Sogesa, è ancora sciopero. Si rischia emergenza rifiuti

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. Accordi presi in prefettura disattesi, 130 dipendenti del Sogesa senza tredicesima. Ed è ancora sciopero.*«ANNULLARE AUMENTO DEL 25% DI TARSU A ROSETO»

GIULIANOVA. Accordi presi in prefettura disattesi, 130 dipendenti del Sogesa senza tredicesima. Ed è ancora sciopero.

*«ANNULLARE AUMENTO DEL 25% DI TARSU A ROSETO»

Non c’è pace per i dipendenti del braccio operativo del consorzio Cirsu che si è affidato alla società Sogesa (partecipata da una società della famiglia Di Zio) per poter assolvere agli obblighi ad esso affidati per la raccolta dei rifiuti in alcuni centri del Teramano.

Nelle scorse settimane i dipendenti avevano incrociato le braccia per protesta perché anche in quella occasione gli stipendi non venivano pagati con regolarità. Dopo le assemblee e gli incontri si erano stipulati accordi chiari per sbloccare somme che dovevano servire proprio per pagare i dipendenti. Erano seguiti anche incontri alla presenza del prefetto ed anche in questo caso si era giunti ad accordi precisi. Ieri però i dipendenti hanno proclamato ancora uno sciopero perché proprio quegli accordi sono stati già disattesi.

Di recente erano stati anche nominati degli esperti e consulenti che avrebbero dovuto studiare e pianificare le azioni future.

La prima ripercussione ovvia è l’accumulo dei rifiuti per le strade. «Troviamo inammissibile che dirigenti possano rinnegare gli accordi presi in prefettura a Teramo solo due settimane fa», fa sapere Marco Borgatti, portavoce Federazione della sinistra Roseto, «la dirigenza si era impegnata, in tale sede, a versare la tredicesima mensilità ai lavoratori della Sogesa e così non è stato. Ieri la dirigenza, in una riunione che ha sfiorato il grottesco, non è stata in grado di fornire valide motivazioni nè date e tempi agli operai sul loro futuro e sulle loro buste paga.

L'emergenza rifiuti si aggrava ed i lavoratori giustamente difendono il loro lavoro e la loro vita scioperando contro una così inaffidabile dirigenza. Nulla è stato risolto. Non ci sono prospettive per il futuro. Insieme ai lavoratori chiediamo ancora una volta le dimissioni e il totale ricambio del CDA Sogesa».

I fatti parlano, secondo la Federazione della sinistra, di una crisi «aperta e drammatica e rivelano tutta l'incapacità della gestione del sistema rifiuti da parte di questa dirigenza».

«Servono nuovi dirigenti capaci, liberi da giochi partitici e esperti nel settore», dice Borgatti, «annunciamo inoltre il prossimo esposto nei confronti di Sogesa presso la prefettura di Teramo. Sogesa da tempo, nonostante richieste ufficiali, nega alla Federazione della Sinistra verbali e documenti inerenti alla discarica di Grasciano e, fatto gravissimo, non fornisce i dati riguardanti gli stipendi dei dirigenti Sogesa. La mancata diffusione degli stipendi dei dirigenti Sogesa è un fatto gravissimo, tali dati secondo la famosa legge Brunetta sulla trasparenza dovrebbero essere presenti sul sito Sogesa da oltre un anno e a tutt'oggi questi dati vengono negati anche di fronte a formale richiesta firmata da segretari politici e consiglieri comunali. Chiediamo quindi dimissioni immediate a una dirigenza il cui operato è ormai sotto gli occhi di tutti».

 21/12/2010 11.38

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«ANNULLARE AUMENTO DEL 25% DI TARSU A ROSETO»

ROSETO. Il Comitato Città per Vivere chiede alla Amministrazione Comunale il «ritiro immediato» dell'aumento del 25% della Tarsu per l'anno 2010 in quanto «del tutto ingiustificato, illegittimo, iniquo sul piano sociale e ingiusto quanto ai criteri utilizzati per la determinazione della tassa per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani», come commenta Pio Rapagnà.

Il sindaco, la giunta ed il consiglio comunale, ritiene l'associazione, non starebbero facendo il loro dovere di «amministratori equilibrati e consapevoli, in presenza di spese, sprechi e debiti consolidati che rischiano di trascinare la intera collettività locale in una crisi profonda e irreversibile».

Per il comitato presieduto da Rapagnà, prossimo candidato alle comunali della città, infatti, «non è accettabile l'aumento del costo per ogni tonnellata di rifiuti conferiti al Cirsu, la quale nello spazio di un mattino è passata da 177 a 220 euro a tonnellata».

A causa di questo incremento il totale della spesa che il Comune di Roseto dovrà coprire per l'anno 2011 è pari a 5.607.057,00 euro rispetto ai 4.722.003,00 euro del 2010.

Ma Rapagnà è perplesso anche per la cancellazione della raccolta differenziata “porta a porta” il cui Piano definitivo è stato predisposto dalla Cirsu e dalla Sogesa e approvato dalla Giunta Comunale di Roseto per un costo complessivo annuo pari a 4.963.435 euro mentre il Comune assume la gestione diretta dei servizi relativi allo spazzamento manuale e meccanico delle strade il cui costo per l'anno 2010 è stato di 889.545 euro.

«L'operato del Cirsu-Sogesa», insiste Rapagnà, «evidenzia un servizio sempre più inefficiente e, contestualmente, una continua e progressiva lievitazione dei costi e degli sprechi. Il raddoppio della Tassa imposto ai cittadini negli ultimi tre anni, ne accresce l'iniquità poiché divarica ulteriormente il rapporto tra l'importo preteso, il servizio erogato e la quantità di rifiuti prodotti dalle famiglie e conferiti in discarica».

Secondo i calcoli dell'associazione negli ultimi anni il costo del “servizio” di raccolta e smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani per il solo Comune di Roseto, è aumentato troppo: «anno 1999 (Decreto Ronchi): 1.290.500 Euro; - anno 2003: 2.236.028 Euro; - anno 2006: 2.520.748 Euro; - anno 2007: 3.464.571 Euro; - anno 2010: 4.963.435 Euro con una aumento medio del 25% in corso d'opera; - anno 2011: 5.607.057 Euro, più 1.499.000 euro per lo spazzamento meccanico e manuale a carico del Comune: una vera e propria follia».

21/12/2010 15.04