Industria: chiesto riconoscimento 'area di crisi' per Vibrata

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Per la zona industriale Vibrata-Tronto si è deciso di dare il via alla procedura per il riconoscimento formale di "area di crisi".

Il procedimento sarà avviato dalla Regione Abruzzo con un'apposita deliberazione su proposta del vicepresidente della regione, Alfredo Castiglione, che nel pomeriggio di ieri, assieme al presidente della provincia di Teramo, Valter Catarra, e all'assessore alle Attività produttive, Ezio Vannucci, ha incontrato a Roma Andrea Bianchi, direttore generale delle politiche industriali del Ministero dello Sviluppo.

Subito dopo il vicepresidente Castiglione si è seduto al tavolo di concertazione nazionale fra gli assessorati regionali allo Sviluppo e il Ministro Paolo Romani.

«Al Ministro - informa una nota - è stato consegnato il verbale, sottoscritto anche dalle parti sociali, con il quale Regione e Provincia, hanno individuato una serie di misure anti-crisi per l'area Vibrata-Tronto e per la sopravvivenza dell'Atr di Colonnella».

Castiglione si è impegnato a chiedere al Governo che l'area della Vibrata sia da considerare «sito nazionale di interesse per l'istituzione di una filiera del carbonio».

Inoltre, ha ribadito la volontà della Regione di utilizzare l'eventuale rimodulazione dei Fas a favore del finanziamento di un accordo quadro Vibrata-Tronto.

E' stata esclusa dai tecnici, invece, la possibilità di ottenere un'ulteriore proroga di tre mesi di cassa integrazione per l'Atr.

Il Ministero si è impegnato ad aprire una "procedura negoziata" per favorire l'acquisto dell'ATR e trovare commesse pubbliche.

«Il riconoscimento dell'area di crisi e l'individuazione in Val Vibrata di una filiera del carbonio - ha dichiarato Catarra - consentirebbero l'accesso ad una serie di programmi e di sostegni finanziari che renderebbe più appetibile la nostra area ad eventuali investitori fornendo un aiuto alle aziende già presenti».

10/12/2010 9.43