Uni Adriatica, Falò (Idv) insiste: «fermare il progetto»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Ad una settimana esatta dalla presentazione ufficiale del nuovo ateneo online teramano non si spengono le polemiche.

Il consigliere comunale dell'Idv Franco Falò, che già nei giorni scorsi se l'era presa con il sindaco e aveva chiesto un consiglio comunale straordinario, analizza la situazione nell'ottica generale in cui si trova al momento il sistema universitario: «siamo al collasso, dopo l’approvazione alla Camera della Riforma Gelmini che dovrà andare al Senato, ci sono ancora un centinaio di sedi occupate, città riempite di studenti che protestano e che chiedono i loro diritti ed è la stessa università dei ragazzi che vivono a Corropoli».

Falò vuole sapere se davvero questa iniziativa ora non danneggi ulteriormente l’offerta formativa degli studenti a partire da quelli corropolesi e vuole soprattutto sapere «a chi gioverà davvero questa iniziativa».

La sede, ovvero dove gli studenti andranno a sostenere gli esami, come noto, sarà ospitata dalla Badia che ospita anche il Liceo Aeronautico.

«Quella scuola privata», sottolinea il consigliere, «è stata tanto voluta dalla amministrazione di centrodestra, che rappresenta un terzo all’interno della Fondazione e che guarda caso vede lavorare amici e parenti di amministratori e anche un esponente della stessa maggioranza. Una buona Università e una buona offerta formativa non è certo data soltanto da un click!».

Nei giorni scorsi hanno detto no al progetto il sindaco di Teramo Brucchi, il senatore Paolo Tancredi (che ha presentato anche una interrogazione al ministro Gelmini), i rettori degli atenei di L'Aquila e Teramo.

 03/12/2010 16.47