Maltempo e allagamenti, morto gallerista teramano

Alessandro Biancardi

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MALTEMPO: LE IMMAGINI. TERAMO. Scoperto cadavere di un uomo in un sottopasso, l'uomo travolto da acqua e fango. A Roseto 5 milioni di danni. A Pineto scuole chiuse.



 

Mentre si comincia a fare la stima dei danni dell'alluvione più pesante che il territorio teramano ricordi riaffiora un cadavere.

Ieri i vigili del fuoco avevano parlato di oltre un centinaio di interventi per mettere in salvo gli automobilisti intrappolati nelle auto tra frane e fango ma di vittime, per fortuna, nessuna notizia. Questa mattina, però, una tragica scoperta nei pressi del cavalcavia allagato della statale 80, proprio all'altezza del casello autostradale Mosciano-Teramo. E' stato trovato, infatti, il corpo di un uomo. Sul posto 118, polizia e carabiniere. 

Secondo una prima ricostruzione fatta dai Vigili del Fuoco, che da ieri lavorano con le pompe per asciugare l'enorme massa d'acqua che ha completamente ricoperto il sottopasso, l'uomo è stato trovato vicino alla sua macchina.

Evidentemente, come successo per altri automobilisti sorpresi dalla violenta piena, ha cercato di raggiungere una quota più alta per trarsi in salvo, senza riuscirvi.

Nella stessa notte un camionista di Latina era riuscito ad abbandonare il suo mezzo, poi venuto fuori dall'acqua grazie alle pompe dei vigili, ed era stato aiutato a raggiungere una zona di sicurezza. La vittima, secondo quanto riferito dai soccorritori e da alcuni amici, aveva difficoltà nella deambulazione e dunque per lui è risultato ancora più difficile poter scampare all' alluvione. Sul posto è intervenuto anche il magistrato e il comandante dei vigili del fuoco della provincia di Teramo.

LA VITTIMA E' PIETRO DI SABATINO

Si chiama Pietro Di Sabatino e aveva 75 anni l'uomo morto per annegamento nel sottopasso. Secondo le prime ricostruzioni era vivo fino alle 13,30 circa di ieri.

Di Sabatino era un noto gallerista teramano il cui nome e' legato alla storia del prestigioso marchio del mobile "Rizziero". La sua auto non sarebbe riuscita a superare il sottopasso ed e' stata inghiottita. Di Sabatino ha tentato invano di liberarsi provando ad uscire dal finestrino ma la pressione dell'acqua gli ha impedito di salvarsi ed è morto annegato.  

Una emergenza che sta lentamente rientrando anche se i Vigili del Fuoco confermano le numerose chiamate che arrivano ai centralini, ancora oggi, soprattutto per far fronte a decine e decine di emergenze allagamenti in scantinati, garage e sottopassi. Una mole di lavoro enorme che ha richiesto l'intervento di rinforzi provenienti non solo dalle altre province abruzzesi ma anche dal Lazio.

APERTA UNA INCHIESTA

La Procura della Repubblica di Teramo ha aperto un'inchiesta sulla morte dell'automobilista annegato. Il sostituto procuratore Davide Rosati ha disposto l'autopsia sul corpo dell'uomo . L'inchiesta tende ad accertare se la segnaletica sistemata da Anas e Società Autostrade fosse chiaramente visibile e tale da impedire il transito verso la zona di pericolo. Secondo una prima sommaria ricostruzione dell'episodio, si pensava che l'auto e il cadavere dell'automobilista fossero sott'acqua dalla serata di martedì, quando il probabile malfunzionamento delle pompe di aspirazione aveva provocato l'allagamento del sottopasso. I Vigili del fuoco, la Polizia Stradale e la Croce rossa avevano tratto in salvo due automobilisti e un camionista, sorpresi dalla piena dell'acqua durante il transito.  

LA VIABILITA' INTERROTTA

Intanto il presidente Catarra ha inviato ieri una nota a tutti i sindaci convocandoli per oggi alle 12, 00 nella Sala del Mutilato, in piazza Dante a Teramo. La riunione, alla quale parteciperà anche la Giunta, servirà a fare il punto della situazione sui danni e sull'individuazione degli interventi prioritari anche in funzione della richiesta dello stato di calamità naturale.

La situazione più difficile è quella delle strade provinciali. Ieri sono state firmate 7 ordinanze di chiusura in seguito alle quali l’Arpa, di concerto con l’assessore alla viabilità, Elicio Romandini, ha modificato, almeno per la giornata di oggi, il percorso di alcune corse: dalla Vibrata a Teramo via Campli e via Fiumicino: deviazioni di percorso utilizzando la viabilità alternativa ma le fermate sono garantite; le corse da Cellino Attanasio via Castelnuovo devieranno via Stampalone-bivio Fontanelle – SS 150; le corsa per Colledoro – Befaro ferma a Villa Rozzi; la corsa per Poggio delle Rose: ferma ad un chilometro prima dell’abitato; la corsa Favale deviata via Sant’Andrea e la corsa zona Ripe di Civitella ferma al Ponte

 

MORTI 60 CANI AD ALBA ADRIATICA

e Alba Adriatica oggi deve fare i conti anche con la morte di 60 i cani a causa dell'esondazione del fiume Vibrata che ha travolto il canile intercomunale .

«Una tragedia immane, vittime innocenti ancora gli animali. Ancora una volta si rileva che gli animali sono considerati esseri ai margini della societa' e non facenti parte della nostra vita», ha commentato Alex Caporale, 'Animali italiani onlus'. «Qualcuno ha pensato bene di allontanare il problema randagismo di Alba Adriatica ai margini di un fiume gia' tristemente famoso per altre esondazioni - aggiunge Caporale - autorizzando un canile che forse non era a norma, un canile comodo per allontanare il problema del randagismo».

L'Associazione "Animalisti italiani Onlus" e' in contatto con i propri legali per avviare tutto quanto e' necessario «per accertare le responsabilita' di questa funesta ecatombe».

TORTORETO CHIEDE STATO EMERGENZA

A Tortoreto, invece, la giunta comunale in via d'urgenza, ha deliberato ieri mattina la richiesta di riconoscimento dello stato di emergenza. I danni, pubblici e privati, subiti dal territorio sono ingenti: in via D'Annunzio, il sottopasso ferroviario e' rimasto allagato a causa del blocco dell'energia elettrica che non ha permesso il pompaggio dell'acqua fino a mare. Al problema si e' aggiunta anche l'ostruzione della canalizzazione di scolo a causa delle radici di palme che hanno ostacolato il libero deflusso. Si sta gia' lavorando, sara' questioni di giorni, per realizzare un bypass di rinforzo. Al sottopasso di via Spataro il gruppo elettrogeno e' andato in tilt temporaneamente per un guasto alla scheda elettronica, ma poi e' ripartito alimentando le pompe aspiranti. Allagati ovunque scantinati, magazzini industriali, laboratori produttivi, aree condominiali e abitazioni singole. Temporaneamente in tilt anche le fogne a causa dell'impossibilita' per il depuratore consortile di Tortoreto/Giulianova Nord di smaltire i liquami. L'impianto non e' piu' funzionante. Viabilita': i mezzi meccanici del Comune hanno liberato dal fango contrada Salino ed altre strade in collina e nelle frazioni invase dal fango. Alcune famiglie sono rimaste isolate per diverse ore. Chiusa la strada che da contrada Salino conduce a contrada Maggi a Mosciano per il crollo del ponte sul torrente Salinello. Tante le piante rimosse mentre la polizia municipale controllera' i terreni arati in modo non conforme. Scatteranno, infatti, sanzioni a carico del proprietario del fondo arato in senso orizzontale e a filo di strada anziche' in verticale: questa mancata forma precauzionale ha favorito la discesa di acqua e fango. Fossi e cavate: Fosso Vascello ha sversato acqua e fango a valle per intasamento da detriti ma e' stato subito sbloccato dalle macchine operatrici comunali che hanno ripristinato il deflusso. Interventi anche su Fosso Caripe dove, ancora una volta, e' stato rimosso materiale depositato da sconosciuti.

A ROSETO 5 MILIONI DI EURO DI DANNI

Strade e sottovia allagati, la città completamente divisa in due per oltre 12 ore, frane e smottamenti, evacuazione delle case nelle vicinanze del Tordino a rischio esondazione, strutture pubbliche e private invase di acqua, fango e detriti.

I danni materiali non sono ancora stati definiti, ma secondo i tecnici la cifra potrebbe superare i 5 milioni di euro. Così l’Amministrazione comunale nella tarda serata di ieri ha firmato lo stato di calamità naturale ed è intenzionata a chiedere fondi per sostenere le ingenti spese che si stanno affrontando in queste ore per riportare la città alla normalità e per tutti gli interventi che si dovranno fare nel prossimo futuro per mettere in sicurezza diverse porzioni di territorio.

«Riteniamo che l’allerta per il maltempo sia stata diramata con troppo ritardo dalle autorità competenti – afferma il sindaco Franco Di Bonaventura – tuttavia siamo stati sul territorio per gestire l’immediata emergenza soprattutto per evacuare le famiglie più a rischio. Con il grande impegno delle nostre squadre siamo riusciti a ridare alla città condizioni di praticabilità sulle principali arterie di collegamento. Già oggi abbiamo riaperto tutte le scuole, fatta eccezione della struttura di Via Veronese, mentre i nostri scuolabus hanno effettuato regolare servizio».

Nel frattempo è stato predisposto un modello per la domanda di risarcimento che i cittadini possono scaricare dal sito internet del comune (www.roseto.org), o richiedere all’Ufficio URP. Oltre a segnalare le proprie necessità, chiunque può documentare i danni con perizie tecniche foto e altro. Tutto il materiale servirà per sostenere la richiesta di fondi allo Stato.

«La situazione è davvero grave – ha sottolineato il Sindaco – e ci auguriamo che in questa occasione ci vengano dati soldi veri, come è accaduto per l’emergenza in Veneto, e non solo le promesse che ci sono state fatte nel 2009».  

PINETO, SI FA LA CONTA DEI DANNI

Passato il maltempo, inizia ora la conta dei danni anche a Pineto. Il sindaco Luciano Monticelli, il resto della Giunta comunale e i dirigenti nelle ultime 48 ore hanno controllato ogni angolo del territorio e la situazione più triste riguarda il centro cittadino, il quartiere di Borgo Santa Maria, in parte Scerne e tutta la zona del litorale dove le correnti marine hanno spazzato via un ampio tratto di arenile, depositando legname e detriti di ogni genere.

«I danni sono notevoli», ha detto il sindaco, «siamo nell’ordine di qualche milione di euro. Siamo in piena emergenza anche per quanto riguarda il discorso legato ai rifiuti, viste le condizioni in cui versa il nostro arenile. Quello che chiediamo adesso al Governatore Gianni Chiodi è fare come il suo collega della Regione Veneto, ovvero chiedere immediatamente i fondi al Governo centrale. Altrimenti l’Abruzzo non verserà un euro nelle casse dello Stato».

Intanto, l’edificio che ospita la scuola primaria, a Borgo Santa Maria, circa 170 bambini in tutto, al momento è impraticabile. E lo sarà almeno per l’intero mese di marzo. Questa mattina, nella sede della polizia municipale di Pineto, il sindaco Monticelli ha avuto un vertice con il dirigente scolastico Gaetano Avolio, con i dirigenti dei settori pubblica istruzione e lavori pubblici Mauro Cerasi e Marcello D’Alberto. Si è dovuto decidere in fretta quali provvedimenti adottare per il trasferimento dei bambini che frequentavano la scuola di Borgo Santa Maria, che peraltro ospitava anche i piccoli studenti di Mutignano.

Questo comunque la nuova disposizione stabilita con l’ordinanza sindacale. I ragazzi della scuola media da domani torneranno in classe con orario 8,30-12,40 (orario lezioni da 50 minuti). La scuola dell’infanzia di Torre San Rocco, Borgo Santa Maria, Corfù, Calvano, Scerne riprenderanno regolarmente domani con il seguente orario: 8,30-16,30. Normalità anche per quanto riguarda la scuola primaria dei plessi Calvano, Scerne e Pineto centro con riapertura domani con il seguente orario: 8,10-12,00.

Da lunedì 7 marzo e almeno sino al prossimo 31 marzo, salvo diverse disposizioni da parte dell’amministrazione comunale, i bambini della scuola primaria del plesso scolastico di Borgo Santa Maria, saranno accolti nell’edificio scolastico di Pineto centro, via Garibaldi, con un doppio turno alternato rispettando i seguenti orari: 8,10-12,00/14,00-18,00.

03/03/2011 10.25