra tra il privato ed il pubblico ma la verità è «che non c’è nessuna guerra».

La riunione secondo il socio privato non aveva per oggetto gli assetti proprietari e le strategie del Cirsu ma «l’individuazione di possibili soluzioni per superare lo stato di emergenza rifiuti», una emrgeza di certo non nuova né improvvisa e che «no è imputabile alla Deco ma al mancato pagamento delle notevoli somme dovute a quest’ultima da Sogesa spa».

«A tal riguardo la Deco spa che voi tanto vituperate (voi inteso per PrimaDaNoi.it, ndr) sin dallo scorso mese di agosto», scrive sempre la Deco, «provvede al trattamento dei rifiuti dei Comuni Cirsu senza perpecire i relativi corrispettivi».

«Circa il consistente risparmio che i Comuni conseguirebbero attarverso un rapporto diretto con Sogesa spa si tratta di una mera constatazione basata sui numeri e non serve un esperto per rilevarla. La questione peraltro non interessa affatto Deco spa visto che si tratta di risparmi che intervengono a monte».

La nota che, come detto, contesta modi, toni, contenuti, e numero degli articoli, chiarisce anche che «ancora una volta si aggredisce immotivatamente il gruppo industriale, suggerendo anche del tutto a sproposito fantasiose ipotesi di monovre o tecniche finalizzate a favorire il privato, cioè la Deco».

Viene contestata inoltre l’immagine nella foto (Rodolfo Di Zio che non è più amministratore e non ha più cariche dirette) e che dunque non ha partecipato alla riunione citata.

Viene poi cotestata la posizione del giornale «a prescindere» contro il gruppo industriale, «vista la mancanza di ogni elemento concreto a suo supporto che non siano fumosi teoremi o vere e proprie perle di disinformazione davvero risibile come quella secondo la quale il Cirsu sarebbe proprietario di un impianto Tmb che non verrebbe fatto funzionare per favorire l’impianto di Deco spa».

Come detto seguono preavvisi di querele.

 

Prendiamo atto delle minacce e delle reazioni tutt’altro che moderate sia del sindaco di Giulianova che della Deco spa. Visto che il filo comune è quello della disinformazione vorrà dire che approfondiremo l’argomento. L’articolo lungo e articolato riportava una incredibile mole di notizie oltre che un documento integrale. L’opinione pubblica però attende ancora di sapere in che modo si siano generati i debiti e perché quando si parla di rifiuti in Abruzzo si parla sempre di Di Zio.

 a.b.  16/03/2011 19.46