Differenziata a Teramo, Idv chiede una verifica in Comune

Alessandro Biancardi

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TERAMO. L'Idv chiede di verificare l’operato del Comune sulla raccolta differenziata dei rifiuti, dopo l’istituzione del porta a porta.

In particolare Alberto Di Croce chiede di avere lumi soprattutto alla luce del raggiungimento della soglia del 67% di raccolta differenziata annunciata nei giorni scorsi dal sindaco Brucchi: «quanti rifiuti effettivamente ricicliamo e quanti rifiuti indifferenziati conferiamo in discarica?».

Dal dato comunicato dal primo cittadino l'Idv presume che il Comune ricicli interamente il 67% dei rifiuti differenziati, mentre il 33% di quelli indifferenziati o meglio non riciclabili, vengono conferiti in discarica a Colle Cese.

Sempre Di Croce vuole sapere se si ricicla tutto l'organico e quanti rifiuti sono raccolti in modo indifferenziato per ciascuna categoria di materiale, quanti rifiuti raccolto vengono poi realmente riciclati per ciascuna categoria di materiale e quali sono attualmente i costi di gestione reali della raccolta differenziata domiciliare rispetto alla raccolta differenziata con cassonetti stradali.

«Quali sono i corrispettivi economici ricevuti alla Team dai consorzi di filiera per ciascuna categoria di rifiuti raccolti? Quando verranno attivate le raccolte dell’olio vegetale?», insiste l'esponente dell'Idv.

Intanto Sinistra, Ecologia e Libertà consiglia al Governatore Chiodi di attuare la legge regionale vigente per il piano rifiuti regionale del novembre 2007 proposta dall’allora assessore Caramanico e approvato dal Consiglio Regionale.

Quel piano, nella Provincia di Teramo, prevedeva gli ampliamenti o la realizzazione di otto discariche da realizzare: Corazzano (Isola del Gran Sasso), C.da Santa Maria Assunta (Mosciano S. Angelo), Ficcadenti (Sant’Omero), Santa Lucia (Atri), Irgine (Notaresco), Salino (Tortoreto), Grasciano (Notaresco) e Bellante.

Nessuna di queste discariche è ad oggi stata realizzata e, se si escludono Atri (per cui bisogna ancora aspettare) e Grasciano (la cui data di apertura rimane ancora un mistero), per le altre sei discariche non vi sono mai stati i presupposti affinché si realizzassero.

 A Sinistra, Ecologia e Libertà replica il consigliere comunale di maggioranza Roberto Canzio: «quel piano risolutivo a cui fa tanto riferimento ha ricevuto, a febbraio 2008 (ossia, dopo solo tre mesi), la bocciatura dell’allora Governo Prodi. L’allora Consiglio dei Ministri impugnò quel piano perché presentava diversi profili di incostituzionalità che andavano dal mancato rispetto del principio della potestà legislativa esclusiva nazionale in specifici settori (obbligo per la Regione di attenersi alla normativa nazionale sui rifiuti), al potere demandato al Presidente della Giunta di localizzare nuovi siti per realizzare impianti di gestione dei rifiuti e disporre la realizzazione diretta di interventi per lo smaltimento dei rifiuti in deroga alle previsioni del piano di gestione dei rifiuti (contrasto col dettato costituzionale in quanto eccede i poteri ordinari previsti per legge). Praticamente quel piano dei rifiuti non esiste, in quanto non attuabile, ma il centrosinistra se ne continua a vantare.

 Tutto ciò dimostra, se ve ne fosse ancora necessità, che l’emergenza rifiuti di oggi è figlia della programmazione completamente sbagliata da parte del centrosinistra nel 2007, per cui i cittadini devono sapere che oggi è necessario riprogrammare tutto da capo. E per giungere quindi a soluzioni definitive, se non ci si guarda intorno, bisognerà aspettare anni»

«So quanto sia complicato agire rispetto al solo parlare  - ha commentato invece il presidente Chiodi- in quanto da sindaco di Teramo ereditai una raccolta pari all'8 per cento, mentre oggi la Città ha raggiunto livelli che si attestano oltre il 60 per cento, grazie alla continuità assicurata dal Sindaco Brucchi. La scelta di coinvolgere tutta la popolazione in comportamenti virtuosi, alla fine risulterà vincente. Non foss'altro per sensibilizzare e promuovere al rispetto dell'ambiente ed al riconoscimento dell'utilità del riutilizzo del pattume».

13/01/2011 10.04