Accorpamento Cerulli, docenti e personale Ata: «riesaminare il caso»

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Rabbia e tensione dopo l'accorpamento scolastico dell'Istituto industriale Cerulli con l'istituto alberghiero “Crocetti”.

Dopo gli scontri dei giorni scorsi tra esponenti della politica cittadina e l'assessore regionale Gatti, adesso alzano la voce docenti e personale Ata del Cerulli.

«Siamo stanchi», dicono in una lettera, «di ripetere che tale accorpamento creerà un Istituto con oltre 1300 alunni (in netto contrasto con i criteri di dimensionamento stabiliti dalla legge), suddivisi tra l’altro, in indirizzi di studio che non presentano alcuna affinità didattica, e con gli inevitabili problemi gestionali per entrambe le istituzioni scolastiche».

I lavoratori sottolineano come tutte le indicazioni, sia della Confindustria, che del ministero, prevedono che la tanto attesa ripresa economica del paese, debba necessariamente passare attraverso il rilancio della formazione tecnica e professionale, riconoscendo così agli istituti tecnici l'esclusiva competenza per l'insegnamento nel settore tecnologico.

«Invece», protestano, «tale accorpamento è basato e auspica un forte calo del settore tecnologico che la nostra scuola rappresenta».

I docenti e il personale Ata lamentano il fatto che le decisioni prese ai piani alti non abbiano tenuto conto dell’incremento del 20% delle nuove iscrizioni nello scorso anno scolastico. «Né, tanto meno», sottolineano, «si è tenuto conto delle richieste pervenute dal territorio e dall’utenza».

Per i lavoratori sarebbe stato più razionale compensare il momentaneo sottodimensionamento del Cerulli aumentando l’offerta formativa con l’attivazione dei nuovi indirizzi già richiesti o prevedere la costituzione del Centro Provinciale Istruzione Adulti, come già deliberato a dicembre dalla giunta provinciale.

«Siamo stufi di subire», si legge ancora nella lettera, «di vedere che, decisioni così importanti per il nostro territorio, che mettono in gioco il futuro dei nostri ragazzi, vengano prese da istituzioni più attente agli aspetti burocratici. Siamo delusi dalla poca considerazione delle decisioni prese dopo innumerevoli incontri, con forze politiche, dirigenti e uffici scolastici».

La Giunta Provinciale di Teramo aveva ritenuto non fattibile l'accorpamento dei due istituti in quanto il numero degli studenti avrebbe superato i 1300 alunni.

«Vogliamo creare a Giulianova l'istituto piu' grande della Provincia per poi lamentarci della difficile gestione?», chiedono i lavoratori. «Forse siamo una metropoli per giustificare tale decisione? No siamo una città di 22.000 abitanti, e dobbiamo quindi avere addosso i problemi delle scuole di Roma e Milano? Oppure no, si vuole solamente, come siamo abituati a vedere a Giulianova, rovinare quello che già abbiamo?»

Docenti e personale Ata chiedono quindi al nuovo direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Abruzzo di riesaminare la delibera della Regione Abruzzo «in modo da non penalizzare l'Iis Cerulli, l'unica istituzione tecnica sulla costa abruzzese da Silvi a Martinsicuro, che costituisce, ad oggi, il solo nervo portante dell'industria e dell'attività produttiva presente sul territorio».

14/01/2011 10.02