Rifiuti, Di Dalmazio: «su termovalorizzatore inutili allarmismi»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Non esiste nessun progetto per la costruzione di termovalorizzatori in provincia di Teramo.

Mette le cose in chiaro l'assessore regionale all'Ambiente ed Energia Mauro Di Dalmazio, all'indomani di alcune polemiche generatesi sull'argomento.

Per l'esponente della giunta Chiodi si starebbe discutendo di una cosa «che non sta né in cielo né in terra, e rispetto alla quale non c'è alcun atto programmatico da parte della Regione Abruzzo».

La realizzazione di un termovalorizzatore nel teramano è finita anche nell'inchiesta Re Mida che ha portato all'arresto dell'ex assessore alla Sanità (con l'hobby dei rifiuti) Lanfranco Venturoni e l'imprenditore del settore Di Zio.

Se ne parla da tempo ma di atti prodromici ancora nessuna traccia. Nelle scorse settimane anche l'Idv ha fatto l'esplicita richiesta in consiglio provinciale di frenare ogni eventuale realizzazione di un'opera che assolutamente non convince e di puntare su una gestione dei rifiuti «improntata alla politica virtuosa e sostenibile delle 5R: riduzione, recupero, riciclo, riutilizzo, ricerca».

«Per quanto concerne la problematica del recupero energetico dei rifiuti - ha spiegato Di Dalmazio - ribadisco che è già in atto e operativo un protocollo d'intesa con il Cnr per approfondire, valutare e studiare le migliori e più moderne soluzioni (che sono svariate) che dovranno poi essere oggetto di un'ampia concertazione e discussione con tutti gli attori del territorio. Ho già avuto modo di affermare – ha aggiunto - che su un tema così strategico e importante per la Regione Abruzzo, vogliamo coinvolgere tutti gli interlocutori sociali, economici ed istituzionali al fine di assicurare la massima partecipazione al processo di condivisione delle scelte e, ovviamente, senza declinare le responsabilità connesse a ciascun ruolo».

In tal senso, d'accordo con il presidente Chiodi, la questione verrà inserita tra le problematiche oggetto di confronto all'interno del "Patto per lo Sviluppo" istituito di recente su iniziativa della Giunta Regionale.

Per Robert Verrocchio, della segreteria provinciale teramana del Pd , però, sarebbero «molte» le contraddizioni del centrodestra in tema di rifiuti. «Il presidente della Provincia, Walter Catarra, nelle funzioni di sindaco di Notaresco e il sindaco di Tortoreto hanno inserito nel proprio programma un’assoluta contrarietà alla realizzazione di discariche sui loro territori ma oggi invece sbandierano la necessità di una loro apertura. Il neo assessore Di Dalmazio dichiara che dobbiamo ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati, ma dimentica che nel frattempo la sua stessa giunta regionale ha avviato un percorso modifica della legge sui rifiuti che produrrebbe, come unico risultato, la realizzazione di un inceneritore a Teramo e il conseguente “aumento” produzione dei rifiuti».

Secondo Pierino Di Pietro, responsabile regionale ambiente del Pd «l’Abruzzo è alla deriva dal punto di vista ambientale. Petrolio e inceneritori sostituiranno le immagini de turismo dei parchi. La regione non può rimanere indietro; va accolta la sfida ecologista rappresentata dalla “green economy” e vanno incentivati i distretti industriali del riciclo».

Ma per il consigliere comunale di Teramo, Roberto Canzio (Pdl), Verrocchio «dimentica, o, meglio, non sa, che l’unica legge che annuncia chiaramente, se pur dopo aver raggiunto la percentuale del 40% di raccolta differenziata, la possibilità della realizzazione di un inceneritore è la legge regionale del 2007, elaborata dalla Giunta Del Turco. E quindi dal Pd». Sulle critiche mosse a Catarra e al sindaco di Tortoreto, insiste Cannzio, Verrocchio non sa o dimentica che «trattasi di impianti programmati e autorizzati da giunte comunali, provinciali e regionali di centrosinistra. E quindi, di nuovo, dal Pd».

 24/02/2011 9.25