Effetto Lapenna? Anche a Roseto le primarie agitano la sinistra

Alessandro Biancardi

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ROSETO.  Il Partito Democratico ha indetto le Primarie (si terranno il prossimo 6 marzo) per eleggere il candidato a primo cittadino. Ma Sel e Federazione di Sinistra protestano.

L'annuncio è stato fatto da Celestino Salvatore che ha spiegato: «questo è il modo più democratico e più trasparente per scegliere un candidato condiviso e per costruire intorno ad esso la coalizione di centrosinistra».

E così il Partito Democratico, che proprio sulle primarie si è spezzato a Vasto, si candida ad aprire una nuova frattura tutta interna al centrosinistra. Già, perchè l'iniziativa non è stata presa troppo bene dalla Federazione di Sinistra.

«Non riusciamo ancora a credere a quanto è avvenuto», spiega Marco Borgatti, riferendosi all'annuncio di Salvatore. «Il Pd rosetano è diventato un partito leaderistico di stampo Berlusconiano. A malincuore devo ricordare ai dirigenti democratici locali che le primarie sono solo lo strumento finale con cui si individua un candidato sindaco che dovrà garantire, poi , il mantenimento degli impegni ed i programmi di una coalizione. La coalizione non si costruisce “intorno” ad una persona. Una coalizione si crea da un lavoro di condivisione di idee e progetti per il futuro. Una alleanza si basa su accordi programmatici sottoscritti da tutte le forze con i cittadini , stabilendo il cosa fare per Roseto ed il come».

E secondo Borgatti il Pd locale non avrebbe «mai» proposto idee e programmi per il futuro, «non ha mai cercato una intesa sui temi chiavi per la nostra città come: l'emergenza occupazionale, la crisi giovanile, le difficoltà economiche dei cittadini, il turismo in crisi ed, in ultimo, l'emergenza rifiuti».

Scettica anche Sinistra Ecologica e Libertà. «A Roseto è bene che si sappia che il problema non sono le primarie, ma la politica urbanistica che il monocolore Pd vuole imporre a Roseto: un Prg pessimo e il contrasto irriducibile e peloso alla riserva naturale del Borsacchio».

Questa linea che Sel, Italia dei Valori e Federazione della sinistra non accettano, porterà probabilmente ad una rottura e Borgatti fa un paragone che fa ben intuire molto bene la presa di distanza: «il Partito Democratico a Roseto opera con metodi simili al Popolo Delle Libertà».

Anche per questo la Federazione della Sinistra e Sinistra ecologia e Libertà alle prossime elezioni correranno nel polo alternativo. E si aspetta anche l'ingresso dell'Idv, che al momento si guarda intorno e temporeggia.

«Il nostro», assicura Borgatti, «sarà l'unico polo indipendente e fuori da vecchi schemi politici, formato da giovani, donne ed uomini liberi e capaci di guardare sempre e solo al bene comune. Un vento di cambiamento sta soffiando su Roseto».

16/02/2011 18.37