Teramo arriva il coprifuoco? Atti vandalici in Comune

Alessandro Biancardi

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Teramo arriva il coprifuoco? Atti vandalici in Comune
TERAMO. Gli esponenti del Pdl invocano «repressione totale». Teramo come Baghdad. Sulla città rischia infatti di scattare il coprifuoco, come avviene nelle zone di guerra, con il centro cittadino trasformato in “zona rossa” e azioni di repressione di ogni manifestazione pubblica.

Almeno questo è quello che chiedono – con toni forse un pò catastrofistici – gli esponenti del coordinamento provinciale del Pdl teramano dopo il secondo presunto episodio di aggressione nei confronti del sindaco Maurizio Brucchi.

Due, in particolare, gli episodi denunciati: il primo, verificatosi lo scorso settembre, quando il sindaco venne contestato verbalmente (ma il presunto aggressore disse «non sono un violento») in piazza Orsini mentre stava visionando i lavori di illuminazione del Duomo. La seconda aggressione, qualche giorno fa, è invece accaduta mentre il primo cittadino partecipava all’incontro della “Giunta itinerante” con il Comitato di Quartiere della Gammarana.

Gli esponenti di maggioranza in una nota gridano tutto il loro dissenso rispetto a questi episodi di violenza: «non è più tollerabile – puntualizzano - il fatto che la nostra città sia ostaggio dell’arroganza, della violenza, della protervia, dell’insolenza, dell’assoluta mancanza di rispetto per le regole della democrazia, dell’aggressione sistematica ai danni di chi amministra su mandato popolare, della logica della minaccia sostituita alla logica del confronto».

Ma il loro intervento non si ferma allo sdegno e al disappunto: «chiediamo – aggiungono - che il Prefetto di Teramo, il Questore, il colonnello comandante la Compagnia dei Carabinieri e più in generale tutte le forze dell’ordine, adottino fin da subito nuove e più rigide regole di repressione di ogni manifestazione di violenza. Plaudiamo, in questa ottica, alla scelta di istituire la “zona rossa” in centro storico, troppo spesso trasformato in palcoscenico dell’urbana guerriglia, ma crediamo – concludono gli esponenti del Pdl - che sia necessario intensificare l’azione repressiva, perché nessuno creda che la democrazia possa soccombere sotto i colpi della furia becera di chi crede che insultare un sindaco, imbrattare un muro o danneggiare un bene pubblico equivalga ad esistere socialmente e politicamente».

Proprio sulla città da settimane pende una Ordinanza prefettizia del 23 dicembre scorso con la quale si nega la possibilità di organizzare manifestazioni pubbliche “…dirette a richiamare l’attenzione su particolari problematiche o a rappresentare alle istituzioni ed all’opinione pubblica dissensi e proteste” .

Ne sa qualcosa Rifondazione Comunista che non riesce ad organizzare un sit in pubblico per ricordare l'aggressione di un anno fa ai danni di alcuni ragazzi dell'estrema sinistra.

 13/01/2011 10.24

«NESUNA AGGRESSIONE AL SINDACO, PACIFICA CONTESTAZIONE»

 Il comitato del quartiere Gammarana intanto racconta quello che è accaduto lunedì scorso e assicura: «non c'è stata nessuna aggressione»

Se dopo la nuova denuncia del primo cittadino sono scattate otto denunce per i contestatori il comitato del quartiere Gammarana si difende: «i fatti realmente accaduti evidenziano la totale inesistenza dei vari capi d’imputazione paventati, così come la gravissima vena pregiudizievole che, inspiegabilmente, va a calpestare ogni più elementare diritto di manifestazione».

Per i cittadini ci sarebbe stata solo una «pacifica contestazione nei confronti di chi, forte di un potere illegittimo in uno Stato di diritto, ha avuto il barbaro coraggio di voltare le spalle a ben 5000 cittadini, desiderosi di espletare, mediante referendum, il diritto di partecipazione collettiva alla gestione della cosa pubblica».

«La nostra pacifica e legittima protesta», spiegano ancora i cittadini, «ha trovato, ancora una volta, l’ennesima provocazione verbale da parte dei famigerati “tutori dell’ordine pubblico”, culminata addirittura con l’uso della violenza fisica. Rimane superfluo ricordare a tutta la cittadinanza il rifiuto di qualsiasi confronto pubblico del cosiddetto “primo cittadino”, che al contrario preferisce portare avanti il proprio mandato mediante la “democrazia del manganello”, così come rimangono una triste e aberrante pagina di storia cittadina le numerose ed inaccettabili azioni di pura repressione poliziesca registrate negli ultimi tempi a Teramo».

ATTI VANDALICI CONTRO COMUNE

Quasi sicuramente un atto di protesta contro l'istituzione della cosiddetta "zona rossa" da parte del prefetto di Teramo, l'atto vandalico compiuto la scorsa notte ai danni del comune di Teramo, quando ignoti hanno cosparso di silicone la serratura del portone d'ingresso del Municipio, in piazza Orsini.

Una scritta con spray nero "Violata la zona rossa", campeggia sul muro. La scoperta è stata fatta questa mattina all'apertura del Palazzo di città: è stato necessario l'intervento dei tecnici per permettere l'apertura dell'ingresso comunale. Indagini sono state avviate dal personale della Digos, per individuare i responsabili. Due le piste seguite, quella dell'estremismo anarchico ma anche quello delle frange più violente del tifo calcistico locale. Proprio un gruppo di ultras, una decina di giovani, martedì sera aveva aggredito verbalmente il sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, nel corso di un incontro dei componenti della giunta con i residenti del quartiere Gammarana. Per quell'episodio la Digos ha già segnalato alla magistratura otto giovani teramani.

13/01/2011 15.20