Il Comune di Silvi chiude la Società in house, 13 dipendenti a casa

Alessandro Biancardi

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SILVI. I 13 dipendenti della Silvi Servizi S.p.A, la società in house creata dal Comune di Silvi nel 2007, a casa. Sindacato: «per loro nemmeno la cassa integrazione».

I lavoratori che si occupano della gestione dei servizi del Comune silvarolo, 'ringraziano' il sindaco per il trattamento loro riservato nella fase di chiusura della società  che determinerà il loro licenziamento dopo tre anni di attività.

La Fp Cgil teramana esprime perplessità per una vicenda che già dal principio non aveva convinto troppo.

La società ha gestito negli anni i servizi sociali e quelli di ausilio all’Ente – protocollo, verde, trasporto, ecc cimitero, uffici, per un totale di 70 lavoratori che negli anni avrebbe ridotto la spesa di personale del comune.

«Il futuro, per il sindaco», ricorda la Fp Cgil, «era roseo, pieno di prospettive e la società avrebbe risolto tutti i problemi economici».

 Ma proprio il sindacato espresse immediatamente valutazioni negative sulla  esternalizzazione dei servizi in quanto ritenute soluzioni tampone dalle illusorie prospettive  per i lavoratori e per le amministrazioni.

«La società», ricordano dalla Cgil, «all’atto della costituzione, partiva, tuttavia, già con 250mila euro di debiti che il Comune scaricava, sulla società e i conseguentemente sui lavoratori che si vedevano ridotti gli stipendi e il monte ore da lavorare».

 Ogni anno di vita della società in house costa 400mila euro di debiti ai cittadini silvaroli.

 Nel corso dell’anno 2008, la Silvi Servizi “subappalta” il servizio di trasporto scolastico ad altre cooperative e, circa 25 lavoratori dal 2009 vengono assunti impiegati dall’agenzia interinale Gi-group di Pescara con qualifiche, livelli e orario di lavoro ridotti ulteriormente ridotti. E naturalmente qualche lavoratore è stato lasciato a casa.

A febbraio, a seguito della promulgazione della legge che stabiliva la necessaria trasformazione delle società in house in soggetti con capitale misto pubblico-privato, il Comune ne aveva deliberato la trasformazione, ma il 30 dicembre del 2010 la Giunta comunale porta in consiglio la delibera di chiusura della Silvi Servizi non potendo a sua detta trasformarsi nel senso dettato dalla legge.

Qualche mese prima, però, il Comune di Silvi decide il suo ingresso nella società partecipata del Comune di Montesilvano, a capitale misto pubblico privato.

Adesso i 13 lavoratori assunti a tempo determinato nella Silvi Servizi fino al 30 giugno, e che nel corso degli anni hanno continuato a prestare servizio presso l’Ente, hanno chiesto di essere ricevuti e ascoltati dal sindaco circa la chiusura della società, ma nessuna risposta e incontro sarebbero ancora arrivati.

 Gli altri lavoratori, quelli che lavorano per le cooperative e l’agenzia interinale, continuano a subire riduzioni orarie e tagli agli stipendi con nessuna prospettiva di migliorare le proprie condizioni di lavoro e di vita perché per tutti questi lavoratori, le risorse non ci sono.

 La Fp Cgil di Teramo critica fortemente questo modo di operare ritenuto «irresponsabile e dimostra la mancanza di una visione programmatoria politico-amministrativa».

 18/01/2011 10.28