Teramo e la massoneria: che ci fanno quei simboli in quel progetto (pubblico) virtuale?

Alessandro Biancardi

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Teramo e la massoneria: che ci fanno quei simboli in quel progetto (pubblico) virtuale?
TERAMO. La massoneria vive di segni, riti, messaggi da decifrare e di codici accessibili solo ai “fratelli”. Certo è che come minimo è curioso constatare che in un progetto virtuale finanziato con soldi pubblici vi siano segni della massoneria.

Il mega progetto finanziato con un importo non chiaro cerca di mettere in luce le bellezze architettoniche ed archeologiche della città abruzzese che ha dato i natali al presidente della Regione e che è ritornata predominante proprio in coincidenza dell’avvento dei “teramani” al governo.

Il progetto vede coinvolti il Comune di Teramo, l'Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali del CNR, l'Università della California UCMerced (School of Social Sciences, Humanities and Arts), la Regione Abruzzo. E vorrebbe essere una sorta di viaggio virtuale nel passato di Teramo da far veicolare sul web ed ora anche sui cellulari.

Oggi in una conferenza stampa della associazione Teramo Vivicittà è stato segnalato che nel programma che loro hanno visionato vi sono simboli massonici chiari ed inequivocabili.

In particolare lo storico Elso Simone Serpentini ha notato un avatar (il personaggio che si muove nella antica Teramo…) «con tre simboli massonici inconfondibili».

«Ho fatto domande ma nessuno mi ha mai risposto finora al perché e sul significato di quei simboli», ha detto. Si tratta di un compasso, una colonna e la squadra, simboli chiaramente ricollegati alla massoneria.

La colonna con capitello ionico è il simbolo della rivista della massoneria denominata Hiram (dal nome dell'architetto capo che costruì il tempio di Salomone poi assassinato misteriosamente e la cui storia è ripresa nel rito di iniziazione massonico), il compasso e la squadra sono gli strumenti indispensabili per gli architetti ed i muratori come sono definiti anche i massoni che vedono in Dio “l’architetto supremo”.

Marcello Olivieri, presidente di Vivicittà, invece vede un messaggio preciso agli adepti, un messaggio cifrato che indica quasi l'occupazione ed il controllo della città: «il messaggio potrebbe essere quello di comunicare che la massoneria è presente a Teramo e controlla la città e così arriva a chi deve arrivare. E’ una mia fantasia, non sono una esperto ma perché le autorità competenti non si tolgono questa curiosità e provano a vederci chiaro. Così si riuscirebbe a dissipare i dubbi…».

«Storicamente la massoneria è stata molto forte ed ha dato un contribuito molto forte. Anche attualmente Teramo è una città molto importante per la massoneria», ha precisato lo storico Serpentini.

L’associazione non lo dice ma è chiaro che forse c’è di più e forse questo è stato solo un escamotage per riuscire a parlare del fenomeno “massoneria”, molto sentito a Teramo.

Anche i cittadini teramani sentono sempre più spesso parlare della massoneria e delle logge locali. E’ superfluo ricordare che la massoneria non è una associazione negativa o a delinquere, non è segreta ed ha da statuto scopi benefici ed altruistici. Spesso tuttavia approfittando della “riservatezza” tale associazione, che affonda le sue radici nei millenni, viene occupata da personaggi che vogliono sovvertire anche l’ordine democratico (come nel caso della P2 di Gelli).

E’ da tenere in considerazione l’allarme della associazione?

Di recente –sarà un caso- ma di massoneria si è parlato proprio in concomitanza della nomina del nuovo manager della Asl di Teramo, Giustino Varrassi, che ha ricordato come abbia vinto un contenzioso contro l’Espresso che lo aveva indicato come massone anche se non ha mai preso pubblicamente le distanze dal sodalizio.

Che la massoneria sia presente a Teramo e che alcuni aderenti alla loggia locale potrebbero essere anche dentro le istituzioni è cosa che è emersa in maniera molto sfumata anche nell’ultima inchiesta sui rifiuti (Re Mida) che ha portato all’arresto dell’assessore Lanfranco Venturoni e del monopolista dei rifiuti Rodolfo Valentino Di Zio.

10/01/2011 16.38