Blitz contro la manodopera clandestina: espulsi due operai cinesi

Alessandro Biancardi

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NERETO. La Guardia di Finanza di Nereto ha scoperto cinque lavoratori in nero, due dei quali sono risultati sprovvisti di permesso di soggiorno.

I cinque sono stati sorpresi mentre lavoravano in una fabbrica di Civitella del Tronto, gestita da un cittadino cinese operante nel settore delle confezioni di abbigliamento ed indumenti particolari.

L’operazione è stata preceduta da una serie di appostamenti e pedinamenti che avevano destato sospetti nei militari soprattutto per il fatto che mentre, più volte, avevano assistito ad operazioni di carico e scarico di merce, non avevano mai visto entrare o uscire operai.

E’ così che si è deciso di intervenire.

Quando è scattato il blitz i cinque lavoratori, tutti di nazionalità cinese, intenti a lavorare nella piccola azienda sono risultati “in nero”, mentre i due soli lavoratori che l’azienda teoricamente doveva avere, non erano presenti e sono risultati irreperibili.

I successivi accertamenti hanno permesso di acclarare che due dei cinque cittadini cinesi non erano in possesso di permesso di soggiorno e, pertanto, sono stati accompagnati presso la Questura di Teramo per gli accertamenti di rito e successivamente è stato notificato loro il relativo provvedimento di espulsione.

Il titolare dell'impresa, anch’egli di nazionalità cinese, e' stato denunciato alla Procura della Repubblica di Teramo per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina ed utilizzo di fatturazioni per operazioni inesistenti.

Nel corso dell’intervento si è data anche una risposta al dubbio degli investigatori della Guardia di Finanza: non si potevano notare operai entrare ed uscire dall’azienda perché lavoravano e dimoravano nello stesso sito aziendale, riposando in angusti dormitori.

11/12/2010 10.12