Riserva del Borsacchio sotto attacco: l’ombra delle speculazioni non si dirada

Alessandro Biancardi

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   Riserva del Borsacchio sotto attacco: l’ombra delle speculazioni non si dirada
ROSETO. Un emendamento bocciato che ha fatto allertare nuovamente le associazioni ambientaliste sulla riserva del Borsacchio, ancora più teoria che pratica.

Nel corso della seduta del Consiglio Regionale del 29 dicembre 2010, in sede di voto sulla Legge Finanziaria, i Consiglieri Regionali Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca (PD) hanno proposto un emendamento finalizzato a ridimensionare la Riserva Naturale Regionale del Borsacchio che riguarda 1.100 ettari nel territorio dei comuni di Giulianova e Roseto degli Abruzzi.

L’emendamento, che ha raccolto il consenso trasversale di PD, IDV e FLI, è stato opportunamente bocciato dagli altri consiglieri appartenenti sia ai gruppi di maggioranza che di minoranza. Tale bocciatura è stata aspramente criticata dai vertici del Pd che l’hanno giudicata animata da soli calcoli di opportunità politica.

Wwf, Italia Nostra ed il Comitato cittadino per la Riserva Naturale Regionale Guidata del Borsacchio intendono invece ringraziare i consiglieri regionali che hanno bloccato questo tentativo di ridurre il perimetro della riserva.

Una sorta di ambientalismo “per reazione” visto che con molta probabilità gli emendamenti sono stati bocciati soltanto perché proposti dall’opposizione…

Se fosse stato approvato questo emendamento, tuttavia, si sarebbe trattato della quinta revisione della legge istitutiva della Riserva del Borsacchio in 6 anni (la legge istitutiva della Riserva risale al febbraio del 2005).

Le associazioni hanno contestato in primo luogo il metodo che si è tentato di utilizzare: «invece di confrontarsi in maniera aperta su basi tecnico-scientifiche (le uniche che potrebbero consentire una riduzione del perimetro della riserva) si è presentato un emendamento all’interno di una legge che nulla ha a che fare con la riserva».

«Duole poi constatare come, ancora una volta», hanno spiegato i sodalizi, «gruppi politici di diversa estrazione (PD, IDV, FLI) abbiano trovato il modo di allearsi contro un’area naturale protetta. Dal 2005 tutte le Amministrazioni che si sono succedute a livello comunale e provinciale sono state impegnate più ad impedire il reale sviluppo dell’area protetta, che ad attuare quanto imponeva loro la legge in ordine alla nomina dell’Organo di gestione della riserva, all’approvazione del suo Piano di Assetto Naturalistico (PAN), alla tabellazione dell’area».

I ritardi accumulati dai Comuni di Roseto degli Abruzzi e di Giulianova nell’espletamento di questi obblighi di legge, secondo le associazioni ambientaliste,  avrebbero fatto sì che la Regione Abruzzo nel novembre del 2008 attivasse i propri poteri sostitutivi ed assegnasse all’Amministrazione Provinciale di Teramo il compito di procedere alla nomina dell’organo di gestione ed all’approvazione del PAN. Ma la stessa inerzia che aveva caratterizzato le due Amministrazioni comunali ha poi colpito la Provincia, prima sotto presidenza di D’Agostino ed ora sotto quella di Catarra, dal centrosinistra al centrodestra.

«Invece di continuare a modificare il perimetro della riserva i nostri Amministratori dovrebbero fare quello che impone loro la legge e rendere finalmente operativa la riserva», dicono gli ambientalisti, «questo, del resto, permetterebbe di superare eventuali problemi: se le norme di salvaguardia attualmente vigenti hanno potuto rendere in qualche modo difficoltosa la realizzazione di iniziative in essere (come ad es. il Contratto di Quartiere dell’Annunziata a Giulianova), la nomina di un Organo di Gestione della Riserva Naturale e l’adozione di un Piano di Assetto Naturalistico (degno di questo nome) potrebbero consentire di trovare soluzioni capaci di rispettare l’ambiente e le esigenze locali».

Infine Wwf, Italia Nostra ed il Comitato hanno rinnovato per l’ennesima volta l’invito alle forze politiche ed alle Istituzioni affinché si attivino per fare in modo che la prima riserva costiera della provincia di Teramo possa cominciare a svolgere quel ruolo di conservazione e promozione del territorio che la legge riconosce alle aree naturali protette.

Un ulteriore progetto di legge è stato presentato dal Consigliere Berardo Rabbuffo (FLI) teso a ridurre il territorio della Riserva escludendo perfino la foce dello stesso torrente Borsacchio e la pineta che dell’area protetta costituisce il cuore e la stessa ragion d’essere.

Le associazioni hanno chiesto alla competente commissione consiliare regionale di essere sentite.

08/01/2011 16.21