Teramo. Camion contro cattedrale: si frantuma parapetto della scalinata

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Un camion, impegnato nello scarico di merci per un supermercato, ha distrutto questa mattina un'ampia porzione di uno dei due parapetti della scalinata del Duomo, sul fronte della piazza del municipio.

TERAMO. Un camion, impegnato nello scarico di merci per un supermercato, ha distrutto questa mattina un'ampia porzione di uno dei due parapetti della scalinata del Duomo, sul fronte della piazza del municipio.

L'incidente si è verificato verso le 7.30. Il mezzo, un tre assi, entrato in centro storico, durante una manovra di retromarcia e dopo aver già divelto da un muro due cartelli della segnaletica stradale, ha finito la sua corsa contro il muretto di antichi mattoncini, su cui 'sedeva' uno dei quattro leoni dell'edificio di culto più importante della città, risalente al 1157. Un incidente molto particolare che ha subito fatto il giro in città gettando ombre di sdegno e incredulità. Possibile che si possa rrivare a tanto con estrema superficialità?

Sul posto sono intervenuti il personale della Curia e della soprintendenza, assieme al sindaco di Teramo, Maurizio Brucchi, per una prima valutazione dei danni.

Sembra che il leone non abbia subito particolari danni: tutto il materiale verrà recuperato e riparato in un magazzino della Curia, in attesa dei lavori di restauro.

L'incidente ha provocato polemiche sul controllo degli accessi in centro storico ai mezzi pesanti impegnati nel carico e scarico delle merci. Lo stesso sindaco ha anticipato un giro di vite su permessi e orari.
Fabrizio Primoli, cittadino teramano, contesta il «lacunoso impianto di videosorveglianza e protetto, almeno a parole, da varchi che della selezione degli ingressi hanno più il nome che la sostanza».

 



 

«Come può essere incidente il permettere, senza gli adeguati controlli, che Tir e camion possano entrare nel centro storico, il cuore di questa Città, a qualsiasi ora? In qualsiasi spazio? Con qualsiasi carico? Come può essere incidente il permettere di oltrepassare a chiunque quei varchi sempre aperti, ridotti ormai a rottami, senza che nessuno si faccia carico di obbligare il malcostume e la cattiva coscienza al rispetto di regole ed ordinanze che pure ci sono? In quale altra Città si può tollerare che un Tir arrivi a demolire una parte del Duomo? In quale altra Città il patrimonio culturale viene considerato alla stregua di un bene voluttuario, anziché di una risorsa?»

«Che senso ha parlare di recuperi, restauri e valorizzazioni», continua Primoli, «se dietro questi non c’è la coscienza che li ispira e davanti non c’è la fruizione che li rende utili? Che senso ha l’eventuale istituzione di uffici per la cultura, quando la cultura, quella delle scelte unanimi e con gli applausi finali, ha posto solo nei Consigli Comunali di second’ordine, con pochi consiglieri, poco pubblico e pochi giornalisti?»

03/01/2011 14.50