Ennesima tegola sulla Team: rischia di pagare 3mln di tasse arretrate

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Potrebbero essere configurati come aiuti di Stato (dunque illegittimi) quei finanziamenti elargiti all’ex municipalizzata di Teramo, Team.

Qualche giorno fa una sentenza della Cassazione (Sezione tributaria, 19/11/2010 n. 23414) su un caso aperto da quasi dieci anni si è pronunciata cassando il provvedimento della commissione tributaria che aveva stabilito l’obbligatorietà del pagametno di circa 3 milioni di euro in capo alla Team. Con il rinvio, la commissione tributaria sarà tenuta a riformulare la decisione valutando attentamente il caso. Nello specifico bisognerà decidere se alla Team si può applicare o meno l’unica eccezione prevista dalla legge che la salverebbe dal pagamento delle tasse arretrate.

In caso contrario la Team dovrà cacciare quella somma che graverebbero pesantemente sul bilancio ed avendo esaurito le possibilità di appello.

IN sostanza la Commissione Tributaria Provinciale di Teramo (Pres. G. Iadecola, rel. R.P.R. Papa) aveva annullato le comunicazioni-ingiunzioni emesse dall’Agenzia delle entrate, Ufficio di Teramo, per il recupero degli aiuti di Stato in questione; successivamente la Commissione Tributaria Regionale dell’Abruzzo (Pres. Pacces, rel. M. Petrera) aveva confermato le decisioni della Provinciale e la Cassazione ha accolto i ricorsi dell’Amministrazione finanziaria, cassando con rinvio alla Commissione Tributaria regionale.

Ma andiamo con ordine e ricordiamo i fatti.

Le somme da versare alla Agenzia delle Entrate si riferiscono a tasse non pagate -non perché la società mista del Comune di Teramo sia un evasore- attengono al periodo 1996-1999. La commissione tributaria di Teramo nel 2007 confermò l’obbligo di pagamento appellato poi dalla stessa Team in Cassazione.

Il contenzioso nasce dal fatto che la Team come tutte le ex municipalizzate, aveva beneficiato degli aiuti di Stato che dal 1996 al 1999 avevano concesso l’esenzione dell’Ilor e dell’Irpeg. In seguito però la Corte di giustizia europea aveva ritenuto illegittima questa normativa dello Stato italiano perchè distorceva la libera concorrenza. Con gli sgravi le aziende italiane avrebbero avuto vantaggi che le altre aziende europee invece non avevano.

Così per adeguarsi lo Stato italiano emanò un decreto per il recupero degli sgravi, stabilendo un termine di 60 giorni per pagare - senza possibilità di rateizzare la somma dovuta - o per presentare ricorso.  La Team aveva fatto ricorso.

La sentenza di pochi giorni fa della Cassazione ha deciso che «spetta alla società destinataria dell'ingiunzione eccepire, e provare, che l'aiuto ricevuto appartenga all'ambito di applicabilità della regola de minimis mentre all'amministrazione incombe l'onere di provare che detta società sia una società per azioni costituita ai sensi della L. n. 142 del 1990 e che abbia effettivamente usufruito dell'agevolazione dichiarata incompatibile con il diritto comunitario».

Dunque con la cassazione del precedente provvedimento sarà un’altra sezione della commissione tributaria a decidere se e quanto la Team dovrà pagare.

26/11/2010 12.20