Rimborso dell’Iva indebitamente pagata sulla Tia, Pd: «dopo il danno la beffa»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La recente manovra finanziaria potrebbe essere la pietra tombale per il diritto dei contribuenti teramani al rimborso dell’Iva indebitamente pagata sulla Tia nei periodi di imposta 2005-2009?

Ne ha il sospetto Gianguido D'Alberto, vicecapogruppo Pd al Consiglio Comunale Teramo, secondo il quale si corre il rischio anche di sconfessare la sentenza della Corte costuzionale n. 238 del 2009 «L’esecutivo», spiega D'Alberto, «con una vera e propria acrobazia interpretativa ha escluso espressamente che la tariffa per la gestione dei rifiuti urbani abbia carattere tributario, con la conseguenza, da un lato, di affidare le controversie relative alla tariffa stessa alla giurisdizione ordinaria e, dall'altro, di giustificare l’applicazione dell’Iva». Che effetto ha questa modifica sulle legittime aspettative dei contribuenti teramani? «Formalmente nessuno», spiega il capogruppo del Pd, «perché la disposizione contenuta nella manovra concerne una norma non ancora in vigore, ma di fatto potenzialmente devastante perché è evidente che l’obiettivo della maggioranza è proprio la Tia disciplinata dal Decreto Ronchi, come si evince dall’ordine del giorno accettato dal Governo e presentato alla Camera dall’onorevole Murgia (Pdl) nella fase di conversione in legge della manovra».

L' ordine del giorno, la cui votazione è stata rinviata ad altra seduta, stabilisce che per garantire la coerenza normativa, la natura non tributaria della tariffa deve estendersi anche alla tariffa di igiene ambientale istituita dal Decreto Ronchi, «applicata dal 2005 ai cittadini teramani con l’indebita maggiorazione dell’Iva», ricorda. «E così, il cerchio si chiuderebbe con il perfezionamento del delitto. Si tratta dell’ultimo, malcelato e inaccettabile escamotage giuridico partorito da questa maggioranza per impedire il soddisfacimento del diritto dei contribuenti al recupero delle somme ingiustamente versate».

Per l'esponente del Pd sarebbe in pratica un tentativo «criticabile ma perfettamente coerente con le linee di politica fiscale di questo centrodestra». Se non si intende rimborsare i cittadini, D'Alberto chiede che lo si dica chiaramente: «se ne assumano politicamente la responsabilità, piuttosto che perseguire in questa imbarazzante e desolante operazione di elusione fiscale governativa».

 08/09/2010 15.33