Immigrazione clandestina, arrestati due professionisti teramani. Raggirati 30 imprenditori

Alessandro Biancardi

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SANT'EGIDIO. Due commercialisti di Teramo ed un cittadino del Bangladesh sono stati arrestati stamattina dai carabinieri di Sant'Egidio alla Vibrata.

SANT'EGIDIO. Due commercialisti di Teramo ed un cittadino del Bangladesh sono stati arrestati stamattina dai carabinieri di Sant'Egidio alla Vibrata.

I tre devono rispondere di concorso in favoreggiamento dell'immigrazione clandestina finalizzata all'ingiusto profitto e falso ideologico.

Da mesi i militari portavano avanti l'indagine. Nei giorni scorsi il pubblico ministero della Procura di Teramo Stefano Giovagnoni aveva richiesto l'arresto, firmato dal gip Giovanni De Renzis che ha condiviso l'impianto accusatorio. Ulteriori dettagli saranno forniti in tarda mattina con una conferenza stampa. Secondo quanto hanno spiegato gli inquirenti l'operazione è nata da una approfondita indagine sui flussi d'ingresso di cittadini stranieri sul territorio nazionale. Ingressi spesso facilitati da persone italiane compiacenti che in cambio di denaro prospettano diverse soluzioni a chi vuole entrare e rimanere per lavorare.

12/01/2011 10.44

30 IMPRENDITORI RAGGIRATI

Tre persone arrestate: un commercialista, un consulente del lavoro e un cittadino del Bangladesh per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: un vero e proprio traffico illecito di assunzioni con lo scopo di far entrare in Italia cittadini extracomunitari. Il tutto ai danni di una trentina di imprenditori – per quanto si è accertato finora tutti ignari – a cui venivano attribuite le false assunzioni. Un’intuizione dei carabinieri di Sant’Egidio e la successiva testimonianza di una donna impiegata nello studio di commercialisti – poi denunciata – ha portato a smantellare l’ennesima truffa riguardante i permessi di soggiorno agli immigrati

LO SPUNTO PER L’INDAGINE

Quando un artigiano di Sant’Egidio alla Vibrata è stato chiamato dallo sportello unico per l’immigrazione perché risultavano a suo carico 17 domande di assunzione di cittadini extracomunitari deve aver pensato al solito errore burocratico. E invece a partire da questa segnalazione ai carabinieri è venuta fuori una storiaccia in cui due professionisti del Teramano avevano pensato bene di lucrare sull’ingresso degli immigrati.

In manette sono finiti Francesco Aquilani, ragioniere commercialista 61enne residente a Civitella del Tronto, Roberto Di Francesco, consulente del lavoro di 62 anni, anch’egli di Civitella e un cittadino del Bangladesh di 32 anni, Mohammad Kapil, fermato dai carabinieri a Terni. Denunciata una donna di 31 anni, D.A. le sue iniziali, impiegata nello studio dei commercialisti che, sollecitata dai carabinieri, ha vuotato il sacco ma non ha potuto evitare un suo coinvolgimento nella vicenda.

LE INDAGINI

Le indagini sono partite circa dieci mesi fa quando i carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata hanno ricevuto la segnalazione dello Sportello per l’immigrazione. Da qui è nata un’attività investigativa complessa e minuziosa che ha portato a individuare circa 30 imprenditori del Teramano a cui erano state affibbiate false assunzioni per far arrivare in Italia i cittadini extracomunitari. Gli imprenditori – a quanto si è appreso finora tutti ignari – avrebbero portato a termine circa 250 pratiche di assunzione per altrettanti extracomunitari.

Una svolta alle indagini è arrivata con la testimonianza della donna impiegata nello studio dei commercialisti, che ha ammesso la responsabilità dei suoi datori di lavoro che compilavano le pratiche di assunzione facendole poi risultare a nome degli imprenditori. Coinvolto nell’indagine anche il cittadino del Bangladesh che fungeva da intermediario con gli extracomunitari.

I PRECEDENTI

I due professionisti italiani hanno precedenti penali per reati legati a materia di lavoro e fiscale. Il cittadino del Bangladesh, invece, era stato coinvolto in una precedente indagine, ma come vittima. Era rimasto infatti implicato in un’operazione legata ai permessi di soggiorno per colf e badanti. Deve aver ‘imparato’ l’arte della truffa da questa vicenda per poi rimetterla in pratica, questa volta come ‘carnefice’.

I REATI

Le tre persone arrestate devono rispondere di concorso in favoreggiamento dell’immigrazione clandestina finalizzata all’ingiusto profitto e falso ideologico. Le indagini sono state fatte dai carabinieri di Sant’Egidio alla Vibrata, agli ordini del maresciallo Mario De Nicola, con la collaborazione del Nucleo Ispettorato del lavoro agli ordini del maresciallo Vincenzo Maselli e con il coordinamento del capitano Pompeo Quagliozzi. L’inchiesta è stata coordinata dal pubblico ministero Stefano Giovagnoni. Nei prossimi giorni il giudice per le indagini preliminari, Giovanni De Rensis, sottoporrà gli arrestati, rinchiusi nel carcere di Teramo, agli interrogatori di garanzia.

d.d.c. 12/01/11 13.13