Massacro in famiglia a Pineto, padre e figlio si uccidono a vicenda

Alessandro Biancardi

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PINETO. I vicini di casa parlano di «tragedia annunciata» e sostengono che da tempo il clima familiare era teso.

Quello di ieri sera è stato l'ennesimo litigio scoppiato tra padre e figlio e degenerato in un massacro orribile. I due Pasquale Peracchia, 73 anni pensionato e Gabriele Peracchia, 50 anni disoccupato, rispettivamente padre e figlio, si sono uccisi a vicenda.

Testimone del massacro la madre e moglie delle due vittime-carnefici che ha assistito impotente alla ferocia sfociata tra padre e figlio.

Tutto è cominciato intorno alle 19 di ieri, in via Tevere al civico 20, quartiere Villa Ardente. Prima una lite scoppiata perchè Gabriele era senza lavoro. Una situazione di disagio non solo per l'uomo ma anche per il padre che aveva riaccolto il figlio in famiglia, ritornato dalla Svizzera dove ha lasciato moglie e figli.

Poi la discussione è degenerata incredibilmente: il figlio ha colpito per prima il padre con un colpo di ascia alla testa e quest’ultimo, sebbene stordito è riuscito a prendere un grosso coltello da cucina sferrando una coltellata all’altezza dell’addome del figlio procurandogli un grosso taglio ed una profonda ferita.

Gabriele, a sua volta, nonostante la grave ferita riportata, è riuscito a trovare la forza per disarmare il padre e poi con lo stesso coltello ha sferrato diverse coltellate al padre, l’ultima delle quali all’altezza del fianco sinistro, con la lama di circa 35 cm che è rimasta conficcata nell’addome del genitore, che si è accasciato esanime.

A dare l'allarme la madre e moglie dei due: ancora sotto shock ha chiamato prima il 112 e subito dopo il 118.

I soccorsi, sebbene tempestivi, non sono serviti a salvare la vita di Gabriele, deceduto lungo il  tragitto per l’Ospedale Civile di Atri.

 Per suo padre, quando sono giunti i soccorsi, non c'era già nulla da fare.

Secondo quanto ha poi raccontato la donna la lite sarebbe scoppiata proprio perchè il signor Pasquale mal digeriva il fatto che il figlio Gabriele si fosse separato dalla moglie che vive in Svizzera, dove fino a qualche tempo anche l'uomo viveva con i suoi tre figli, per poi fare ritorno proprio a Pineto per stare con i genitori.

Sembra che il padre regolarmente gli rinfacciasse d'aver abbandonato moglie e bambini, bambini che, peraltro, erano molto affezionati ai nonni e spesso venivano a trovarli a Pineto

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri di Pineto, coadiuvati da quelli del Nucleo Operativo della Compagnia di Giulianova e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Teramo.

Le due salme sono state portate all’obitorio dell’Ospedale di Atri, in attesa dell’esecuzione dell’esame autoptico da parte del medico legale Pino Sciarra, su disposizione del pm Irene Scordamaglia, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Teramo.

Sotto shock anche il sindaco di Pineto che è accorso sul posto appena saputo della tragedia. Il primo cittadino ha raccontato di aver incontrato qualche giorno fa Gabriele che gli aveva raccontato di aver bisogno di un lavoro. «Ci stavamo muovendo per trovare una soluzione adatta a lui», ha raccontato Monticelli, «e mi avevano riferito che era rimasto soddisfatto dell'incontro avuto».

06/02/2011 18.43