Procura di Teramo indaga Biasi 'la Sfinge' per bancarotta preferenziale

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La procura della Repubblica di Teramo ha notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari a Paolo Biasi.

Il sostituto procuratore Bruno Auriemma, titolare dell'inchiesta, ipotizza - secondo quanto si é appreso - che Biasi, presidente della Fondazione Cariverona (principale azionista italiano di Unicredit) ed ex presidente del Consiglio di amministrazione della Bluterma, gestendo la tesoreria attraverso il cosiddetto 'cash pooling', abbia utilizzato fondi dell'azienda già in procedura concorsuale per effettuare investimenti in altra industria del gruppo di cui lui stesso era amministratore.

A Biasi, iscritto nel registro degli indagati nel maggio 2009, viene contestato il reato di bancarotta preferenziale. La Bluterma è l'azienda di Colonnella specializzata nella produzione di radiatori, dichiarata fallita nel maggio 2008. Lunga e complicata in quegli anni la vicenda dei 98 dipendenti che vennero tutti rispediti a casa.

Biasi, 72 anni, nato a Verona ricopre da anni incarichi di vertice nel gruppo industriale di famiglia. E' consigliere indipendente Allianz S.p.A. E dal febbraio 1993 è presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona. Dall'aprile 1999 è membro del Consiglio Generale della Fondazione Giorgio Cini.

«Stirpe industriale con vocazione da banchiere, cattolico d'antan con una sorella suora e un fratello nell'Opus Dei», lo descrisse Armando Zeni per La Stampa un paio d'anni fa. «L'uomo chiamato Silenzio, soprannominato 'la Sfinge' per la sua impenetrabilità». «Un curriculum sorprendente il suo», continuò Zeni, «da vicepresidente della Banca Cattolica del Veneto primi anni Ottanta a presidente della Fondazione Cassa di Verona, la cabina di regia da cui gestisce l'unificazione delle Casse venete e poi il matrimonio con la Cassa di risparmio di Torino e poi le nozze col Credito italiano, il nocciolo duro dell'attuale Unicredit di cui Cariverona è socio principale». Nel 2000 «l'assunzione per vox populi al gotha della grande finanza, il posto nel cda di Mediobanca, l'idea del grande blitz in Generali, i rumors sulle ambizioni del «nuovo Cuccia», le invidie, le gelosie. L'altolà, il passo indietro e l'arrocco - si fa per dire - nella ricca Fondazione veronese, tutto casa (e che casa: niente meno che quella attribuita da Sakespeare a Romeo Montecchi) barca a vela e lavoro.

 

08/09/2010 19.20