Università Teramo, l’Udu presenta un documento al rettore

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Un documento con le cose che non vanno o le priorità per migliorare i servizi offerti dall’università. Lo hanno presentato gli studenti aderenti all’Udu.

Lo scorso 30 Novembre l’Unione degli Universitari di Teramo ha indetto un'assemblea, tenutasi presso l'Università degli Studi di Teramo, in occasione della giornata di mobilitazione contro il DDL Gelmini, per parlare delle problematiche dell’UniTe e delle conseguenze che il DDL potrebbe arrecare alla condizione degli studenti.

Nella discussione sono emersi diversi punti di riflessione e l’assemblea ha deciso di redigere un documento da portare all’attenzione del Magnifico Rettore dell’Università di Teramo, dei Presidi delle Facoltà e all’assessore regionale al diritto allo studio Paolo Gatti.

Sono stati analizzati gli aspetti più critici del disegno di legge Gelmini, sottolineando come il testo in discussione alle Camere avrà pesanti ripercussioni sulla condizione del corpo studentesco. Riguardo all’UniTe dall'assemblea sono emersi i problemi legati alla situazione delle biblioteche, alla mancanza di aule informatiche, all'assenza di aule studio in centro, alla scarsissima fruibilità della mensa e alla necessità di avere trasporti adeguati.

L’assemblea ha posto all'attenzione «le  gravi carenze riguardo all’organizzazione didattica dei corsi di laurea di Scienze Politiche e gravi problemi riguardano la distribuzione degli insegnamenti tra primo e secondo semestre».

 Si è capito, quindi, come la questione della Governance dell’Ateneo (che con l’approvazione del DDL subirà modifiche sostanziali) sia strettamente correlata alle questioni degli studenti.

«Hanno destato enormi preoccupazioni», dice L’Udu di Teramo, «l'ingresso dei privati nel Consiglio di Amministrazione, il depotenziamento del Senato Accademico, l’introduzione del fondo di merito attribuito non tenendo presente alcun parametro di reddito e la scarsissima democrazia all’interno dell’Ateneo. Realtà che si verrebbero a creare se il DDL Gelmini si tramuterà in legge». Un’ampia analisi è stata fatta circa il diritto allo studio e il sotto finanziamento di esso discutendo del DDL e del finanziamento in Italia del diritto allo studio.

Particolare attenzione è stata data al «sotto finanziamento» da parte della Regione Abruzzo alle borse di studio per l’Università teramana (lo 0% di copertura Adsu per le borse di studio). «L’assemblea», conclude L’Udu, «ha ritenuto tale sotto finanziamento da parte della Regione gravissimo per le condizioni del diritto allo studio teramano. Per quanto riguarda il fondo integrativo italiano sul diritto allo studio si è sottolineato il taglio che esso subirà in 5 anni (da 246 milioni di euro del 2009 ai 13 milioni di euro del 2013) comparandolo con il sistema francese e tedesco (Francia e Germania spendono rispettivamente circa  2  miliardi di euro l’anno per il diritto allo studio). L'assemblea presenterà il documento al Magnifico Rettore, ai Presidi delle Facoltà e all’assessore regionale per il diritto allo studio Paolo Gatti auspicando la risoluzione immediata di tali problemi».

 06/12/2010 10.14