Roseto, l’assessore Frattari «fu diffamato» da imprenditore. Per lui risarcimento di 5 mila euro

Alessandro Biancardi

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LA SENTENZA. ROSETO. Sentenza di primo grado del Tribunale di Teramo, sezione di Atri. Frattari: «darò i soldi alla Parrocchia di Voltarrosto».

Lo scorso 13 gennaio 2011 è stata resa pubblica, mediante deposito in cancelleria, la sentenza emessa l' 11 gennaio dal Tribunale di Teramo, Sezione distaccata di Atri, in composizione monocratica, dal giudice Maria Grazia Conti.

La sentenza si riferisce alla causa civile di primo grado, avente per oggetto “risarcimento danni”, promossa da Enzo Frattari, assessore all’Urbanistica e presidente della Commissione Consiliare sul P.R.G. del Comune di Roseto degli Abruzzi, difeso dall’avvocato Pietro Referza, contro Alberto Rapagnà e la Lisitea S.r.l., amministrata dallo stesso Rapagnà.

I fatti si riferiscono al marzo del 2007 quando Alberto Rapagnà, in qualità di amministratore unico della Lisitea S.r.l., inviò una missiva all’assessore Frattari e per conoscenza al sindaco, ai componenti della Giunta Comunale, al presidente del Consiglio e ai Consiglieri Comunali di Roseto degli Abruzzi, dal seguente tenore per denunciare la poca trasparenza nella gestione dell'assessorato. «Non si comprende», attaccò l'imprenditore, «quali siano i criteri in base ai quali Ella porta all’attenzione della Commissione del Piano e del Consiglio Comunale le varie richieste per l’adozione delle varianti al P.R.G.. Tale comportamento … non rientrante nella sfera discrezionale delle scelte politiche, ma in quella di favorire sfacciatamente soggetti con i quali l’assessorato intrattiene rapporti politici, di lavoro e non, a danno di altri operatori industriali come la Lisitea S.r.l.. … Lei sig. Assessore sta gestendo il settore pubblico più importante del Comune di Roseto degli Abruzzi con arroganza e ai limiti della legalità».

Il contenuto della missiva fu ritenuto lesivo dall’assessore Frattari, visto che alcune affermazioni «travalicavano il legittimo esercizio della critica politica e della convivenza civile, recando insulti e offese gratuite e, come tali, prive della finalità di pubblico interesse».

Dopo l’udienza del 6 luglio scorso il Tribunale di Teramo ha condannato la Lisitea S.r.l. e Alberto Rapagnà al pagamento in favore di Enzo Frattari, a titolo di risarcimento del danno non patrimoniale subito, della somma di 5.000,00 euro e al pagamento delle spese processuali.

«Ho adito le vie legali», commenta oggi l'assessore, «perché mi ritenevo ingiustamente accusato e gratuitamente offeso. La critica politica è un ambito in cui non deve esserci spazio per la diffamazione. Il Giudice mi ha dato ragione e questo è quello che conta per la tutela della mia onorabilità. Non mi interessava il risarcimento di tipo economico, quindi comunico che devolverò la somma alla Parrocchia Sant’Anna di Voltarrosto, per il completamento della nuova chiesa».

Per il sindaco di Roseto degli Abruzzi, Franco Di Bonaventura «le sentenze del Tribunale non si commentano, bensì si rispettano. Non entro quindi nel merito, confermando semplicemente i sensi della mia stima e fiducia nei confronti dell’assessore Frattari e complimentandomi con lui per la scelta di devolvere il risarcimento di 5.000 euro in opere benefiche delle quali beneficerà la comunità rosetana».

28/01/2011 15.03