Laurea ad honorem a Pannella, è scontro aperto con l’università di Teramo

Alessandro Biancardi

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IL CASO. TERAMO. Sembra proprio che la laurea honoris causa dell’università di Teramo al suo illustre cittadino Marco Pannella… non s’ha da fare.

Ci sono infatti due ostacoli all’iter del prestigioso riconoscimento, avviato ormai due anni fa e mai approdato alla proclamazione del ‘dottore’.

 Da un lato la pratica è ferma da mesi al Senato accademico, che sembra non voler proseguire la procedura; dall’altro lato ora è lo stesso Pannella a far sapere che quel prestigioso riconoscimento non lo vuole più.

L’idea di dare a Pannella, nato a Teramo nel 1930, la laurea ad honorem in Scienze della comunicazione maturò nel 2009 e fu immediatamente approvata all’unanimità dal Consiglio di facoltà nel giugno di quell'anno.

Dopo Luciano Ligabue, che ricevette l’analogo riconoscimento nel 2007 per «l'originalità nei vari campi della sua produzione artistica«, il leader radicale fu individuato per l’innovazione e l’originalità che lo ha da sempre distinto nella comunicazione in campo politico. Tutto sembrava procedere regolarmente e rapidamente, ma a un certo punto l’iter si blocca.

Nel frattempo, nel luglio 2009, il rettore Mauro Mattioli lascia il posto a Rita Tranquilli Leali. La pratica per il riconoscimento della laurea a Pannella approda in Senato nella primavera del 2010 e da lì tutto si ferma. Anzi scompare, visto che della richiesta non ci sarebbe più traccia nei verbali e nell'ordine del giorno della riunione del Senato accademico in questione. 

Il presidente di Scienze della Comunicazione, Luciano D’Amico, dice di non saperne niente, pur essendo a favore della laurea ad honorem.

A questo punto esce allo scoperto lo stesso Pannella che, con una lettera inviata a “Il Centro”, dichiara di non voler più il riconoscimento e si pone in netto contrasto con l’attuale vertice dell’università teramana.

«Dichiaro formalmente – sottolinea Pannella – che finché Magnifico Rettore e Senato accademico resteranno quelli attualmente in carica in nessun caso intendo a questo punto accettare l’eventuale accoglimento della proposta. Colgo anche l’occasione per ringraziare la gente, tutta, della mia Teramo per l’accoglienza fraterna e filiale che nelle strade, ovunque, nelle naturali diversità politiche, mi riserva e mi esprime».

La vicenda non ha mancato di scatenare polemiche e reazioni. Per esempio la consigliera del Pd al Comune di Pescara, Paola Marchegiani, ha proposto di istituire una commissione di saggi per nominare Pannella senatore a vita; le motivazioni risiederebbero nella sua originalità che spicca «in un’Italia conservatrice, lenta e sorda ai cambiamenti, addormentata nel benpensantismo».

Sulla popolarità del leader radicale è intervenuta anche l’associazione culturale “Teramo nostra”

«L’omaggio dell’Università della sua città natale, oltre ad essere caldeggiato – sottolinea l’associazione -  era ritenuto, da parte dell’associazione Teramo Nostra, doveroso e qualificante per l’istituzione culturale stessa. L’amore di Marco Pannella per Teramo è proverbiale e mai rinnegato, e l’onorevole leader del movimento transnazionale parlamentare europeo, ha sempre ribadito in ogni istanza, politica e culturale, il proprio orgoglio di essere teramano».

Teramo Nostra ricorda come Pannella, con orgoglio di teramano, nel 2000 regalò a Papa Giovanni Paolo II il manoscritto della storia della città di Teramo dello storico Muzio Muzi.

«Pertanto, se la storia civile della nostra città è presente nella Biblioteca Vaticana – conclude l’associazione - lo si deve al laico radicale Marco Pannella».

 16/02/2011 12.37