«Il turismo di Roseto è morto», manifesti abusivi in città, il sindaco denuncia

Alessandro Biancardi

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ROSETO DEGLI ABRUZZI. Questa mattina Roseto degli Abruzzi si è svegliata invasa da manifesti a lutto che decretavano la morte del turismo. SINISTRA STA CON I CONTESTATORI ANONIMI

Indignata l'amministrazione comunale che parla di «manifesti ignobili che si commentano da soli», sia per il contenuto «inesistente», sia per la «selvaggia affissione» che avrebbe «deturpato» il lungomare, sottopassi, piazze e altre zone della città.

Ma la cosa che ha più infastidito è stato l'anonimato.

Dopo aver ragionato sul da farsi il primo cittadino, Franco Di Bonaventura, ha presentato una denuncia contro ignoti. Il comandante Enzo Procida ha reso visita in mattinata al primo cittadino e all'assessore al Turismo Antonio Porrini, per fare un primo punto della situazione.

Gli autori delle affissioni selvagge potrebbero essere stati filmati dalle telecamere che controllano alcuni luoghi pubblici di Roseto. Inoltre, i Carabinieri hanno acquisito materiale diffuso sui social-network che plaudivano all'iniziativa e che potrebbero far risalire agli anonimi autori del gesto, «tanto stupido», dicono dal Comune, «quanto dannoso sia all'immagine di Roseto degli Abruzzi sia alle casse comunali, visto il dispendio di risorse occorrente per pulire le zone imbrattate».

Per Porrini «ai manifesti anonimi, affissi violando la legge, rispondiamo denunciando l'accaduto alle forze dell'ordine. Al concetto di turismo morto a Roseto, invece, rispondono i numeri. Roseto, anche per il 2010, ha numeri in crescita, come risulta da mie fonti sondate in questi giorni. Attendiamo l'ufficialità dei dati, ma posso anticipare questo trend». Trascurando la scorsa estate, che è quella del terremoto in cui le strutture erano tutte esaurite perchè a dispozione dei terremotati «i numeri ufficiali», annuncia l'assessore, «dicono che il turismo a Roseto degli Abruzzi è cresciuto negli anni 2006, 2007 e 2008. Quelli che parlano di turismo morto sono quindi ignoranti oltre che anonimi. Non voglio attaccare nessuno, perché gli inquirenti stanno indagando, però mi sento di dire che se a Roseto il turismo è vivo e vegeto e cresce, purtroppo certe forze politiche sembrano così a corto di argomenti e modalità democratiche da sembrare morte».

In merito all'accaduto, ha voluto esprimere il proprio rammarico anche il presidente dell'associazione Albergatori Rosetani, Michele Servi: «Le affissioni anonime e selvagge sono un atto ignobile che deturpa la nostra Roseto, facendo per di più leva su una bugia e cioè che il turismo sia morto. Il turismo a Roseto esiste e cresce e urlare in modo illegale il contrario non cambierà certo le cose. Gli operatori turistici rosetani auspicano di certo un confronto finalizzato alla continua crescita e al miglioramento, ma per fare questo c'è bisogno di gente seria, documentata e competente, non di anonimi insultatori gratuiti».

Il primo cittadino ha invece raccontato di aver ricevuto la solidarietà dei cittadini che «hanno pesantemente stigmatizzato il comportamento di anonimi maleducati che hanno insozzato la nostra città. Purtroppo», ha aggiunto Di Bonaventura, «ripulire la città avrà un costo per le tasche di tutti i cittadini a causa di qualcuno a cui non piace la democrazia. Parlando di turismo, dal 2006 al 2008 Roseto è cresciuta quanto a numeri di arrivi e giorni presenza. Questo dicono i numeri ufficiali dei flussi turistici».

Se si analizzia un arco di tempo più ampio, sempre tenendo a base i numeri ufficiali, insiste il sindaco, «vediamo come Roseto degli Abruzzi è passata dai 45.769 arrivi con 452.419 giorni presenza del 1998 ai 74.750 arrivi con 553.873 giorni presenza del 2008. Questo nonostante la permanenza media della vacanza sia scesa dai 9,88 giorni del 1998 ai 7,44 del 2008. Solo pochi mesi fa, Roseto è stata oggetto di una tesi di laurea relativa al turismo e il suo caso studiato. Siamo stati oggetto più volte di lodi e analisi per aver iniziato 10 anni fa una puntuale, articolata e progressiva forma di destagionalizzazione. Come dire: tutte le verità dicono che il turismo è vivo e cresce, mentre qualcuno – anonimo e forse in debito di ossigeno – ritiene di dover urlare in modo illegale le proprie bugie con affissioni selvagge, per imporre in modo antidemocratico il proprio punto di vista. Invitiamo gli anonimi e gli incivili ad uscire allo scoperto, dibattendo civilmente e, soprattutto, portando argomenti oggettivi e numeri».

08/09/2010 16.00

 SINISTRA STA CON I CONTESTATORI ANONIMI

Marco Borgatti, portavoce della federazione della sinistra Roseto, a nome del suo gruppo si schiera dalla parte di chi ha realizzato i manifesti tanto criticati.

«Sosteniamo moralmente gli autori anonimi del manifesto», dice Borgatti, secondo il quale «il tam tam del manifesto sul web testimonia di un totale scollamento tra questa amministrazione e migliaia di rosetani, giovani e non, che si sono subito schierati dalla parte degli anonimi che sono stati denunciati solo per aver dato la stura al malcontento».

Per Borgatti, insomma, Roseto «è una città le cui radici affondano nel turismo, primo grande motore economico del nostro sviluppo. Questo settore dovrebbe dunque avere priorità su tutto ed essere al centro di una grande strategia politica, come qualunque altro grande comparto economico. Idee, visioni, coraggio, sostegno agi operatori, una chiara strategia che indichi di che vita deve vivere Roseto. Tutto questo è venuto a mancare in questi anni, a causa di una politica che troppo spesso ha avuto al centro dei suoi interessi le speculazioni del “partito del mattone”».

«Fa sorridere», continua la federazione di sinistra, «che l'amministrazione comunale gridi allo spreco di denaro pubblico per ripulire la città di manifesti che denunciano uno stato delle cose sentito da tutti, e poi passi allegramente sopra a sprechi quali quello delle isole ecologiche (260 mila euro buttati al vento), a quelli del pattinodromo e dell'autoporto (di che morte dovranno morire?), alle centinaia di migliaia di euro non arrivati al turismo cittadino che sarebbero potuti arrivare con l'istituzione della Riserva del Borsacchio. Li si chiama investimenti produttivi i diecimila euro spesi due anni fa per il concerto di Orietta Berti o le spese stratosferiche per Raffaella Fico? E Lady Limoncella, i Righeira, Barbara Chiappini, Fabrizio Corona? Sono venuti forse gratis? Fare turismo significa forse richiamare tutto il trash dell'avanspettacolo?»

09/09/10 18.48