Teramo, «quell'incredibile 2005 e tutte le possibilità perse per rilanciare l’economia»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Occasioni perse nel passato, rilancio dell'economia locale che non è arrivata. Queste le cause secondo il consigliere comunale Roberto Canzio da attribuire all'attuale crisi economica.

Da tempo si analizza e si cercano spiegazioni alla crisi economica che investe la città di Teramo. Il consigliere di 'Al centro per Teramo' si chiede se l’attuale situazione socio-economica non dipenda dalla progressiva perdita di posti di lavoro e dalla cronica carenza di nuova occupazione.

E l'esponente della maggioranza chiede di tornare con la memoria indietro nel tempo, all’anno 2005, «un anno straordinariamente importante e irripetibile per la nostra città».

Nel 2005, infatti, si erano poste le basi per realizzare un impianto di smaltimento comunale, e quindi pubblico, che avrebbe evitato l’ormai cronica crisi degli impianti di smaltimento nella Provincia.

«Non solo», ricorda Canzio, «avrebbe permesso di ridurre alla metà la tariffa che oggi ogni famiglia ed ogni impresa è costretta a pagare, liberando risorse per i loro consumi, creare decine di nuovi posti di lavoro per la gestione dell’impianto stesso, incamerare dai tre ai quattro milioni di euro nelle casse comunali, con i quali abbassare quindi le tariffe dei servizi erogati ai cittadini, fornire maggiori risorse al settore sociale e dare più lavoro alle ditte locali, preservando e creando nuovi posti di lavoro».

Il consigliere ricorda poi che, nello stesso anno, a Teramo si affacciavano investitori stranieri che avrebbero investito in progetti (Centrale Turbogas): «qualcosa come cinquecento milioni di euro in opere, di cui alcune (per un importo pari a trecento milioni) potevano essere realizzate da ditte locali anche di piccole dimensioni, se consorziate tra di loro, il che avrebbe creato ottocento nuovi posti di lavoro per i primi tre-quattro anni (posti che per i successivi anni si sarebbero assestati a duecentocinquanta)?»

 Il consigliere chiede inoltre di ricordare che il Comune avrebbe ricevuto un ristoro economico «di quaranta milioni di euro da spendere in opere? Si può dimenticare la possibilità, per chi avesse deciso di investire sul nostro territorio nel settore industriale, di risparmiare fino al 30% sui consumi energetici, facendo diventare più attrattivo il nostro territorio rispetto ad altri, creando così ulteriori decine e decine di nuovi posti di lavoro? Tutti questi nuovi occupati e tutti i loro redditi avrebbero o no rilanciato i consumi e quindi l’economia nella nostra Città?»

«Ricordano i cittadini», domanda perplesso Canzio, «la posizione di una certa parte politica, dei sindacati e del mondo produttivo su tali opportunità per la nostra città? Sono o non sono rimasti tutti indifferenti, se non apertamente contrari, a tali opportunità? Ognuno si assuma oggi le proprie responsabilità, anziché limitarsi ai lamenti sugli effetti della crisi, esprimendo il proprio mea culpa o, se preferisce, piangendo sul latte versato».

21/12/2010 12.44