Lega Nord, «la Ruzzo non si tocca, salviamola dalle multinazionali»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. La Lega Nord Abruzzo chiede che la gestione della “Ruzzo” rimanga pubblica: «è tra i pochi fiori all'occhiello della provincia».

L' ex società consortile, oggi Ruzzo Reti Spa è partecipata da 37 comuni della provincia di Teramo, ha alle spalle 100 anni di storia, una tradizione di gestione della risorsa idrica ed una capacità progettuale nell’idraulica da non disperdere. Per questo la Lega Nord chiede di salvaguardarla e soprattutto «salvarla» dalle 'grinfie' delle multinazionali.

Sulla sua gestione “in house” si è già espresso negativamente l’assessorato all’Ambiente della Regione Abruzzo attraverso i suoi dirigenti politici e la partecipata si è recentemente predisposta per il raggiungimento dei parametri necessari a dimostrare: l’efficienza del servizio, i bilanci in utile e il reinvestimento nel servizio di almeno l’80 per cento degli utili per l’intera durata dell’affidamento, l’applicazione di una tariffa media inferiore alla media, il raggiungimento di costi operativi medi annui con un’incidenza sulla tariffa che si mantenga al di sotto della media.

Anche per questo ha chiesto un parere terzo della propria gestione all’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici, per verificare l’attuale efficienza.

La Lega Nord rivendica la propria posizione «storicamente a difesa dell’acqua pubblica» e chiede una normativa che salvaguardi «il ruolo dei nostri Comuni, la proprietà pubblica delle reti e riduca i costi per le pubbliche amministrazioni e garantisca la migliore qualità dei servizi».

Nell’attuazione delle direttive europee la Lega Nord vuole che l’amministrazione pubblica possa continuare ad optare per la gestione diretta (in house) e ricorda al presidente della Provincia di Teramo, Walter Catarra, che il responsabile provinciale della Lega Nord Abruzzo, Franco De Angelis, all’indomani della vittoria elettorale del 2009, «fece presente di prendere in considerazione alcuni progetti riguardanti la tutela e la salvaguardia delle risorse idriche e l’assoluta necessità del ruolo della Provincia nella gestione del ciclo delle acque».   


01/12/10 9.12